musica in gravidanza

Musica in gravidanza

13/12/2017

Stress, ansia, paure e cambiamenti ormonali sono piuttosto frequenti nelle donne che aspettano un bambino e sono numerosi i metodi con cui si possono neutralizzare. La musica è sicuramente un valido alleato, ma attenzione a scegliere quella giusta. La musica agisce sia sulla madre che sul feto e quindi è importante scegliere compositori e generi adeguati. Ecco qualche consiglio sulla musica in gravidanza.

Cosa sente il feto

Uno studio apparso sull’American Journal of Obstetrics and Gynecology ha scoperto, grazie all’introduzione di alcuni microfoni posti vicino alla testa del feto, passando per la cervice uterine, che l’ambiente ovattato nel quale il bambino cresce, crea un suono ritmico unito a un suono sordo, causato dall’aria che passa dallo stomaco materno. Un rumore che ha un’intensità variabile tra gli 85 e i 95 decibel. Il feto, dunque, può sentire la musica grazie all’orecchio interno e anche alle vibrazioni del sistema osseo.

Quale musica scegliere in dolce attesa

  • Nel primo trimestre il feto percepisce il suo primo suono, quello del battito cardiaco della mamma, ritmato e sempre presente. In queste settimane è meglio ascoltare la musica che piace a se stesse, privilegiando compositori classici come Mozart e Schubert ed evitando musiche assordanti, come l’heavy metal, ma anche brani della musica classica con flauto o violino che possono infastidire.
  • Nel secondo trimestre l’apparato uditivo del feto è ormai completamente sviluppato: la voce della mamma è per il feto il suono più amato. Oltre che ascoltare musica per se stesse, quindi, si può dedicare al proprio piccolo una ninna nanna, una canzoncina, cantata con voce sommessa.
  • Nel terzo trimestre le paure e le ansie legate al momento del parto aumentano, la musica può diventare un prezioso momento di relax e pace. L’importante è che sia musica allegra e rilassante: Mozart e Bach sono perfetti.

Musica in gravidanza: Mozart o Beethoven?

La musica di Mozart viene 'prescritta' a tutte le mamme in dolce attesa che vogliono seguire una sorta di musicoterapia: la musica di Mozart è armonica e dolce. I brani di compositori come Brahms o Beethoven, invece, sono carichi di tensione emotiva e possono risultare troppo eccitanti per il nascituro.

A studiare per la prima volta il cosiddetto 'Effetto Mozart' furono nel 1993 alcuni studiosi californiani che scoprirono che gli studenti che avevano ascoltato Mozart prima di un esame avevano ottenuto punteggi migliori. In realtà, negli anni successivi numerosi studi hanno confermato che ascoltare la musica di Mozart non rende più intelligenti, ma certamente la musica di Mozart, con la sua dolcezza e allegria, può fungere da stimolo sonoro per il bambino e favorirne la tranquillità.

Musica per far muovere il feto

Secondo un eccezionale studio condotto dall’Istitut Marques di Barcellona i bambini cominciano a sentire la musica già alla sedicesima settimana di gestazione. E rispondono allo stimolo uditivo con delle vere e proprie espressioni facciali.

Gli studiosi catalani hanno arruolato un gruppo di future mamme tra la 14sima e 39sima settimana e hanno eseguito delle ecografie facendo ascoltare la musica facendola arrivare direttamente nell’utero attraverso un dispositivo intravaginale realizzato dagli scienziati stessi.

Il risultato è stato sorprendente. I bambini non solo riuscivano a sentire la musica, ma rispondevano aprendo la bocca e muovendo la lingua come se volessero cantare o parlare. E’ la dimostrazione che l’apprendimento inizia già nel pancione e che la musica stimola le aree del cervello che controllano la comunicazione.

Il 45% dei bambini faceva movimenti spontanei con la testa e gli arti, e il 30% muoveva lingua e bocca.

Gli studiosi spiegano che le implicazioni di questa scoperta sono numerose e interessanti:

  • è possibile scoprire la sordità fetale sin dalle prime settimane di gestazione
  • è possibile comunicare con il feto già a 16 settimane
  • si può garantire al feto e alla mamma il massimo del benessere, perché la musica può favorire la comunicazione e il relax
  • è possibile parlare ai bambini e stabilire un legame prenatale molto prima di quanto non si pensava fino ad oggi

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Consigli per la lettura:

  • La musica del grembo materno di Barbara Gasperoni Laconcelli
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Francesca Capriati
Giornalista
Mamma blogger
Dalla gravidanza al parto, dall'allattamento all'adolescenza: il mio spazio virtuale per condividere esperienze, difficoltà ed informazioni.