Il bambino dislessico
La dislessia è un disturbo che si manifesta con un'evidente difficoltà nel leggere e nello scrivere, provocata dall'incapacità di riconoscere le parole.
La dislessia non è una malattia invalidante, eppure sortisce effetti fastidiosi colpendo i bambini in età scolare ed è in crescita, essendosi diffusa dal 2% al 12 % in 20 anni.
L'incapacità di leggere, in età scolare, può portare a gravi conseguenze sull'equilibrio psicologico del bambino, in quanto egli tende a sottostimarsi, isolandosi e perdendo la voglia naturale dell'apprendere. Fortunatamente, questa è una favola a lieto fine. La dislessia, infatti, può essere curata purchè si intervenga tempestivamente.
Quando questi sintomi sono evidenti e capitano spesso, è opportuno far visitare il bambino da un logopedista. L'esame al quale sarà sottoposto consisterà nella costruzione di frasi di senso compiuto, nel posizionare degli oggetti al proprio posto e, se già frequenta la scuola, nella lettura di una favola e nella scrittura di frasi sotto dettatura. A seconda dei risultati del test, il logopedista farà la diagnosi e penserà ad una terapia adeguata.
Le terapie tradizionali si presentano sotto forma di esercizi di stimolo dell'udito, vista e percezione contemporaneamente, donando così al bambino anche una maggiore sicurezza in se stesso.
La terapia più recente, invece, si chiama realtà uditiva virtuale e viene praticata con l'ausilio di cuffie. Attraverso questo meccanismo, il bambino ascolta una favola in cui suoni e voci dei personaggi hanno toni diversi, in modo da sembrare alcuni vicini, altri lontani, altri a distanza più ravvicinata.
Questa tecnica permette al cervello del bambino di 'allenarsi' a percepire quello che giunge ad un orecchio e quello che giunge all'altro, costruendo un nuovo equilibrio.
L'importante, in ogni caso, è che le terapie siano come un gioco. Il bambino, in questo modo, le affronterà con più entusiasmo, non si annoierà ed otterrà migliori e più rapidi risultati.
Attualmente nelle scuole italiane si contano circa 350mila alunni dislessici e l’urgenza di sostenerli e formare professionalmente gli insegnanti ha portato il Parlamento italiano ad approvare all’unanimità una legge che riconosce “la dislessia, la disgrafia, la disortografia e la discalculia quali disturbi specifici di apprendimento, di seguito denominati 'DSA', che si manifestano in presenza di capacità cognitive adeguate, in assenza di patologie neurologiche e di deficit sensoriali, ma possono costituire una limitazione importante per alcune attività della vita quotidiana”.
Per approfondire: Associazione Italiana Dislessia