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Medicina dello Sport

Educazione psicomotoria

Sviluppo motorio e sviluppo cognitivo hanno una stretta correlazione. Agli inizi del Novecento la psicomotricità veniva usata soprattutto per curare i bambini affetti da disturbi neuropsichiatrici.

Oggi l’educazione psicomotoria è entrata a pieno titolo nell’offerta formativa scolastica e viene diffusamente utilizzata per favorire uno sviluppo psicomotorio in tutti i bambini fino ai sei anni. Ma esistono anche dei veri e propri corsi di educazione psicomotoria, finalizzati ad introdurre il bambino allo sport, che vengono organizzati per bambini dai 3 ai 5 anni presso i centri sportivi.

L’obiettivo dell’educazione psicomotoria non è quello di “insegnare” al bambino ad eseguire alla perfezione alcuni precisi esercizi. Al contrario, mira a favorire una espressione quanto più possibilmente libera e spontanea.

Muovendosi, giocando, esprimendo se stesso attraverso il movimento il bambino affina non soltanto importanti abilità (equilibrio, concentrazione, attenzione, abilità fisiche), ma riesce anche ad entrare in comunicazione con il profondo sé e gli altri.

A contribuire alla diffusione in Italia della pratica psicomotricista è stato il pedagogista francese Bernard Aucouturier. A lui si deve la definizione di  “espressività psicomotoria” che vuol dire che 'il bambino, fino a circa otto anni, usa il corpo e il movimento come canale di espressione e di comunicazione privilegiato'.

Ma come si svolge una seduta di psicomotricità?

I possibili campi di applicazione dell’educazione psicomotoria sono diversi: lasciare libero il bambino di esprimersi attraverso il movimento non vuol dire stare impassibili ad osservarlo. Tutt’altro, significa stimolarlo ad esprimersi attraverso attività di vario genere, dalla musica al movimento libero, dalla gestualità alla pittura, fino alla danza e alla manipolazione.

Un limite alle possibili attività lo fissano solo l’operatore e il bambino partendo dal presupposto che l’operatore conosce quali sono i vari step dello sviluppo psicomotorio del bambino di diverse età e quali limiti si possono provare a superare.

Arrampicarsi, correre, saltare, fare le capriole, esprimere tutta la propria fisicità mettendo a frutto la propria energia è uno degli aspetti della seduta psicomotoria, ma lo è anche la manipolazione di oggetti materiali diversi, il processo creativo, l’essere cullati o dondolarsi al suono di una musica dolce.

 

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