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Psicologia

Il Natale

Il Natale è dei bambini e la conferma arriva guardando gli occhioni spalancati di fronte alla magia delle luci dell’albero di Natale o dal fascino che le storie e le leggende natalizie esercitano sui più piccoli

Il Natale è dei bambini, ma ogni anno i genitori si trovano ad affrontare la difficile sfida che vede contendersi, da un lato, il più forsennato consumismo e, dall’altro, la conservazione delle tradizioni e della magia di una festa essenzialmente religiosa.

E' vero che i bambini di oggi non sono più gli stessi di quarant’anni fa: attenti, curiosi, vivaci, difficilmente si lasciano ingannare. Per questo gli psicologi consigliano ai genitori di osservare qualche semplice regola per aiutare i bambini a vivere il Natale in tutta la sua magia.

Ricordiamo ai bambini il senso del Natale.

Al di là delle personali convinzioni, il Natale resta una festa religiosa: la celebrazione della nascita di Gesù Bambino. Ai bambini così viene raccontato il Natale a scuola e tra gli amichetti e per questo motivo è meglio adeguarsi al mondo dei più piccoli piuttosto che svilire ciò che gli viene proposto.

Ricreiamo con i nostri piccolini quella magica atmosfera carica di mistero e attesa che precede il Natale. Possiamo realizzare insieme ai bambini un Calendario dell’Avvento: dal 1 dicembre fino al 25 dicembre una casella da colorare, una finestrella da scoprire, per contare insieme quanti giorni mancano al Natale.

Difendiamo Babbo Natale.

Il vecchietto barbuto e simpatico che i bambini amano tanto sembra vivere ad ogni angolo: nei centri commerciali, nei cinema, per strada, a scuola e in televisione; i bambini incontrano ovunque fac-simili di Babbo Natale che rischiano di svalutarne la magia.

Meglio spiegare loro che si tratta di persone che vestono i panni di Babbo Natale, come se fosse un eroe della TV.

I bambini hanno bisogno di magia, di mistero e anche di una sottile inquietudine: proprio per questo, raccontare di questo vecchietto che di notte entra in casa per lasciare dei doni è il modo più efficace per far vivere ai più piccoli il profondo senso delle feste.

È opportuno, dunque, creare una tradizione che ruoti attorno all’arrivo di Babbo Natale: l’albero, l’ora in cui Babbo Natale arriva, le modalità con cui manifesta il suo arrivo.

Scegliere con cura i regali.

Quando si tratta di comprare regali per i bambini si rischia sempre di esagerare e raramente gli adulti si rendono conto di farlo più per loro che per i bambini.

Ai piccoli bastano pochi regali, è sufficiente godere dell’apertura di pacchetti e di assaporare il piacere della sorpresa.

Gli psicologi sono unanimi: meglio selezionare il numero dei regali e mettere dei limiti anche ai parenti e ai nonni, spiegare che nemmeno Babbo Natale può portare tutti i regali richiesti e, soprattutto, regalare giocattoli sicuri, certificati e 'attivi'.

Via libera, quindi, a costruzioni, peluche, bambole e, per quanto possibile, a regali unisex che lascino libero spazio alla fantasia, senza far mancare sotto l’albero un regalo 'alla moda' o quello tanto desiderato.

Insomma, evitare bulimia di pacchetti che serve soltanto a confondere i bambini e a convincerli che l’abbondanza sia meglio della qualità.

Per gli adulti si può anche optare per un regalo solidale invece che la solita trousse di trucco. Sono davvero tante le associazioni internazionali offrono l’opportunità di fare un regalo solidale che aiuterà qualche bambino che vive nelle zone più povere del pianeta.

E se i bambini non credono più a Babbo Natale?

Il pediatra Italo Farnetani spiega che generalmente i primi dubbi si manifestano intorno agli otto anni.

Alle prime domande sarebbe meglio rispondere rassicurando il bambino dell’esistenza di Babbo Natale, ma quando le domande si fanno serrate e i dubbi aumentano allora basta bugie.

È meglio che i genitori raccontino la verità e raccolgano la sfida di rendere il Natale successivo altrettanto magico anche senza Babbo Natale.