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Allergologia e Immunologia Clinica

Allergie ai pollini: come difendere i bambini

Pollini e primi tepori possono essere davvero poco piacevoli per le persone che soffrono di allergie.

Si stima che siano 18 milioni gli italiani allergici e il numero di bambini risulta essere in aumento. La concentrazione di pollini nell’aria sta salendo in questi primi giorni di primavera e il connubio con lo smog cittadino può essere davvero un mix difficile da gestire per chi si trova a dover fare i conti con riniti allergiche, asma, eritemi e congiuntiviti.

Renato Cutrera, responsabile di Broncopneumologia dell'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, spiega che il picco massimo della pollinazione, soprattutto delle graminacee, è atteso tra aprile e maggio e in presenza di sintomi come prurito, starnuti, naso chiuso, lacrimazione, infiammazione degli occhi, respiro faticoso o asma, il consiglio è “rivolgersi al pediatra di famiglia ed eventualmente allo specialista, per individuare la terapia più idonea".

Ma come intervenire in caso di allergia nel bambino? Innanzitutto è importante avere una diagnosi certa, in questo modo è possibile conoscere con precisione a quali tipi di pollini è allergico il bambino. Una volta avuta la diagnosi si può intervenire con antistaminici e prestando attenzione a particolari elementi. A questo proposito gli esperti del Bambin Gesù e di Federasma hanno stilato un decalogo per gestire l’allergia del bambino:

  1. Consultare il pediatra: sarà lui a prescrivere se il caso lo richiede una visita specialistica.
  2. Eseguire gli esami indicati: per diagnosticare un’allergia si esegue una prova cutanea, chiamata prick test, o il dosaggio nel sangue delle IgE specifiche per il possibile allergene. Se il bambino soffre d’asma p bene sottoporlo a prove di spirometria per valutare la funzionalità respiratoria. Non prestare fede alle “prove di intolleranza” perché sono prive di qualsiasi validità scientifica.
  3. Smettere di fumare tra le mura domestiche e in presenza dei bambini. Il fumo passivo danneggia la salute del feto in gravidanza ed è un diritto dei bambini vivere e crescere in un ambiente che sia libero dal fumo.
  4. Se al bambino è stata diagnosticata un’allergia a un farmaco o a un alimento non deve mai entrare nella sua vita in contatto con questo allergene.
  5. Gli ambienti domestici per il bambino allergico possono trasformarsi in autentiche bombe a mano per la sua allergia. E’ importante che nell’ambiente interno sia libero da acari della polvere, peli di gatto e che siano facili da arieggiare e pulire, senza moquette, tappeti e tappezzeria che favoriscono l’accumulo di polvere e acari
  6. Prestare attenzione al Calendario dei Pollini che indica, nei vari periodi dell’anno, quali sono quelli più a rischio per il bambino che soffre di allergia a un preciso polline.
  7. I bambini che sono già andati incontro a reazioni allergiche particolarmente gravi che hanno messo a rischio la loro vita hanno il diritto di avere garantita la fornitura gratuita del farmaco salvavita. Inoltre sia il bambino che i suoi familiari e chi si prende cura di lui devono essere adeguatamente istruiti sulle modalità di somministrazione del farmaco.
  8. Il bambino con allergia grave ha diritto alla terapia gratuita fornita dai presidi terapeutici locali.
  9. Il bambino ha il diritto di frequentare le attività ricreative e sportive sia a scuola che nel tempo libero, sotto la sorveglianza di personale adeguatamente formato
  10. La comunità ha il dovere di proteggere il bambino allergico e salvaguardare la sua salute garantendo ambienti interni ed esterni idonei, rispetto del regime alimentare indicato con  documentata allergia a un alimento, impiego di farmaci specifici, prescritti e certificati, necessari alla cura quotidiana o in caso di emergenza, somministrati da personale opportunamente addestrato.

Data pubblicazione lun, 28 mar 2011
Data ultima modifica lun, 28 mar 2011
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