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Pediatria

Bambini in ospedale: un bollino premierà quelli più all’altezza di bambino

Il 30% dei bambini ricoverati in ospedale convive con pazienti adulti in reparti che non sono pensati appositamente per i bambini.

E’ il dato sul quale si è soffermata la Società italiana di pediatria (Sip) che attraverso la voce del presidente dell’Associazione Culturale Pediatri, Paolo Siani, rende noti i contorti di un fenomeno che vede coinvolti i più piccoli. Il 30% dei pazienti tra i 10 e i 14 anni e l’87,8% di quelli tra i 14 e i 18 anni non vengono ricoverati in reparti pediatrici ospedalieri.

Siani sottolinea che ci si è dimenticati che si è minori fino ai 18 anni e che per comunicare con i pre-adolescenti e gli adolescenti c’è bisogno di personale medico e infermieristico, ambiente, linguaggio del tutto diversi da quelli che si trovano nei reparti per adulti.

Il ricovero in ospedale stravolge completamente le abitudini del bambino/ragazzo, che perde i suoi punti di riferimento, viene accolto in una stanza anonima che è costretto a condividere con altri coetanei, “interrompe le sue normali attività scolastiche, i ritmi della sua vita vengono stravolti, mangia cose diverse e in orari per lui del tutto inconsueti".
Un gran numero di cambiamenti che possono rendere il ricovero in ospedale, esperienza di per sé spiacevole per chiunque (grande o piccolo) ancora più insopportabile.

Per andare incontro alle esigenze dei giovanissimi pazienti, la Sip, in collaborazione con l’Associazione bambini in ospedale (Abio), ha realizzato un percorso di valutazione per certificare gli ospedali che sono più a misura di bambino. La valutazione per la certificazione punta a precisi criteri stabiliti dai pediatri che riguardano quattro aree di riferimento: 

  • accoglienza e supporto;
  • diritti dei bambini, adolescenti e familiari;
  • continuità delle cure e integrazione;
  • specificità delle cure.

Gli ospedali che risponderanno in pieno a questi requisiti sarà rilasciato un vero e proprio Bollino di Ospedale all’altezza dei bambini.

 

Fonti

Data pubblicazione mer, 29 giu 2011
Data ultima modifica mer, 29 giu 2011
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