Vaccino antinfluenzale

Ogni inverno arriva puntuale l’influenza stagionale, che costringe a letto milioni di italiani e soprattutto i bambini.
Sono proprio i più piccoli, infatti, ad essere i più colpiti dal virus dell’influenza, complici gli ambienti chiusi, superaffollati e spesso poco aerati delle scuole e un sistema immunitario ancora immaturo e particolarmente vulnerabile.
Ogni anno il Ministero della Salute da il via alla campagna di vaccinazione contro l’influenza stagionale. E se nelle due ultime passate stagioni l’influenza non è stata particolarmente aggressiva, quest’anno i virologi prevedono un’ondata leggermente più complessa.
I ceppi virali della stagione influenzale 2012-2013 saranno tre, uno già noto, e altri due nuovi. Per questo gli esperti invitano medici e pediatri a raccomandare la vaccinazione alle categorie più a rischio.
Il Ministero offre gratuitamente il vaccino influenzale:
- agli anziani over 65,
- a chi soffre di patologie croniche, perché potrebbe andare incontro a complicanze molto serie se dovesse ammalarsi,
- a chi svolge professioni di pubblica utilità,
- a tutti i bambini (che abbiano più di sei mesi) affetti da cardiopatie, malattie croniche, asma, malattie renali, fibrosi cistica, tumori e malattie ematologiche,
e consiglia la vaccinazione:
- ai bambini che seguono un trattamento a lungo termine con acidoacetilsalicilico,
- ai bambini che sono a rischio di Sindrome di Reye in caso di infezione,
- alle donne che si trovano nel secondo e terzo trimestre di gravidanza al momento dell’inizio della stagione influenzale.
Per la stragrande maggioranza dei bambini italiani, quindi, non esiste una raccomandazione alla vaccinazione e ogni mamma potrà fare la sua scelta sulla base della propria esperienza e chiedendo eventualmente consiglio al pediatra.
Ma come viene prodotto il vaccino?
Le case farmaceutiche utilizzano i ceppi virali individuati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità che, ogni anno, fa un’attenta valutazione dei virus in circolazione.
Il monitoraggio dei virus non viene mai interrotto perché essi hanno la straordinaria capacità di mutare continuamente e di riuscire, quindi, ad ingannare anche un sistema immunitario che l’anno prima si è già ammalato di influenza.
Il vaccino viene realizzato inserendo nel composto il virus reso inattivo oppure utilizzando solo piccole parti del virus (vaccini split o vaccini a sub unità) per riuscire a stimolare la risposta del sistema immunitario.
Il vaccino immunizza solo da quel preciso virus e non da tutti gli altri virus che normalmente circolano durante l’inverno. Ecco perché può capitare che, pur essendosi vaccinati, ci si ammali di malattie da raffreddamento o di quelle causate da virus para-infuenzali.
Il vaccino viene somministrato tramite iniezione intramuscolare in una sola dose (e in due dosi a distanza di 4 settimane nei bambini fino ai dieci anni che vengono vaccinati per la prima volta) ed è efficace circa quindici giorni dopo la somministrazione. In previsione del picco dell’epidemia che avviene generalmente intorno alla fine di dicembre, si consiglia di vaccinarsi entro il mese di novembre.
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