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Allergologia e Immunologia Clinica

Celiachia

Le diagnosi di celiachia sono significativamente aumentate negli ultimi anni: in pochi anni il numero di nuovi casi è quasi raddoppiato toccando quota 135mila, con un aumento del 10% all’anno negli ultimi 5 anni.

Perché questa esplosione di casi?

Secondo gli esperti si è verificato anche un aumento esponenziale della quantità di cereali assunta dalla popolazione mondiale, oltre che una maggiore presenza di glutine nei cereali di oggi rispetto a quelli del passato.

Ma cos'è la celiachia?

La celiachia è un difetto del sistema immunitario che colpisce un italiano su cento e che rende intollerabile l’assunzione del glutine, una sostanza proteica contenuta in cereali e grano. Nei soggetti celiaci la gliadina, la componente proteica del glutine, provoca una reazione spropositata del sistema immunitario (proprio come un’allergia).

In altre parole il glutine infiamma e danneggia le pareti della mucosa intestinale e rende impossibile l’assorbimento degli alimenti. Per questo un bambino celiaco appare denutrito, ha la pancia gonfia e si muove poco.

I sintomi della celiachia possono essere spesso sottovalutati e non presi in considerazione adeguatamente: diarrea, perdita di peso, sbalzi d’umore, apatia, mal di pancia frequenti, anemia, ma anche dermatite, alterazioni dello smalto dei denti e altri sintomi non strettamente legati al malassorbimento dei nutrienti.

Quando introdurre il glutine nella dieta?

Generalmente si consiglia di non introdurre il glutine nella dieta del bambino prima dei sei mesi di vita. Fino a quel momento l’intestino non è ancora pronto e si corre il rischio di favorire la comparsa dei sintomi della celiachia.

Tuttavia nemmeno aspettare troppo tempo offre un beneficio, infatti se il bambino è celiaco è importante fare una diagnosi tempestiva per affrontare il problema in maniera adeguata ed evitare l’insorgenza di pericolosi disturbi collegati alla celiachia (come diabete, malattie autoimmuni, disturbi della tiroide e altri).

Come diagnosticare la celiachia

E’ spesso difficile diagnosticare la celiachia perché nella gran parte dei casi i genitori e gli stessi medici non riescono a mettere ordine nei sintomi del bambino e prima di arrivare alla diagnosi possono passare anche anni.

La diagnosi di celiachia si effettua eseguendo un esame del sangue alla ricerca degli anticorpi anti-gliadina (AGA), anti-endomisio (EMA) e anticorpi anti-transglutaminasi (Ac anti-tTG) e successivamente eseguendo una biopsia intestinale.

Secondo l'Associazione Italiana Celiachia (AIC) esistono diverse forme di celiachia:

  • Tipica, diarrea e arresto della crescita sono i sintomi principali
  • Atipica, i sintomi sono soprattutto extraintestinali e si presenta spesso tardivamente, dopo il terzo anno di vita
  • Silente, quando mancano sintomi evidenti
  • Potenziale, evidenziata da esami sierologici positivi (presenza di antigliadina IgA e IgG) ma con biopsia intestinale normale

La celiachia può avere una componente ereditaria, quindi se ci sono casi in famiglia è bene prestare particolare attenzione all’insorgenza dei sintomi.

La vita del bambino celiaco

Diagnosticare tempestivamente la celiachia è molto importante perché il bambino deve imparare a gestire la propria vita “senza glutine”.

Non esiste, infatti, una cura per la celiachia: l’unico modo per affrontarla è modificare per sempre le abitudini alimentari. Esistono in commercio numerosi prodotti “gluten-free” e si possono sostituire i cereali con altre fonti di amido come patate, riso, mais, tapioca, il grano saraceno ma anche con alternative più “esotiche” come la quinoa una pianta sudamericana ricchissima di proteine vegetali, l’amaranto e il sorgo, due cereali noti sin dall’antichità.

Sul sito dell’Associazione Italiana Celiachia è possibile trovare un elenco degli alimenti che contengono glutine e molte altre informazioni utili.

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