allergie nei bambini

Allergie nei bambini

21/03/2017

L'allergia è una malattia del sistema immunitario caratterizzata da reazioni anomale di particolari anticorpi nei confronti di sostanze abitualmente innocue come ad esempio pollini.

Soffrono di riniti, irritazioni agli occhi, eritemi ed asma 150 milioni di persone solo in Europa e per il 30% si tratta di bambini. I primi segni delle allergie, infatti, si manifestano in età pediatrica e la forma più comune è la rinite, seguita dall’asma e dalle allergie alimentari. Negli ultimi anni l’incidenza delle allergie è aumentata significativamente, ma soprattutto nei paesi occidentali, tanto che l’ipotesi igiene, cioè quella che ritiene che vivere e crescere in ambienti troppo puliti e igienizzati contribuisca allo sviluppo delle allergie, trova conferme sempre più consistenti.

L'allergia è influenzata da fattori genetici. Non è però l'anticorpo che viene ereditato, ma solo la generica predisposizione. In altre parole un genitore allergico, ad esempio, al polline potrà avere figli allergici ad acari e nipoti allergici a pelo animale, e così via.

In realtà prima di diagnosticare una allergia ad un determinato elemento è necessario che vengano effettuati dei test che lo dimostrino; più spesso di quel che si pensa infatti, i bambini considerati allergici invece non lo sono ma sono semplicemente ipersensibili a quel dato elemento.

Cosa fare se il bambino è allergico

Proprio per questo motivo e per evitare che la diagnosi reale e la terapia conseguente siano scorrette, la Società Italiana di Allergologia e Immunologia Pediatrica (SIAIP) ha stilato una sorta di decalogo a beneficio di pediatri e genitori per indicare cosa bisogna fare e cosa bisogna evitare di fare quando si è in presenza di patologie immuno-allergologiche.

Eccone un breve estratto:

  1. Anche in caso di allergie, i vaccini non vanno cancellati. Ad esempio, in casi di allergia all’uovo, i bambini possono essere comunque vaccinati senza temere lo shock anafilattico.
  2. Anche se l’esame del sangue evidenzia la presenza di anticorpi (IgE) specifiche su un alimento, quell’alimento non va eliminato dalla dieta. Soprattutto in casi di eventuali allergie alimentari, i test da fare devono essere indicati dall’allergologo e non ci si deve affidare a test non scientificamente approvati.
  3. Nel momento in cui in accordo con il pediatra si elimina un tale alimento dalle dieta del bambino, valutare periodicamente la crescita e periodicamente effettuare i necessari controlli per valutare l’eventuale acquisizione della tolleranza allo specifico alimento.
  4. Se il bambino soffre di rinite allergica, seguire – sotto controllo medico - una terapia preventiva appropriata anche in assenza di sintomi.
  5. Se il bambino soffre di dermatite atopica, l’allattamento al seno è particolarmente importante per almeno i primi sei mesi di vita. La dermatite atopica si tiene sotto controllo con specifici prodotti idratanti e detergenti che sono un insostituibile tassello nella gestione quotidiana di questa patologia, ma in caso di acutizzazioni o ricadute, la terapia topica steroidea va intrapresa senza esitazione.

Fondamentale, come sempre è la correttezza della diagnosi. Per questo motivo l’allergologo definirà gli eventuali esami da fare in base alla sintomatologia descritta e soprattutto quando la storia clinica riferita rispetto all’eventuale allergia sarà compatibile con una e propria reazione allergica.

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Francesca Capriati
Giornalista
Mamma blogger
Dalla gravidanza al parto, dall'allattamento all'adolescenza: il mio spazio virtuale per condividere esperienze, difficoltà ed informazioni.