diagnosi prenatale

Diagnosi prenatale

28/03/2017

I cromosomi contengono tutte le informazioni relative all’embrione e all’essere umano che diventerà: dal colore degli occhi a quello dei capelli a quello della pelle, fino ad alcune caratteristiche ereditarie e a malattie genetiche, nei cromosomi è racchiusa gran parte della storia dell’individuo che sta per nascere. Vediamo in che modo la diagnosi prenatale può individuare malformazioni e anomalie cromosomiche nel feto.

I cromosomi, cosa sono

Nell’uomo esistono 23 coppie di cromosomi, due di essi determinano il sesso. Si tratta dei cromosomi X e Y:

  • negli uomini gli alleli sono XY
  • nelle donne gli alleli sono XX 

E’ quindi chiaro che le donne possono trasmettere solo l’allele X mentre l’uomo può trasmettere o l’X o l’Y: quindi è lo spermatozoo “vincente” a fare la differenza e a determinare il sesso del nascituro.

A volte può capitare, però, che nello sviluppo del DNA del nascituro qualcosa si inceppi: sono le cromosomopatie, caratterizzate nella maggior parte dei casi, dalla presenza di un cromosoma in più. La Sindrome di Down è la cromosomopatia più diffusa (colpisce ogni anno 1 bambino ogni 800) ed è legata anche all’età della madre.

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La moderna scienza permette di diagnosticare una gran parte delle malformazioni cromosmiche durante la gravidanza anche se è importante ricordare che non tutte le malformazioni sono diagnosticabili in fase prenatale e lo saranno solo dopo che il bambino sarà nato.

E’ bene anche sottolineare che solo la villocentesi e l’amniocentesi danno una vera e propria diagnosi mentre gli altri esami offrono una risposta di tipo probabilistico, cioè in base a una serie di parametri calcolano che probabilità c’è che il feto abbia una malformazione.

Diagnosi prenatale non invasiva

Gli esami prenatali non invasivi che vengono maggiormente effettuati sono Tri-test, translucenza nucale, bi-test e ultrascreen. Questi esami non sono dagnositci ma hanno solo un valore di screening. In pratica offrono un'idea di che percentuale c'è che il feto abbia un'anomalia cromosomica. 

  • Tri-test: si esegue tra la 15sima e la 17sima settimana di gestazione. Consiste in un prelievo del sangue e in un’analisi combinata di 4 elementi: l’età materna e tre proteine di origine feto-placentare (alfa-fetoproteina, estriolo non coniugato,  frazione libera della gonadotropina corionica). Il risultato individua in media il 70% dei bambini affetti da Sindrome di Down. Se il rischio stimato è superiore a uno su 300 la donna viene invitata a sottoporsi a amniocentesi.
  • Transulcenza nucale: consiste in una normale ecografia da effettuarsi tra le 11 e le 13 settimane di gravidanza attraverso la quale l’operatore misura lo spessore dei tessuti superficiali della nuca del feto sulla linea mediana del collo. Questo spessore, in soggetti affetti da particolari malformazioni cromosomiche, risulta maggiormente elevato. Si tratta di un esame probabilistico: cioè non offre una diagnosi certa ma, usando come riferimento anche l’età della madre, calcola le probabilità che un feto con un certo spessore nucale abbia una anomalia cromosomica. In particolare se lo spessore nucale risulta essere superiore ai 3 mm si ha una probabilità di anomalie cromosomiche pari al 75% con un 5% di falsi positivi e la mamma è invitata a sottoporsi a esame diagnostico (amniocentesi)
  • Bi-Test (oppure Duo-Test): è un esame del sangue che si effettua tra l’11sima e la 14sima settimana di gestazione. L’analisi misura due valori, quello della Gonadotropina Corionica e quello della Plasma Proteina Associata alla Gravidanza (PAPP-A): in caso di malattie cromosomiche la prima aumenta e la seconda diminuisce. Se il rischio stimato è superiore a una probabilità su 300 il test viene definito positivo.
  • Ultrascreen: è un esame combinato. Vengono valutati sia il risultato della translucenza nucale che quello del bi-test. Il risultato viene calcolato da un software che propone una percentuale di rischio e se è alta la mamma viene invitata a sottoporsi ad amniocentesi.

Villocentesi

E' un esame invasivo che consiste nel prelievo di villi coriali dalla placenta entro la decima settimana di gestazione. Viene effettuata per via trans addominale sotto controllo ecografico.  Il campione di cellule placentari viene esaminato alla ricerca di anomalie del cariotipo e il risultato offre una diagnosi abbastanza accurata di alcune malattie cromosomiche. La percentuale di aborto si aggira intorno allo 0,5-1%.

Amniocentesi

Anche l’amniocentesi è un esame invasivo e per questo non privo di rischi.

Secondo le statistiche il rischio di aborto spontaneo a causa dell’amniocentesi è di 0,5%. Viene effettuata a partire dalla 15sima settimana di gravidanza e consiste nell’aspirazione, con un sottilissimo ago, di un campione di liquido amniotico per via trans addominale.

L’esame viene eseguito con il supporto dell’ecografia per valutare la posizione del feto e la localizzazione dell’ago. I circa 15 cc di liquido amniotico vengono inviati in laboratorio per essere esaminati alla ricerca di eventuali anomalie cromosomiche.

Il risultato è pronto, in media, in un paio di settimane e offre una diagnosi prenatale praticamente sicura su malattie come Sindrome di Down, fibrosi cistica, Sindrome di Edward, Sindrome di Turner e molte altre. Secondo le nuove direttive, l’amniocentesi viene offerta gratuitamente a tutte le donne che hanno ricevuto un risultato anomalo all’ultrascreen.

Diagnosi prenatale, quando farla

Per quanto riguarda gli esami non invasivi questa è la tempistica:

  • translucenza nucale tra 11 e 13 settimane
  • tri-test tra 15 e 17 settimane
  • bi-test tra 11 e 14 settimane

Per gli esami invasivi:

  • villocentesi: intorno alla 10° settimana
  • amniocentesi : a aprtire dalla 15esima settimana

Test del Dna fetale

Sono arrivati anche in Italia i nuovi esami genetici che necessitano solo di un prelievo di sangue per fornire informazioni su possibili anomalie cromosomiche. I nuovi esami offrono la possibilità di analizzare il DNA fetale libero, presente nel sangue materno, già a dieci settimane di gravidanza.

Dal sangue periferico materno è possibile ottenere importanti informazioni sul feto, senza mettere a rischio la gravidanza e questi esami consentono un’analisi diretta del materiale cromosomico per valutare alcune microdelezioni, le trisomie 21, 18 e 13 e le aneuploidie dei cromosomi sessuali.

In caso di risultato positivo la madre viene invitata a sottoporsi ad amniocentesi.

Per ora questi esami non vengono coperti dal Servizio Sanitario nazionale e hanno un costo di qualche centinaio di euro in laboratori privati.

Harmony test

L'Harmony test è praticamente il più conosciuto ed utilizzato test del Dna fetale al mondo: è disponibile in oltre 100 Paesi ed è stato utilizzato nella pratica clinica di oltre 500.000 gravidanze in tutto il mondo. La tecnologia, come dicevo, misura ed analizza con grande precisione la percentuale di Dna fetale circolante nel sangue materno per valutare i rischi di trisomia 18, trisomia 21 (sindrome di Down), trisomia 13 ed anomalie cromosomiche sessuali (aneuploidie).

I costi della diagnosi prenatale

I nuovi Livelli essenziali di Assistenza offrono alle donne over 35 l'amniocentesi, mentre a tutte le donne la possibilità di fare gli screening come transluenza nucale e bi-test gratuitamente. A livello privato l'amniocentesi ha un costo variabile tra 400 e 600 euro.

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Francesca Capriati
Giornalista
Mamma blogger
Dalla gravidanza al parto, dall'allattamento all'adolescenza: il mio spazio virtuale per condividere esperienze, difficoltà ed informazioni.