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Ginecologia e ostetricia

Aborto spontaneo

Le cause - I sintomi di un aborto - Minaccia d'aborto - Altre anomalie

Secondo l’American College of Obstetricians and Gynecologists, l’aborto spontaneo è il più frequente tipo di interruzione di gravidanza. Secondo le stime più recenti si verifica nel 10-25% delle gravidanze e nelle gravidanze con fecondazione assistita interessa una percentuale variabile tra il 50 e il 75%.

Più in generale, si stima che gli aborti clinici rappresentino circa il 30% delle gravidanze e quelli biologici il 60%. Ciò significa che a volte un sanguinamento, che la donna considera come una mestruazione, in realtà è un aborto del quale non avrà mai coscienza.

Per aborto spontaneo
si intende una gravidanza che si interrompe entro la 25sima settimana (entro, quindi, 180 giorni dalla data di inizio dell’ultima mestruazione) di gestazione (oltre quella data si parla di morte intrauterina) e nella maggior parte dei casi si verifica entro la 13sima settimana di gestazione.

Le cause

La causa più frequente di aborto spontaneo nel primo trimestre riguarda la presenza di anomalie cromosomiche dell’embrione. Nell’ovulo o nello spermatozoo sono presenti delle anomalie genetiche che impediscono all’embrione di svilupparsi. Si tratta nella maggior parte dei casi di una sorta di selezione naturale di embrioni che crescerebbero comunque malformati.

Nel secondo trimestre l’aborto spontaneo è più raro e quando accade è spesso provocato soprattutto da disturbi dell’utero o della cervice (come ad esempio la sindrome dell’ovaio policistico oppure una ipoplasia uterina, un utero subsetto o bicorne, le sinechie, i fibromiomi, la retroversione fissa) oppure da disturbi come insufficienza luteale, iperandrogenismi, distiroidismi o da altre disfunzioni come un insufficiente sviluppo del trofoblasto o una degenerazione molare o corionepiteliomatosa del trofoblasto.

Inoltre un’età avanzata della madre può aumentare il rischio di aborto. Si calcola che la percentuale di rischio è del 20-35% per le donne tra i 35 e i 45 anni e del 50% per le donne over 45.

I sintomi di un aborto

Un aborto può manifestarsi con questi sintomi:

  • Contrazioni molto dolorose
  • Mal di schiena e mal di pancia, intenso come un dolore mestruale
  • Muco colore rosato
  • Perdite marroni o di colore rosso vivo
  • Scomparsa dei sintomi della gravidanza (nausea, tensione al seno ecc..)

Esistono diversi tipi di aborto spontaneo:

  • Aborto inevitabile o in atto: dolori alla pancia e alla schiena, emorragia, apertura del collo dell’utero e espulsione completa o parziale dell’embrione e del corion placentare.
  • Aborto ritenuto o interno: la sintomatologia potrebbe essere assente anche per settimane. Si presenta poi con lievi macchie di sangue e contrazioni uterine. L’ovulo non viene espulso e si accerta l’aborto tramite ecografia.

La terapia è frequentemente chirurgica (dilatazione e raschiamento). Se la gravidanza è alle prime settimane si può preferire una terapia farmacologica.

Minaccia d'aborto

Perdita di sangue, dolori lombari e pelvici, il canale cervicale è chiuso ed è importante verificare la vitalità dell’embrione tramite un’ecografia.

Se l’embrione mostra una buona vitalità si può provare a portare avanti la gravidanza riposandosi a letto (una condizione che indurrebbe un aumento del flusso ematico nel distretto utero placentare ed eviterebbe le contrazioni uterine riflesse) e una terapia a base di progesterone naturale.

Altre anomalie

Gravidanza ectopica (extrauterina): l’ovulo fecondato si annida in una tuba o in un luogo diverso dall’utero. E’ importante intervenire tempestivamente per bloccare lo sviluppo della gravidanza.

Aborto da uovo bianco/cieco: l’ovulo fecondato si impianta nell’utero ma non inizia a svilupparsi. La diagnosi avviene con un’ecografia che attesta l’impianto e la presenza della camera gestazionale ma un ovulo che non cresce.

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