cosa prova il papa in gravidanza

Cosa prova il papà in gravidanza

03/03/2017

La mamma ha nove mesi di tempo per adattarsi alla nuova situazione. Sente il movimento del bambino dentro la sua pancia, parla con lui, può toccarlo e coccolarlo. Per lei è come se il bambino fosse già lì, come se avesse già trovato il suo posto e il suo spazio all’interno della coppia. Per la mamma la coppia diventa famiglia sin dalla gravidanza. Per il papà non sempre è così: e allora vediamo insieme cosa prova il papà in gravidanza e come possiamo aiutarlo a vivere questa esperienza nel modo più magico possibile.

Comportamento del papà in gravidanza

I nove mesi di attesa sono per lo più un momento di passaggio tra la coppia che era e la famiglia che sarà.

Un passaggio lungo nove mesi durante i quali il papà può 'sentire' il bambino soprattutto attraverso la mediazione della mamma e del suo pancione. Per questo quando il neonato sarà arrivato potrà capitare che il neopapà si senta sopraffatto, impaurito e che viva momenti di sconforto e lontananza emotiva.

Non tutti gli uomini reagiscono allo stesso modo

I parchi sono pieni di papà più o meno brizzolati che portano il bebè nel marsupio o che giocano con loro, al giorno d’oggi è davvero raro che un papà non sia capace o non si prodighi nel cambiare un pannolino o nel fare il bagnetto.

Eppure questa profonda modifica che il cambiamento dei tempi ha prodotto anche sulla coppia e sulla famiglia non sempre lascia indenne l’equilibrio personale e di coppia.

Abitudini del sonno e della giornata modificate, difficoltà legate alla gestione quotidiana del neonato, il crescente carico di responsabilità, un inaspettato senso di inadeguatezza, il timore che la propria compagna ceda al suo essere mamma una gran parte dell’essere moglie fanno sì che il papà possa sentirsi a volte sopraffatto dagli eventi al punto da perdere il filo di ciò che è davvero importante.

Una indagine condotta da Claudio Mencacci, direttore del dipartimento di neuroscienze dell’ospedale Fatebenefratelli di Milano ha evidenziato che 5 neopadri su 100 entrano in crisi dopo l’arrivo del primo figlio.

Consigli per futuri papà

Cosa si può fare per aiutare il papà? E’ di fondamentale importanza che il futuro papà venga coinvolto direttamente sia durante la gravidanza che subito dopo il parto e che dopo la nascita del bambino la neomamma si sforzi di trovare del tempo da dedicare alla coppia: farà bene non solo al papà ma anche a lei stessa.

E’ altresì importante che la neomamma non sottovaluti il disagio emotivo che sembra provare il partner, ma lo inviti a parlare e gli dimostri di essere sempre ancora la sua compagna e migliore amica.

Cosa deve fare il papà in gravidanza

  • Passare all’azione fa bene, anzi benissimo. Si dice sempre che la mamma deve prendersi cura del neonato e il papà deve prendersi cura della mamma. E’ un modo per sentirsi utile e trovare una propria fondamentale collocazione nell’equilibrio familiare e casalingo. Se il papà può aiutare, anche nella gestione delle faccende pratiche, la neomamma sarà più serena e disponibile a vivere dei momenti di svago in coppia.
  • Allenare la propria pazienza. E’ risaputo che la pazienza non è una virtù maschile, ma quando si ha un bambino nessuna virtù si rivela più indispensabile della pazienza. Un neonato può non offrire grandi spunti di gioco o interattività, ma fare uno sforzo per mettersi nella sua stessa lunghezza d’onda e imparare, grazie a lui, a godersi ogni singolo momento della vita è un’opportunità preziosa. In men che non si dica il neonato che non sapevate come prendere in braccio sarà diventato un instancabile ometto che vi chiederà di giocare a pallone per ore.
  • Confrontarsi con altri padri. Capire come si comportano gli altri può essere un buon parametro per valutare il proprio impegno. La mamme parlano tantissimo tra loro dei figli, prendendo spunti continui e arricchendo il loro ventaglio di possibilità, i papà non lo fanno quasi mai, eppure ci sono molti padri che, dotati di fantasia e creatività, riescono a stare molto tempo e di qualità con i propri piccoli.
  • Ricordare a se stessi qual è il proprio compito. La mamma generalmente ha un istinto altamente protettivo nei confronti del bambino. Compito del papà è anche, e soprattutto, quello di fare da intermediario tra il bambino e il mondo esterno, allentando l’attenzione della mamma, spingendo il bambino a saggiare i propri limiti e a fare cose nuove. I papà hanno il compito di accompagnare i bambini alla scoperta del mondo e di tutto quanto di fantastico ci sia da vedere,da toccare, da conoscere. Uscire da soli alimenta un rapporto padre/figlio basato sulla complicità e sulla fiducia e fa sentire al papà di avere un ruolo, uno scopo. Programmare piccole escursioni e gite nei parchi può essere un’attività divertente e consolida un legame indissolubile che durerà per sempre.

Suggerimenti di lettura

  • Manuale di sopravvivenza del padre contemporaneo di Gianni Biondillo
  • Storia della Paternità di Maurizio Quilici
  • Nella pancia del papà. Padre e figlio: una relazione emotiva di Alberto Pellai
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Francesca Capriati
Giornalista
Mamma blogger
Dalla gravidanza al parto, dall'allattamento all'adolescenza: il mio spazio virtuale per condividere esperienze, difficoltà ed informazioni.