bullismo

Bullismo

16/04/2018

Secondo un’indagine effettuata nel 2016 da Doxa Kids in collaborazione con Telefono Azzurro, su circa 6mila ragazzi e adolescenti, il 35% dei ragazzi dagli 11 ai 19 anni è stato vittima di episodi di violenza da parte di coetanei o compagni di scuola. E il fenomeno sarebbe in aumento. Inoltre quasi la metà degli intervistati (45%) pensa che si sia verificato un incremento del fenomeno proprio a causa della grande cassa di risonanza fornita dai social media. Un ulteriore 26% crede che la crescita sia dovuta al costante clima di incitamento all’odio e alla discriminazione presente sui media. Per un italiano su quattro, invece, il bullismo è sempre stato presente e non ci sono differenze sostanziali rispetto al passato, se non un incremento delle denunce

Come si manifesta il bullismo

Il bullismo assume svariate forme. Insulti, minacce, scherzi realizzati con il fine di schernire e offendere la vittima, percosse e piccoli furti, sono solo alcune delle tante forme con cui può manifestarsi il bullismo nelle scuole. I protagonisti del fenomeno del bullismo sono diversi: l’identikit del bullo-tipo è quello di un personaggio più forte che si circonda di due o tre personaggi ‘secondari’ insicuri e in cerca di punti di riferimento; il resto lo fa una maggioranza di cosiddetti 'pari' che restano silenziosi ad assistere: il mix può essere davvero micidiale, soprattutto per la vittima che è generalmente il primo della classe, quello più giovane, quello meno ‘cool’.

Come aiutare un bambino vittima del bullismo

Il  New Yorkese Citibabes offre qualche consiglio:

  • è importante che il bambino trovi, in casa e a scuola, sostegno, comprensione e amore;
  • non abbandonarsi all’idea che il bambino deve essere forte e debba sapere cavarsela da solo;
  • parlare con le maestre, il preside e infine con il bambino può essere d’aiuto per capire l’entità del fenomeno e chiedere con forza che si intervenga.

Il bullismo non è rappresentato da scaramucce tra bambini ma è un problema serio. La vittima porta per anni i segni del trauma subito.

Il trauma forgia il carattere perché lo modifica nel profondo, trasformando un timido adolescente in un adulto insicuro e in cerca di sicurezze e di continue rassicurazioni. Inoltre alcuni studi hanno mostrato che le vittime di bullismo hanno maggiori rischi di soffrire di depressione, carenza di autostima, disturbi alimentari, abuso di sostanze stupefacenti e suicidio.

Il cyber bullismo

Nell’era di Internet anche il bullismo travalica i confini delle mura della scuola o della piazza per raggiungere la Rete e amplificare i problemi a carico delle vittime. Non più insulti, botte, piccoli furti e derisione, ma email, video e molto altro che sconfina su internet raggiungendo un numero maggiore di persone.

Foto condivise, minacce, derisione e insulti sui social network, pagine web che è difficile cancellare e molto altro: la Polizia Postale rende noto che sono in aumento i fenomeni di bullismo perpetrati da ragazzi di 16 o 17 anni sui bambini di 12.

Cosa fare se si ha un figlio bullo

Si parla sempre delle vittime di bullismo ma se ti chiamassero dalla scuola di tuo figlio per comunicarti che è lui il bullo, come pensi reagiresti?”, si domanda Nan Coosemans, family coach che da circa vent’anni lavora nel mondo dello sviluppo personale a contatto con bambini e adolescenti aiutandoli nel proprio percorso di crescita personale e autrice del libro ‘Quello che i ragazzi non dicono’ (edito da Sperling & Kupfer).

Come riconoscere se tuo figlio è un bullo?

Alcuni segnali sono più indicativi di altri. Ad esempio se parla spesso male degli altri o lo fa in modo aggressivo, se ha più vestiti, giochi, soldi o altre cose che non dovrebbero appartenergli. ‘Come li ha avuti?’ è la prima domanda da farsi


L'esperta stila un decalogo per aiutare concretamente i genitori a disinnescare il meccanismo che trasforma alcuni adolescenti in piccoli ‘criminali’ in erba, spesso in via preventiva, poiché temono di essere un possibile bersaglio degli altri bulli.

  1. Innanzitutto è necessario mettersi in posizione d’ascolto: ascolta bene le sue parole, è necessario scoprire perché crede che quello che fa sia giusto. Spesso i ragazzi hanno un’ottica completamente diversa rispetto a noi al resto della società.
  2. Prova a capire cosa c’è dietro il suo comportamento, e spiegagli che ci sono altri modi per ottenere quello che vuole o per sentirsi meglio.
  3. Parla con gli altri genitori per capire se anche i suoi amici hanno l’atteggiamento da bulli o se lui è il leader.
  4. Fai un passo indietro: è stato in prima persona vittima di bullismo in passato e adesso sta tentando di difendersi?
  5. Spiegagli a quali conseguenze può arrivare con quello che sta facendo, magari mostragli dei video su Youtube in modo da capire meglio come si sente la vittima. In questo modo non passi troppo da ‘insegnante’ e lui accetterà di più il confronto.
  6. Cerca di essere sempre d’ispirazione e d’esempio a casa, se c’è un comportamento che denota mancanza di rispetto o violento, i figlio lo coglieranno come un lasciapassare per certi atteggiamenti.
  7. Siediti insieme a lui o a lei per lavorare su un nuovo obiettivo. Puoi anche creare un gioco dei ruoli, per aiutarlo a capire come reagire in determinati contesti, poiché spesso i ragazzi non hanno ancora gli strumenti per affrontare certe situazioni in maniera indipendente e ragionata.
  8. Premialo per un comportamento positivo: più attenzione viene posta sul positivo, più lui si sentirà motivato e spronato a migliorare.
  9. Se tuo figlio è consapevole di quello che ha fatto o sta facendo fai in modo che sia lui a scusarsi con l’altro. Anche se è un passo difficile dopo si sentirà meglio.
  10. Rimani connesso con tuo figlio, continua a parlare con lui ed ad avere una comunicazione aperta quanto più possibile priva di giudizi: deve sentirsi al sicuro per poterti parlare e individuare in te un punto di riferimento stabile.
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Francesca Capriati
Giornalista
Mamma blogger
Dalla gravidanza al parto, dall'allattamento all'adolescenza: il mio spazio virtuale per condividere esperienze, difficoltà ed informazioni.