i rimedi per la febbre nel bambino

I rimedi per la febbre nel bambino

11/01/2018

Quali sono i rimedi per la febbre nei bambini? La febbre è un meccanismo di difesa messo in atto dall’organismo con l’intento di fronteggiare agenti patogeni.

La febbre non è quindi una malattia ma un sintomo anche se è comunque importante saperla gestire. Il trattamento della febbre diventa infatti determinante quando a questa si associano sintomi che recano un disturbo al bambino. Non è dunque necessario o utile individuare una temperatura limite oltre la quale somministrare farmaci ma è invece più importante osservare il bambino e trattare l’innalzamento della temperatura quando questa comporta per lui un disagio fisico.

Si tende generalmente ad associare la febbre con le malattie da raffreddamento e con l’influenza, ma spesso la febbre accompagna otiti, malattie esantematiche. Per questo è importante conoscere la febbre e sapere come gestirla al meglio.

La febbre è un aumento della temperatura corporea al di sopra dei valori medi normali (37°C se esterna o 37,5° se interna) e varia, anche se di pochi decimi di grado, da persona a persona e durante l’arco della giornata. La temperatura può aumentare in condizioni particolari:

Per questo va misurata quando il bambino è a riposo da qualche ora, in un ambiente non troppo riscaldato, ma non quando il piccolo si è appena svegliato ed è ancora coperto; questo, infatti, potrebbe portare ad un aumento della temperatura che non corrisponde ad una reale febbre.

Una volta esclusi i fattori esterni, la temperatura più elevata del normale, ossia la febbre, è indicativa di una condizione di malattia e quasi sempre è l’espressione di una reazione protettiva dell’organismo che cerca di rispondere alla presenza di agenti infettivi.

Il farmaco più usato per gestire la febbre nel bambino è da sempre il paracetamolo, antipiretico, e analgesico senza attività antinfiammatoria che può essere assunto anche a stomaco vuoto. Si tratta di un principio attivo che ha lo scopo di abbassare la temperatura, ma che può rivelarsi efficace anche in caso di mal di testa, dolori ai denti e altre manifestazioni dolorose.

Sempre più spesso per gestire la febbre nei bambini vengono impiegati anche i FANS, in particolare l’ibuprofene, ma attenzione, l’AIFA (l’Agenzia Italiana del Farmaco) ha diramato una nota ufficiale nella quale spiega che i FANS vanno usati con molta cautela sui bambini sia perché possono provocare reazioni avverse anche di tipo gastrointestinale, sia perché non esistono studi che dimostrino l’efficacia di questi farmaci nel ridurre i sintomi di infezioni alle vie respiratorie.

Il maggiore rischio legato all’utilizzo dei FANS è riconducibile soprattutto a un uso scorretto di questi farmaci: ad esempio non vanno usati sui bambini che hanno il vomito, la diarrea o che stanno soffrendo da giorni di inappetenza (uno dei disturbi più comuni dell’influenza o della dentizione). Inoltre l’ibuprofene non va somministrato sui bambini che hanno la varicella.

Come gestire allora la febbre del bambino? Innanzitutto è bene capire il motivo per cui il piccolo ha la febbre: influenza? Un’infiammazione più seria, come l’otite?

Se si tratta solo di una febbre passeggera e non collegata a gravi disturbi allora si può aiutare il bambino con qualche rimedio più materno:

In alcuni casi l’innalzamento eccessivo e persistente della temperatura va riconosciuto come un’emergenza da affrontare e risolvere quanto prima:

Una febbre di natura virale dura, in media, 3 giorni e non necessita ovviamente di alcun trattamento se non un antipiretico per far scendere la temperatura se supera i 38. Se la febbre dura qualche giorno in più e magari si associa a uno stato di malessere generale, tosse e mal di gola è bene chiamare il pediatra perché potrebbe essere di natura batterica.

In presenza di temperature anche modeste per una durata superiore ai 7 giorni è consigliabile il ricorso al pediatra per un approfondimento diagnostico.

Per trattare la febbre uno tra i primi accorgimenti da prendere è quello di far stare il piccolo in una stanza adeguatamente riscaldata (20-22° circa) senza coprirlo troppo, così da consentire al corpo di disperdere il calore in eccesso. Un’adeguata idratazione per via orale con bevande zuccherate e addizionate di sali minerali consentirà di integrare la perdita di liquidi, dovuta all’aumento della temperatura corporea, e faciliterà la discesa della stessa, riducendo anche la comparsa di crisi acetonemiche.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha fornito alcune linea guida in caso di temperatura uguale o superiore a 39° associata a un quadro di malessere generale: è utile la somministrazione dell’antipiretico, mentre ne è sconsigliato l’uso in caso di temperatura inferiore; infatti la febbre ha effetti benefici e fa parte dei fisiologici meccanismi di difesa dell’organismo agli agenti infettivi.

 

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Francesca Capriati
Giornalista
Mamma blogger
Dalla gravidanza al parto, dall'allattamento all'adolescenza: il mio spazio virtuale per condividere esperienze, difficoltà ed informazioni.