mal di primavera nei bambini

Mal di primavera nei bambini

Non so voi, ma appena inizia la primavera i miei bambini cominciano ad essere stanchi, capricciosi, irritabili. Tutto normale, a quanto pare. Gli esperti hanno coniato per queste manifestazioni addirittura una vera e propria definizione: mal di primavera. E allora vorrei condividere con voi qualche informazione su come affrontare questo mal di primavera nei bambini e come aiutarli nello sprint finale dell'anno scolastico.

I sintomi del mal di primavera nei bambini

Il mal di primavera (che gli americani definiscono Seasonal Affective Disorder) è un piccolo disturbo provocato essenzialmente dal cambio di stagione, ma anche dalla stanchezza dovuta ad un lungo inverno carico, magari, di malattie, influenze, carichi di impegni e orari troppo rigidi.  I sintomi sono:

  • stanchezza,
  • inappetenza,
  • irritabilità
  • nervosismo,
  • insonnia o, al contrario, sonnolenza.

Se anche il vostro bambino mostra questi sintomi potrebbe covare un’influenza o più semplicemente avere il cosiddetto “mal di primavera”.

Bambini stanchi e capricciosi

Non è raro che in questo periodo i bambini comincino a fare i capricci perché non vogliono più andare a scuola oppure non abbiano appetito e vogliano mangiare solo dolcetti e succhi di frutta.

Come aiutarli in questo sprint finale che porta direttamente fino all’estate?

Innanzitutto è importante comprendere lo stato psicofisico e dei bambini e non liquidare la faccenda con un bonario “sono solo capricci”. Se il bambino ha davvero difficoltà ad andare a scuola con entusiasmo, se litiga con i compagni o se non riesce a svegliarsi in tempo sarebbe meglio fargli fare un paio di giorni di vacanza per aiutarlo a recuperare e a riposarsi.
Se il bambino è un po’ pallido e lamenta di essere stanco è consigliabile eseguire un esame del sangue per valutare i valori della sideremia. In caso di leggera anemia il pediatra valuterà se sia il caso o meno di dare al piccolo una integrazione di ferro. In ogni caso è importante uscire spesso con il bambino, portarlo all’aria aperta e fargli prendere il sole che favorisce la produzione di vitamina D regala buonumore ed energia.

Se è particolarmente stanco e ha sempre sonno può non avere voglia di fare le sue normali attività, nemmeno quelle che solitamente gli piace fare. Niente forzature, meglio un’ora di sonno in più e tanto ozio in casa (purché non si traduca in ore trascorse davanti alla tv o ai videogiochi). Elimina qualcuno dei suoi impegni: i bambini di oggi hanno spesso l’agenda troppo fitta di impegni e arrivano alla primavera davvero stanchi e svuotati di energia.

Se non ha appetito e non mangia regolarmente è importante aiutarlo a mantenere una routine dei pasti, senza forzarlo ma senza nemmeno dargli il via libera a dolcetti e merendine. La frutta e la verdura di stagione sono preziose riserve di vitamine e sali minerali che favoriscono un recupero di energia. Cerca di ingolosirlo con un frappé a base di latte e frutta, con un frullato o una macedonia fresca e prepara insieme a lui tanti piatti colorati usando verdure crude, come le carote o i pomodori.

Il gelato può essere un’ottima merenda che può anche sostituire una cena leggera: scegli un gusto alla frutta.

Mal di testa nei bambini a primavera

In primavera, tra marzo e giugno, aumenta la frequenza degli attacchi di cefalea e all'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù si registra un incremento delle visite del 15% rispetto ai mesi precedenti.

Questo accade perché gli emicranici sono molto sensibili a qualsiasi tipo di cambiamento: sbalzi termici importanti e repentini nell'arco della stessa giornata o da un giorno all'altro, l'alternanza sole-pioggia tipica di questo periodo dell'anno, ma anche modificazioni del ritmo sonno-veglia risultano particolarmente svantaggiosi per chi combatte con questo disturbo

comunicano gli esperti del "Bambino Gesù".

Inoltre, per i bambini in età scolare, l'aumento del numero degli attacchi in primavera è legato anche all'intensificarsi dell'impegno scolastico in vista delle prove di fine anno (esami, giudizio finale) che li sottopone a uno stress maggiore.

L'emicrania è la malattia neurologica genetica più diffusa tra i piccoli. In Italia colpisce circa 10 bambini su 100. Il suo sintomo più conosciuto, la cefalea o mal di testa, tipico anche di altre patologie (ad esempio influenza, riniti, faringiti) in età pediatrica ha un'incidenza ancora più alta: ne soffre oltre il 40% dei bambini. La percentuale raddoppia nell'adolescenza, arrivando a colpire fino all'80% dei ragazzi.

In caso di cefalee ricorrenti la prima cosa da fare è rivolgersi al pediatra di famiglia per provare a capire se il mal di testa è espressione di emicrania (è così nel 60% dei casi), o sintomo di altre malattie come le infezioni delle vie aeree o di patologie cerebrali potenzialmente serie. Il secondo passo è contattare un Centro specializzato

sottolinea Massimiliano Valeriani, responsabile del Centro Cefalee del Bambino Gesù.

 

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Francesca Capriati
Giornalista
Mamma blogger
Dalla gravidanza al parto, dall'allattamento all'adolescenza: il mio spazio virtuale per condividere esperienze, difficoltà ed informazioni.