come riconoscere i sintomi covid nei bambini

Come riconoscere i sintomi COVID nei bambini

Leggiamo spesso notizie contrastanti sui sintomi del nuovo Coronavirus. Sappiamo che dobbiamo prestare attenzione a febbre, tosse, affezioni delle vie respiratorie, congiuntivite. Ma in vista dell'inverno e del diffondersi di virus influenzali e parainfluenzali e con l'arrivo dell'epidemia di influenza stagionale, come faremo a sospettare un caso di positività e come possiamo distinguere i sintomi COVID nei bambini da quelli di una normale influenza?

Sintomi del COVID-19

In linea generale I sintomi di COVID-19 sono:

  • febbre e tosse,
  • malessere generale,
  • naso che cola,
  • mal di gola,
  • mal di testa,
  • bronchite,
  • diarrea e vomito,
  • difficoltà a respirare.

Gli esperti sono concordi nel ritenere che anche la perdita di olfatto e gusto sia uno dei più diffusi sintomi di infezione da Coronavirus.

Quindi, quando dobbiamo preoccuparci?

Gli studi confermano che la carica virale nei bambini è generalmente più bassa e i casi di bimbi ricoverati o addirittura finiti in terapia intensiva sono più rari rispetto a quelli registrati nella popolazione adulta. I sintomi COVID nei bambini sono, secondo i pediatri sono:

  • tosse, persistente e secca;
  • febbre oltre i 37,5
  • raffreddore con naso che cola o naso chiuso;
  • nel 30% dei bambini si presentano anche sintomi gastrointestinali, con vomito e diarrea.

Anche nei più piccoli può manifestarsi un'anomalia nella percezione del gusto dolce e salato e nell'olfatto, ma spesso, soprattutto con i piccolissimi, è difficile far emergere questo aspetto.

Nello studio di Dong et al. i sintomi più comunemente evidenziati nei bambini sono la tosse (48,5%) e la faringite (46,2%).

Quando il bimbo ha sintomi lievi come un colpo di tosse o il naso che cola, non bisogna preoccuparsi. Quando invece iniziano ad essere più 'impegnativì è giusto interpellare il pediatra. È importante evitare di mandare i bimbi a scuola se non stanno bene e bisogna tornare a seguire la vecchia regola della convalescenza. Se è stata una banale influenza è meglio che stiano a casa un giorno in più senza febbre

spiega il presidente Sip, Alberto Villani.

La diagnosi differenziale

Il Ministero della Salute e i pediatri sottolineano l'importanza di vaccinare i bambini contro l'influenza stagionale. Quest'anno più che mai. Questo permetterà, infatti, di fare una diagnosi più precisa e rapida di un eventuale sospetta infezione di COVID-19 e la richiesta di un tampone. Se il bambino ammalato è stato vaccinato dall'influenza il sospetto che abbia contratto il virus sarà più evidente.

Kawasaki e COVID

Durante il picco dell'epidemia si sono registrati 150 casi di sospetta sindrome di  Kawasaki nei bambini. Si tratta di una grave malattia infiammatoria che interessa il sistema vascolare e altri organi. Ma in realtà uno studio appena pubblicato su Cell e condotto dall'Ospedale Bambin Gesù di Roma ha scoperto che non si tratta di Kawasaki ma di un sintomo proprio dell'infezione da nuovo Coronavirus nei bambini.

Questa condizione è stata chiamata Sindrome da Infiammazione Multisistemica associata al Covid (Mis-C) ed è comunque rara: in comune con la sindrome di Kawasaki ci sono senza dubbio delle manifestazioni simili, ma le caratteristiche immunologiche delle due patologie sono differenti.

La Mis-C si presenta con vasculite, cioè un'infiammazione dei vasi sanguigni, problemi cardiaci, intestinali e un aumento sistemico dello stato infiammatorio, ma ad un'analisi attenta è stata rilevata sono state rilevate delle differenze che permetteranno di elaborare dei protocolli specifici per la cura dell’infiammazione sistemica correlata all’infezione da SARS-CoV2 e malattia di Kawasaki .

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Francesca Capriati
Giornalista
Mamma blogger
Dalla gravidanza al parto, dall'allattamento all'adolescenza: il mio spazio virtuale per condividere esperienze, difficoltà ed informazioni.