Orto a scuola

02/04/2015

orto scuola bigDa dove vengono zucchine e pomodori? E come si coltivano basilico e fragole? Domande che sentiamo spesso porre dai bambini e che rivelano un interesse naturale e quasi atavico verso la terra e i suoi prodotti.

E sono sempre più numerose le scuole italiane che hanno introdotto nell’ambito della loro programmazione ore dedicate alla coltivazione e alla creazione di veri e propri orti scolastici.

A Milano, ad esempio, il progetto “Orto in classe” trova sempre maggiori sostenitori: consiste in una serie di laboratori per le scuole primarie e dell’infanzia che consentono ai bambini di seminare delle piantine.

E negli ultimi anni sono state numerose le iniziative in tal senso in tutta la Penisola. Il MIUR e il MIPAAF hanno recentemente lanciato il progetto “Orti nelle Scuole” per inserire la semina e la cura dell’orto all’interno del programma di attività educative.

I benefici dell’orto a scuola

Non c’è dubbio che permettere ai bambini di entrare a contatto diretto con la terra favorisce benessere mentale e fisico, ma li aiuta anche a capire da dove nascono gli ortaggi e la frutta e quali valori nutritivi abbiano.

 Alcuni studi hanno mostrato che seguire e curare l’orto migliora la conoscenza dei bambini sui temi dell’ambiente e della sostenibilità oltre che aiutarli a affinare il gusto e a capire quanto sia importante una sana alimentazione.

Curiosità

La prima ad introdurre in modo strutturato l’orto a scuola fu nel 1927 Giuseppina Pizzigoni, educatrice milanese che aprì una nuova scuola dove orto e giardino erano accessibili dai bambini. La scuola è aperta ancora oggi e conta 22mila metri quadrati di area verde con orti e animali e dove coltivare la terra è una parte integrante del percorso educativo.

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Francesca Capriati
Giornalista
Mamma blogger
Dalla gravidanza al parto, dall'allattamento all'adolescenza: il mio spazio virtuale per condividere esperienze, difficoltà ed informazioni.