pidocchi nei bambini

Pidocchi nei bambini

14/04/2017

In gergo tecnico si chiama Pediculosi e prima o poi tutte le mamme con figli in età scolare hanno dovuto affrontarla. I pidocchi nei bambini sono estremamente diffusi; sopravvivono anche lontano dai capelli e riescono a passare di testa in testa tramite un contatto diretto o attraverso un indumento (ad esempio i cappelli).

Si calcola che ogni anno i parassiti più odiati da bambini e genitori colpiscano un milione e mezzo di ragazzi under 18, la metà dei quali ha meno di sei anni. Sbagliato, dunque, pensare che i pidocchi si prendano soprattutto alle elementari perché in realtà è proprio alla scuola materna che trovano terreno fertile.

    Il pediatra Italo Farnetani ricorda che il problema dei pidocchi interessa “un milione e 400 mila di under 18: la metà va all'asilo (700 mila 'baby-vittime' da 0 a 6 anni), mezzo milione alle elementari (6-12 anni) e 200 mila vanno alle superiori (13-18 anni)" e che "i pidocchi in genere iniziano a diffondersi dopo circa un mese dall'inizio dell'anno scolastico: quindi il problema comincerà a farsi sentire soprattutto dalla prima metà di ottobre".

    Pidocchi dei capelli, come riconoscerli

    La presenza di pidocchi è accompagnata da arrossamento cutaneo, soprattutto in prossimità delle orecchie e sulla nuca, e da prurito al cuoio capelluto, specialmente di notte. Al primo dubbio, è importante ispezionare accuratamente il cuoio capelluto grazie ad una buona illuminazione e con l’aiuto di un pettine a denti fitti e anche di una lente d'ingrandimento. In caso di epidemie scolastiche o in altre comunità, bambini vanno controllati almeno due volte alla settimana.

    Il pidocchio ha una ciclo vitale che si distingue in tre fasi:

    1. la prima è caratterizzata dall’uovo (lendine) che ha una forma ovale, inizialmente traslucido, ed è visibile a occhio nudo. Le uova stanno attaccate nei pressi del cuoio capelluto grazie a sostanze simili alla colla che non si sciolgono a contatto con l’acqua.
    2. Dopo circa una decina di giorni le uova si schiudono e nasce la ninfa, un pidocchio che non è ancora sviluppato completamente,
    3. Nei dieci giorni successivi il pidocchio diventerà adulto e solo a quel punto inizierà a riprodursi.

    L’arma migliore per prevenire l’attacco dei pidocchi è quella di controllare la testa dei bambini almeno una volta a settimana, ma come riconoscere i pidocchi?

    • lendini: sembrano puntini bianchi o marroncino e restano attaccati al capello
    • pidocchi:sono grigi, ma si vedono con meno facilità

    Il pidocchio si attacca alla base del capello e lì depone le uova ovali e grigio-bianche. Le zone predilette sono la nuca e dietro le orecchie perché più ricche di capelli.

    Se nell’osservazione notiamo solo le uova non è detto che ci sia un’infestazione in corso perché potrebbero essere vuote. Per essere certi che ci sia una pediculosi in atto bisogna vedere i pidocchi o verificare a che distanza si trovano le uova dalla base del capello. Le uova, infatti, vengono attaccate dalla femmina del pidocchio alla base del capello e la crescita avviene salendo verso la superficie. Misurando la distanza che le separa dal cuoio capelluto si può dunque capire se c’è un’infestazione e da quanto tempo è in atto dato che i capelli crescono poco meno di un centimetro al mese

    Bisogna insegnare ai bambini a non scambiarsi indumenti, specie copricapo, sciarpe e maglioni.

    Nel semplice sospetto, bisogna subito applicare un prodotto specifico, per il tempo necessario e scegliendo le formulazioni adatte: gel, lozioni, mousse termosensibili, ecc.

    Come eliminare i pidocchi nei bambini

    E' importante usare un pettinino a maglia stretta per eliminare le uova: dal momento che la colla con la quale le uova sono attaccate è idroresistente, è consigliabile immergere il pettine nell’aceto caldo e rimuoverle manualmente.

    Quando le uova si sono schiuse si può usare un prodotto a base di permetrina 1% e ripetere il trattamento non prima di una settimana.

    I pidocchi non sopravvivono a temperature troppo basse o troppo alte (l’ideale per loro è una temperatura tra i 30 e i 37 gradi) quindi è consigliabile lavare a temperatura superiore ai 40 gradi lenzuola, coperte e indumenti, lavare a mano in bacinella con ghiaccio i maglioni e lasciare i pettini e le spazzole a bagno in una soluzione di permetrina e ghiaccio.

    Negli Stati Uniti è stato da poco approvato un nuovo preparato a base di 'spinosad' che ha mostrato in due studi di essere capace di debellare i pidocchi in 2 settimane in oltre 8 casi su 10. Il prodotto si usa come un risciacquo per capelli e promette di riuscire a debellare anche i pidocchi resistenti ai comuni trattamenti. Per adesso il farmaco è disponibile solo negli States.

    Pidocchi, cosa fare

    La Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale (SIPPS) ha realizzato alcune pratiche 'istruzioni per l'uso' con la collaborazione del Dottor Angelo Milazzo, pediatra e componente della Segreteria regionale della SIPPS-Sicilia per prevenire, riconoscere ed affrontare efficacemente questo fastidioso problema.

    • Lavare ad una temperatura superiore a 60 C° indumenti, lenzuola, cuscini. Pettini, spazzole e fermagli debbono restare immersi per 1 ora in acqua molto calda e detersivo.
    • Conservare per 2 settimane in sacchetti di plastica gli oggetti che non possono essere lavati in acqua o a secco, ad esempio giocattoli e peluche.
    • Il trattamento deve essere ripetuto dopo 7-10 giorni. Occorre cambiare tipologia di prodotto, dopo tre recidive dell'infestazione.
    • Al trattamento bisogna far seguire l'uso frequente di un pettine a denti fitti, soprattutto al fine di rimuovere le lendini.

    Non porta alcun vantaggio, invece, il taglio dei capelli.

    Un taglio drastico dei capelli non solo rischia di creare disagio nel bambino e, soprattutto, nella bambina, ma nella maggior parte dei casi è un rimedio inutile. Meglio un trattamento corretto, capace di eliminare in modo definitivo i parassiti. Finora la maggiore efficacia è stata dimostrata da: permetrina, piretrine naturali sinergizzate, malathion e da dimeticone, che agisce con un meccanismo di tipo fisico, ‘asfissiando’ il pidocchio. È comunque molto importante che la terapia venga indicata dal pediatra e non da altre figure, neanche dal farmacista

    sostiene il Dottor Angelo Milazzo, pediatra e componente della Segreteria regionale SIPPS-Sicilia

    Come si prendono i pidocchi

    La trasmissione avviene con contatto diretto o scambio di pettini, spazzole, cappelli, cuscini e biancheria da letto.A questo proposito sfatiamo qualche falso mito legato ai pidocchi:

    • I pidocchi amano i capelli sporchi. L’ideale è lavare i capelli dei bambini due volte alla settimana e in questa occasione è bene controllare la cute per verificare l’eventuale presenza di lendini o parassiti. L’igiene non c’entra, è una questione di sfortuna, basta essere nel posto sbagliato al momento sbagliato e anche il bambino più pulito prenderà i pidocchi.
    • Tagliare i capelli serve. Capelli lunghi o rasati a zero è del tutto ininfluente. Anzi, tagliare cortissimi i capelli di una bambina può creare grossi disagi sociali ed emotivi.
    • I pidocchi sono un problema delle scuole elementari. In realtà i più colpiti sono i bambini delle scuole materne e si sta assistendo anche a un aumento dei casi nelle scuole medie e superiori (200mila casi nella fascia di età 13-18 anni).
    • Spesso è solo forfora. In realtà capire se si tratti di forfora o pidocchi è semplice: basta soffiare sui capelli, se il corpo estraneo vola via è forfora se resta ben saldo al capello può essere un pidocchio.
    • Il pidocchio 'salta' da una testa all'altra. In realtà il pidocchio non può sposarsi autonomamente e sono quindi necessari contatti diretti, o uso comune di oggetti infestati.
    • Se c’è stato qualche caso bisogna fare una disinfestazione ambientale a scuola. Inutili, perchè questi parassiti non sopravvivono oltre le 24 ore sugli oggetti, dal momento che si nutrono esclusivamente di sangue umano.
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    Francesca Capriati
    Giornalista
    Mamma blogger
    Dalla gravidanza al parto, dall'allattamento all'adolescenza: il mio spazio virtuale per condividere esperienze, difficoltà ed informazioni.