reflusso gastroesofageo nei bambini sintomi e cura

Reflusso gastroesofageo nei bambini, sintomi e cura

16/02/2017

Il reflusso gastroesofageo nei bambini e nel neonato è un disturbo che colpisce entro i primi mesi di vita e scompare nel 95% dei casi entro i 18/24 mesi.

E' caratterizzato dalla risalita involontaria fin su all’esofago di acidi provenienti dallo stomaco e nei neonati si manifesta con il più comune rigurgito di latte, muco o saliva.

Si tratta di un disturbo estremamente frequente nei neonati causato soprattutto dal fatto che i neonati hanno un esofago piuttosto corto, che si sviluppa e si allunga nel corso dei mesi, e che la valvola posta subito sotto il diaframma che separa esofago e stomaco (cardias) non si chiude ancora perfettamente.

Nella norma il cardias si apre per far scendere il cibo dall’esofago allo stomaco, per poi richiudersi completamente: nei neonati questa funzionalità non è ancora perfezionata e spesso la riapertura del cardias provoca il rigurgito.

Sintomi del reflusso gastroesofageo

I sintomi del RGE sono piuttosto chiari: il rigurgito avviene spontaneamente e senza grandi sforzi né conati di vomito e accade piuttosto spesso, anche più volte durante la giornata.

Di norma non dovrebbe creare preoccupazioni perché il rigurgito è un evento comune a molti neonati e passa spontaneamente: con i mesi il cardias si chiuderà perfettamente e l’alimentazione passerà dal solo latte a frutta e alimenti più solidi.

Eppure se la situazione si cronicizza il reflusso può trasformarsi da sintomatico a patologico e va curato adeguatamente.

  • Il reflusso fisiologico è quello che capita una volta ogni tanto, ma non compromette la crescita del neonato e scompare in pochi mesi.
  • Il reflusso funzionale è caratterizzato da una maggiore frequenza degli episodi, ma anche questo tipo di RGE non compromette lo sviluppo del bambino e non richiede precisi esami o cure. Spesso basta qualche cambiamento della dieta, ad esempio è consigliabile aggiungere dell’addensante nel latte (come la crema di riso) che rende la pappa più densa e ostacola la risalita del liquido all’esofago, oppure nelle postura durante la nanna (ad esempio è consigliabile sistemare un lenzuolo o un asciugamano sotto il materasso del lettino in modo da far dormire il bambino con il tronco un po’ inclinato in avanti) e durante la poppata, tenendolo alzato e favorendo il ruttino senza metterlo immediatamente steso o seduto.
  • Invece il reflusso patologico si presenta in associazione ad altri sintomi come l’apnea, il broncospasmo, calo di peso, esofagite. Il bambino non mette peso, può subire addirittura un arresto della crescita e subisce continuamente episodi di rigurgito spesso associato a vomito e asma.

Come riconoscere un bambino dispeptico?

Alcuni atteggiamenti del neonato possono aiutare la mamma a capire che soffre di reflusso e che ha difficoltà a digerire.

Tra i comportamenti più comuni:

  • vuole stare sempre in braccio, perché questa posizione spesso favorisce la digestione,
  • mentre succhia il latte si inarca, perché forse riesce a rilassare le prime vie digerenti,
  • ha sempre il ciuccio in bocca, perché la suzione aiuta a far transitare la saliva nella giusta direzione, favorisce una pulizia dell’esofago e aiuta, in sintesi, la digestione (proprio come quando un adulto che non riesce a digerire si aiuta masticando una gomma),
  • non vuole dormire supino, non ama star seduto, perché questa posizione aumenta la pressione addominale,
  • si alimenta in maniera strana, ad esempio alterna una poppata al biberon a un cucchiaio di pappa oppure mangia velocemente e odia star seduto sul seggiolone.

Reflusso o rigurgito?

Il NICE, l’Istituto Nazionale inglese per la Salute e l'Eccellenza Clinica, ha diffuso nuove raccomandazioni per aggiornare le Linee Guida sulla gestione del reflusso.

Nel documento si tende a fornire informazioni utili per distinguere tra rigurgito-reflusso e rigurgito. Il rigurgito-reflusso nei neonati è frequente e la sua frequenza diminuisce entro il primo anno di vita. Diverso invece la malattia da reflusso gastoesofageo che può essere anche molto dolorosa e va diagnosticata e curata. Questi i sintomi da non sottovalutare e che possono indicare la presenza del reflusso.

  • Vomito forte e frequente
  • Distensione addominale
  • Dolorabilità
  • Diarrea cronica
  • Fontanella gonfia
  • Aumento della circonferenza della testa
  • Mal di testa mattutino
  • Peggioramento del vomito durante la mattinata

Cura per il reflusso nei bambini

Le Linee Guida NICE propongono indicazioni precise per il pediatra in materia di terapie farmacologiche, ma anche utili consigli per l’alimentazione. Ad esempio:

  • ridurre il volume dell’alimentazione solo se necessario e se è eccessiva per il peso del bebè;
  • proporre una formula addensata con amido di mais o di riso;
  • provare con pasti più frequenti e con meno quantità di cibo

Il medico di fiducia saprà fare una diagnosi e consigliare un approccio terapeutico adatto. Potrebbe prescrivere un’ecografia che viene eseguita a stomaco pieno e che può calcolare il numero di episodi di RGE durante la digestione oppure una ph-metria che misura la quantità di acido che risale dallo stomaco all’esofago.

Una volta diagnosticato il reflusso patologico si può somministrare un tipo di farmaco ben tollerato e privo di effetti collaterali chiamato alginato: viene assunto dopo la pappa e agisce formando uno strato di gel che galleggia nello stomaco e impedisce agli acidi di risalire all’esofago.

In alcuni casi si potrà optare per la sostituzione del latte materno con quello formulato che verrà addensato con l’aggiunta di crema di riso e per un’anticipazione dei tempi di svezzamento: il modo più efficace per risolvere un problema di reflusso, infatti, è quello di abbandonare una dieta liquida per passare ad una solida.

Se si presenta anche l’esofagite si possono associare agli alginati anche gli H2 antagonisti ed eventualmente dei pro-cinetici che favoriscono la digestione.

Se il RGE patologico si aggrava in una malattia da reflusso gastroesofageo è bene rivolgersi a uno specialista che probabilmente prescriverà degli inibitori della pompa protonica che agiscono riducendo drasticamente la quantità di acidi prodotti dallo stomaco.

Per approfondire guarda il video

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Francesca Capriati
Giornalista
Mamma blogger
Dalla gravidanza al parto, dall'allattamento all'adolescenza: il mio spazio virtuale per condividere esperienze, difficoltà ed informazioni.