sport troppo intensi per i bambini aumentano le lesioni causate dallo sport

Sport troppo intensi per i bambini? Aumentano le lesioni causate dallo sport

11/01/2017

Sport e competizione appaiono spesso come un binomio inscindibile, ma non c’è dubbio che l’attività fisica sia fondamentale per un buono sviluppo psicofisico dei bambini e dei ragazzi.

Può capitare, a volte, che un bambino si riveli un 'buon atleta' e quindi dalla pratica dello sport inteso come 'divertimento' si passi ad uno sport 'agonistico' dove l’allenamento, lo sforzo e la competizione non sono proporzionati all’età di chi pratica. Accade quindi che i ragazzi tra i 7 e i 15 anni affrontino l’attività fisica come un vero e proprio lavoro, nel quale eccellere, grazie al quale farsi notare, costringendoli, in qualche modo, a oltrepassare i propri limiti per non subire sconfitte.

Questo atteggiamento, alla lunga, porta a serie complicazioni sia dal punto di vista fisico che psicologico.

Secondo l'American Academy of Ortopedic Surgeons, metà delle lesioni subite dai ragazzi delle scuole medie e superiori durante le attività sportive deriva da un errato allenamento, un allenamento troppo 'da grandi'.

E le considerazioni americane trovano conferma anche in Italia: l’Unità operativa semplice di chirurgia ortopedica e traumatologica dell’arto superiore dell’Ospedale San Carlo di Roma, infatti, segnala un aumento di tendiniti, fratture da stress e lesioni della cuffia dei rotatori (tutte lesioni da sport) ma un abbassamento dell’età media dei pazienti affetti da queste patologie.

Gli esperti italiani spiegano che negli ultimi anni c’è stata una proliferazione di specializzazioni sportive offerte a bambini e ragazzi che, così, vengono fatti allenare tutto l’anno in una singola disciplina. Contemporaneamente, da almeno cinque anni, le lesioni da sport in giovane età sono triplicate.

Soprattutto distorsioni della caviglia, stiramenti muscolari, lesioni ossee o alle cartilagini di accrescimento: tutte causate da movimenti ripetitivi, dato che i giovani tendono a fare lo stesso sport per tutto l’anno senza osservare periodi di riposo. Il problema è che in un ragazzino alcuni infortuni alle placche di crescita potrebbero addirittura compromettere il regolare sviluppo delle ossa. 

Ci si dovrebbe ricordare che nello sport esistono periodi di riposo da alternare ai cicli di allenamento e che sono di durata variabile a seconda degli obiettivi e delle discipline praticate. Allo stesso modo bisognerebbe sempre tenere bene a mente che lo stretching è fondamentale dopo l’allenamento, sia per ridurre la tensione muscolare che per favorire l'allungamento muscolare e quando c’è un infortunio si dovrebbe riposare, usare del ghiaccio e procedere alla compressione ed elevazione dell'arto. E poi, se i sintomi persistono per più di un paio di settimane, farsi visitare da uno specialista.

Quando un bambino decide di praticare un’attività sportiva è compito di chi lo allena pianificare un work-out che sia sostenibile per la sua età e per il suo fisico, ed è altresì compito del genitore verificare che ciò avvenga. Specialmente sul bambino piccolo è fondamentale che l’attività scelta coinvolga tutto il corpo, senza stressarne una parte specifica, e che vengano pianificati dei periodi di riposo regolari.

Quando l'atleta diventa più grandicello è utile guidare il 'ragazzo':

 

  • nell’affrontare lo sport con la giusta dose di competitività, per far sì che la vittoria non diventi l’unico traguardo da raggiungere;
  • che per raggiungere dei risultati non è necessario sottoporsi ad allenamenti esagerati: 5 allenamneti settimanali sono più che sufficienti; 
  • per avere delle buone performance è necessario alternare gli allenamenti a momenti di riposo per evitare una sindrome da sovrallenamento

 

Certamente è vero che la dedizione e la determinazione sono ammirevoli e sono qualità importanti nella vita, ma genitori e preparatori sportivi devono aiutare a incanalare queste energie in tutti gli aspetti della vita, senza che nessuno di essi diventi un’ossessione. Osservare il proprio figlio è fondamentale per capire se la lancetta dell’impegno nello sport si sta spostando pericolosamente dal campo passione/benefici a ossessione/rischi.

 

Il ruolo del genitore è dunque ancora una volta fondamentale per lo sviluppo psicologico e fisico del proprio figlio. E’ bene concentrarsi di meno sul successo a breve termine e di più sulla salute mentale e fisica a lungo termine.

 

Educare i figli ad avere un rapporto sano con lo sport e un approccio sereno con la competizione è compito di ogni genitore.

 

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Francesca Capriati
Giornalista
Mamma blogger
Dalla gravidanza al parto, dall'allattamento all'adolescenza: il mio spazio virtuale per condividere esperienze, difficoltà ed informazioni.