Bambini prodigio

13/02/2013

bambino dotato bigOltre ad una naturale ammirazione che ciascun genitore prova nei confronti del proprio figlio, spesso si ravvedono delle situazioni di maggior capacità dei bambini che lasciano supporre e intravedere una maggior predisposizione all’apprendimento veloce.

Quelli che semplicemente si definiscono erroneamente geni, sono in realtà bambini prodigio oppure bambini plusdotati. Vediamo insieme le differenze.

Il bambino plusdotato

Per semplificare il discorso, un bambino plusdotato ha uno sviluppo cognitivo superiore allo sviluppo normale per un bambino della sua età.

Importante è non caricare i bambini di eccessive aspettative inducendoli a sfidare continuamente i propri limiti, dovuti soprattutto all’età, senza accettare, genitori per primi, gli eventuali fallimenti ed errori.
Essere plusdotati non sempre coincide con essere precoci: spesso i bambini rivelano le loro speciali capacità quando iniziano la scuola e cominciano quindi a relazionarsi con una realtà molto diversa da quella familiare. E’ in questa occasione che i bambini plusdotati possono avere atteggiamenti rivelatori completamente opposti tra loro: alcuni dimostrano capacità di apprendimento estremamente rapide, altri diventano particolarmente esuberanti con il rischio di essere bollati superficialmente come iperattivi proprio perché avendo appreso velocemente ciò che i compagni stanno ancora studiando passa il resto del tempo agitandosi e distraendosi, altri ancora trovano noioso il metodo insegnativo poiché hanno la capacita di apprendere in modo intuitivo e creativo e quindi si estraniano dalle attività proposte dalle maestre.

E’ molto importante quindi mettere in condizione il bambino plusdotato nella condizione di esprimere al meglio le proprie potenzialità e al tempo stesso aiutarlo a crescere in maniera serena senza che questo suo essere speciale diventi un problema.

Bisogna creare un ambiente stimolante che si adeguato alle sue capacità e al tempo stesso aiutarlo a non estraniarsi dai propri coetanei: ad esempio, se è molto bravo in matematica, può aiutare i propri compagni a impararla. In questo modo non vivrà questa sua capacità come differenza negativa ma piuttosto come, appunto, plus valore senza sentirsi escluso.

Il bambino prodigio

Si dice che il bambino prodigio è colui che a 13 anni ha capacità e abilità pari a quelle di un adulto. E sebbene l’età spartiacque sia al centro di una diatriba (11 o 13 anni?) il concetto non cambia. Bambini che fanno cose, ragionano, hanno competenze in alcuni campi pari a quelle degli adulti specializzati proprio in quei settori.

Non è certamente una situazione normale, anzi si potrebbe piuttosto dire che la genialità in questo senso è un tipo di anomalia ed è proprio questo aspetto che spesso porta, soprattutto i genitori, a vivere con qualche difficoltà la genialità del proprio figlio.

E come è difficile definire un unico modo giusto di crescere i figli in situazioni normali, è ancora più difficile quando si ha un bambino prodigio. Ci sono ad esempio genitori che incitano quotidianamente in modo quasi ossessivo i propri figli a fare sempre meglio, facendoli sentire falliti in caso di errore, punendoli se non riescono perché questo vuol dire spronarli a migliorare e a diventare bravissimi nella loro specialità. Altri genitori, cercano di ignorare la genialità del proprio bambino perché accettarla vuol dire accettare che il proprio bambino è diverso dagli altri.

Se volessimo cercare una mezza misura si potrebbe dire che i genitori dei bambini prodigio dovrebbero cercare di non farsi intimidire dalle sue capacità e al tempo stesso dovrebbero sostenerlo senza eccessi. L’importante è non pensare solo al prodigio dimenticando il bambino.

I campi in cui i bambini prodigio eccellono sono l’atletica, la matematica, gli scacchi e la musica; altri elemento che caratterizza questi bambini è la straordinaria capacità di immaginazione che va continuamente nutrita e rifornita attraverso stimoli ed esperienze adeguate.

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Francesca Capriati
Giornalista
Mamma blogger
Dalla gravidanza al parto, dall'allattamento all'adolescenza: il mio spazio virtuale per condividere esperienze, difficoltà ed informazioni.