Farmaci a scuola

07/09/2011

farmaci a scuola bigQuando un bambino è affetto da una patologia seria e cronica - come, ad esempio, epilessia, asma o allergia, un handicap - subentra il problema di dover somministrare i farmaci anche nell’orario scolastico.

Come far conciliare il diritto alla salute con quello all’istruzione?

In assenza di una vera legislazione in merito, qualche anno fa il Ministero della Salute e il Ministero dell’Istruzione hanno emanato alcune "linee guida per la definizione degli interventi finalizzati all'assistenza di studenti che necessitano di somministrazione di farmaci in orario scolastico, al fine di tutelarne il diritto allo studio, la salute ed il benessere all'interno della struttura scolastica".

In base a queste Raccomandazioni è espressamente richiesto al personale scolastico di assecondare la richiesta dei genitori a somministrare i farmaci ai bambini per favorire l’inserimento nella comunità e nell’ambiente scolastico, nonché per aiutare i piccoli ad integrarsi con i compagni.

Ma quali sono i numeri in Italia?

Stando a un Rapporto recente redatto da Cittadinanzattiva, almeno in una scuola su quattro si somministrano farmaci agli allievi, ma solo nel 20% dei casi si seguono le procedure richieste dalle raccomandazioni dei Ministeri, mentre negli altri casi si seguono dei protocolli locali o provvede il personale sanitario.

Qual è la documentazione necessaria per far sì che i bambini malati possano veder riconosciuto anche a scuola il proprio diritto alla salute?

Nella nota n. 2312/Dip/Segr bambini malati del 25/11/2005 si legge che la somministrazione dei farmaci a scuola è subordinata alla:

  • richiesta formale da parte della famiglia corredata di certificato medico attestante lo stato di malattia,
  • verifica da parte del dirigente scolastico delle struttura scolastica e del luogo dove conservare i farmaci e della disponibilità degli operatori scolastici in servizio,
  • formale autorizzazione del dirigente scolastico nel caso di disponibilità interne, secondo le modalità indicate dal medico curante.

Se non si riesce ad ottenere la disponibilità da parte del personale scolastico a somministrare i farmaci ai bambini il dirigente scolastico dovrà adoperarsi per creare una collaborazione con servizi sociali comunali, la ASL e soggetti privati per assicurare un servizio di assistenza infermieristica. Un’altra alternativa consiste nel permettere ai genitori di entrare a scuola per somministrare loro stessi i farmaci. Ogni Regione, dopo l’emanazione delle linee guida, ha poi siglato dei protocolli d’intesa che interpretano la direttiva e danno indicazioni sulle procedure.

Cosa avviene in caso di malore o emergenza?

Secondo l’articolo 593 del codice penale, poi modificato dall'art. 1 della legge numero 72 del 9 aprile 2003, il personale scolastico “in caso di malore non può esimersi di portare il normale soccorso con la solerzia che ogni buon padre o madre di famiglia ha il dovere di fornire. Altrimenti, potrebbe configurarsi, come accade per la strada (o in occasione di incidenti), il reato di omissione di soccorso”. Il dirigente scolastico, pertanto, è tenuto ad organizzare corsi di formazione del personale scolastico.

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Francesca Capriati
Giornalista
Mamma blogger
Dalla gravidanza al parto, dall'allattamento all'adolescenza: il mio spazio virtuale per condividere esperienze, difficoltà ed informazioni.