verita sui vaccini

Verità sui vaccini

21/04/2017

Avrei potuto inititolare questo post "falsi miti sui vaccini" oppure "vaccini si o no", ma poi ho scelto di chiamarlo verità sui vaccini, perché al di là dei sospetti, delle campagne di pseudo informazione e degli allarmismi basati su nessuno studio scientifico accreditato che dimostri che i vaccini causino autismo o altre malattie, varrebbe la pena di fotografare la verità sui vaccini.

I vaccini rappresentano da sempre un tema molto dibattuto in ambito pediatrico, sui media e tra i genitori. L’Organizzazione Mondiale della Sanità rende noto che ogni anno nel mondo almeno un milione e mezzo di bambini muoiono a causa di malattie prevenibili e in Europa quasi 700mila persone non hanno accesso alle vaccinazioni di base. Inoltre il recente rapporto presentato dall’OMS rivela che ogni anno vengono utilizzate 2 milioni e mezzo di dosi di vaccini per vaccinare i bambini con meno di 10 anni di tutto il mondo.

Cominciamo con il decalogo antibufale stilato dalla Sip, Società italiana di pediatria

“L’uso di conservanti a base di mercurio (timerosal) è stato completamente abbandonato nel 2002 e gli altri elementi come gli stabilizzanti sono presenti in quantità minimali e nella stragrande maggioranza dei casi non costituiscono alcun problema per la salute” ma possono provocare “reazioni allergiche locali”.

Pensiamo alla poliomielite, scomparsa negli anni ’60 “dopo l’introduzione su vasta scala del vaccino”.

“Proprio perché i vaccini non hanno un’efficacia del 100% bisogna avere e mantenere percentuali di coperture vaccinali sempre alte”. In tale modo, “con l’associazione degli eventuali richiami vaccinali previsti nel corso della vita, è possibile avere un numero sempre maggiore di soggetti immunizzati, che impediranno agli specifici virus e batteri di trasmettere malattie infettive, anche alle persone che non hanno risposto in maniera efficace ai vaccini. Questa condizione viene definita con il nome di immunità di gregge”.

“A tutt’oggi dai tantissimi studi scientifici effettuati non emerge alcun dato su possibile nesso di causalità tra vaccini ed autismo. L’unico studio che riportava un legame causale fra vaccino contro morbillo-parotide-rosolia e autismo si è rivelato gravemente fallace, al punto che lo stesso autore dello studio, un medico britannico, nel maggio 2010 è stato radiato dall’Ordine professionale mentre il suo studio è stato ritrattato dalla prestigiosa rivista su cui era stato pubblicato”.

PS. su questo argomento ho scritto un post apposito. Lo trovate qui

“Qualche ‘fisiologico’ caso di non efficacia del vaccino e qualche inevitabile episodio di ‘mismatch’ (ossia la discrepanza tra la protezione offerta dal vaccino stagionale e gli antigeni circolanti) non tolgono all’attuale strategia della raccomandazione su larga scala un profilo di costo-efficacia“.

“Le malattie infettive non sono state completamente debellate, solo il vaiolo è scomparso e questo grazie al vaccino. Molte altre si sono fortemente ridotte in Occidente e potrebbero essere debellate solo con una vaccinazione di massa”.

La maggior parte delle malattie prevenibili con le vaccinazioni sono scomparse. Perché dovrei vaccinare mio figlio inutilmente? falso

“Non bisogna abbassare la guardia nei confronti del nemico! La vaccinazione resta comunque un importante strumento di prevenzione“.

“Il sistema immunitario del neonato è in grado di montare una eccellente risposta immunitaria poche ore dopo la nascita. Ogni bambino avrebbe la capacità teorica di rispondere a circa 10.000 vaccini contemporaneamente“.

“Negli anni ’80 dello scorso secolo iniettavamo più di 3000 antigeni per vaccinare contro 7 malattie (difterite, tetano, pertosse, polio, morbillo, parotite e rosolia). Grazie ai progressi delle biotecnologie, i vaccini sono molto più purificati: oggi iniettiamo 150 antigeni soltanto per vaccinare contro 14 malattie (alle precedenti si sono aggiunte emofilo, epatite B, varicella, pneumococco, meningococco B e C, rotavirus). Sono numeri che impegnano ben poco il sistema immunitario”.

“Prima che esistessero le vaccinazioni, talvolta i bambini morivano e si ammalavano con gravi complicanze, ed è per questo che la scienza ha studiato il miglior modo per evitare le malattie infettive. Perciò i vaccini sono una conquista che evitano ogni anno 3 milioni di morti in tutto il mondo. Ad esempio, l’infezione naturale da morbillo provoca l’encefalite in uno su 1.000 bambini infettati e provoca la morte in 2 su 1.000 individui infettati“.

E anche L’OMS ha redatto un documento per sfatare alcuni dei più diffusi e comuni falsi miti riguardanti i vaccini con lo scopo di migliorare la conoscenza su questo importante argomento.

E’ falso, l’igiene e la pulizia proteggono dalle malattie infettive, ma molte infezioni possono diffondersi a prescindere dal livello di igiene e se le persone non sono vaccinate possono ripresentarsi malattie anche scomparse, come la polio.

I vaccini sono molto sicuri e i loro effetti collaterali sono di solito molto lievi e temporanei, la morte e gli eventi gravi legati ai vaccini sono rarissimi. I benefici dei vaccini superano di molto i rischi: è più probabile essere colpiti da una malattia prevenibile con il vaccino che restare vittima di un grave effetto collaterale.

E’ un falso: nessuno studio ha dimostrato un rapporto di causa-effetto. I decessi per Sids coincidenti con la vaccinazione non sono collegati al vaccino, ma al fatto che la vaccinazione viene eseguita in un momento in cui i bambini possono soffrire di Sids. In altre parole, la Sids si sarebbe presentata in ogni caso.

E’ un grave errore. Molti agenti infettivi di malattie ormai debellate restano in circolazione in alcune parti del mondo. E in un mondo ormai globalizzato la vaccinazione resta più che mai importante.

E’ una credenza piuttosto diffusa: il morbillo, la parotite, al rosolia, la varicella, sono malattie gravi che possono provocare anche serie complicazioni, come la polmonite, l'encefalite, la cecità, la diarrea, le infezioni dell'orecchio, la sindrome da rosolia congenita. Non vaccinare i bambini significa lasciarli inutilmente vulnerabili.

In realtà i bambini sono esposti a moltissime sostanze estranee tutti i giorni e ad innumerevoli agenti patogeni a causa delle malattie da raffreddamento, ad esempio. Il loro sistema immunitario sempre a lavoro e nessuno studio scientifico ha dimostrato che la somministrazione di più vaccini in una sola volta abbia effetti dannosi sul sistema immunitario.

L’influenza uccide ogni anno tra le 300mila e le 500mila persone in tutto il mondo. I soggetti più vulnerabili alle complicanze legate all’influenza (anziani, donne incinte,bambini molto piccoli) vanno protetti con la vaccinazione.

I vaccini aiutano il sistema immunitario a dare una risposta del tutto simile a quella data all’infezione naturale, ma evitando complicanze e sintomi della malattia vera e propria.

Il Tiomersale è un composto organico utilizzato come conservante in alcuni vaccini forniti in monodose in fiale ma non ci sono prove che la quantità di tiomersale presente nei vaccini sia pericolosa per la salute.

L’idea che i vaccini siano legati all’insorgenza dell’autismo nasce da uno studio del 1998 che si è poi rivelato inconsistente ed è stato ritirato dalla rivista che lo pubblicò. Non esistono evidenze scientifiche che ci sia un legame tra l’autismo e il vaccino.

Sentiamo spesso usare questo termine: i medici e gli epidemiologi lo usano per sensibilizzare i genitori a vaccinare i propri figli per garantire copertura e protezione anche a chi non è vaccinato, magari perché troppo piccolo, o malato.

Ma cosa vuol dire davvero? Se il 95% di un gruppo di individui è vaccinato e quindi ha sviluppato un'immunità ad una malattia (che si trasmette da uomo a uomo e non legata, ad esempio, a condizioni ambientali) ciò spezza la catena di possibile contagio e anche il restante 5% può considerarsi coperto.

In altre parole i pediatri ribadiscono che la vaccinazione è un atto di responsabilità sociale perché “se la copertura della popolazione arrivasse a superare il 95%, anche i non vaccinati possono essere considerati protetti”.

Per approfondire vi rimando a quest'ottima analisi.

Già il Piano nazionale di prevenzione vaccinale 2017-2019 rimarca come occorra

porre in essere, in caso di situazioni di allarme, azioni ripetute e adottare provvedimenti di urgenza ed eventuali interventi legislativi necessari a ripristinare o raggiungere un livello accettabile di sicurezza sanitaria ottenibile mediante il mantenimento di elevate coperture vaccinali

In pratica vuol dire che, così come sta accadendo in alcune regioni d'Italia, non si esclude l'idea di porre l'obbligo vaccinale per tutti i bambini. Una norma pensata per proteggere la comunità, in particolare:

 

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Francesca Capriati
Giornalista
Mamma blogger
Dalla gravidanza al parto, dall'allattamento all'adolescenza: il mio spazio virtuale per condividere esperienze, difficoltà ed informazioni.