vaccinazioni ai bambini

Vaccinazioni ai bambini

21/04/2017

I vaccini sono uno dei grandi progressi dell’umanità e rappresentano uno strumento utile ed efficace per proteggere il bambino da malattie gravi, a volte mortali. Il Ministero della Salute ricorda che “la vaccinazione, dopo la potabilizzazione dell'acqua, è stato uno dei più importanti interventi di salute pubblica e prevenzione mai fatti dall'uomo”. In questa guida vi elenco quando fare le vaccinazioni ai bambini e quali sono le più importanti.

Il vaccino è un farmaco - e come ogni farmaco può provocare effetti collaterali e va somministrato con le dovute cautele -  che contiene al suo interno una piccolissima quantità di agenti infettivi resi innocui che mimano l’infezione e attivano la risposta immunitaria e la produzione di anticorpi.

In questo modo l’organismo sfrutterà, in futuro, la sua grande capacità di avere una memoria immunitaria, grazie alla quale ricorderà il tipo di agente patogeno con cui entrerà in contatto e saprà come sconfiggerlo.

In pratica, il vaccino simula il contagio della malattia e fa sì che il sistema immunitario risponda all’attacco e se ne ricordi in futuro, in qualche caso per sempre.

Vaccinazioni obbligatorie 2017

Ogni anno vengono sviluppati sempre nuovi vaccini ma la lista delle vaccinazioni obbligatorie è rimasta inalterata.

Ad oggi esistono due gruppi di vaccinazioni: obbligatorie e raccomandate. Entrambe vengono offerte gratuitamente e attivamente dal Servizio sanitario nazionale.

Come riportato dal Piano nazionale per la prevenzione vaccinale 2017-2019 (che potete consultare direttamente qui) l’obbligo vaccinale riguarda solo 4 vaccinazioni: poliomielite, difterite, tetano ed epatite B.

Oltre alle quattro vaccinazioni obbligatorie, il Ministero della salute raccomanda le vaccinazioni per prevenire:

  • pertosse
  • meningite (attraverso i vaccini contro l’haemophilus influenzae tipo B, lo pneumococco e il meningococco)
  • parotite
  • rosolia
  • varicella
  • infezione da papillomavirus
  • diarrea da rotavirus, responsabile della maggior parte dei casi di disturbi gastro-intestinali in età pediatrica (che rappresentano anche il principale motivo di ricovero in ospedale).

Il Ministero, inoltre, raccomanda il vaccino contro l’influenza stagionale.

Nei primi mesi di vita la maggior parte dei bambini riceve, con la vaccinazione detta esavalente, i quattro vaccini obbligatori e due raccomandate (pertosse e Haemophilus influenzae b)

Calendario vaccinazioni 2016

Il pediatra e le Asl di competenza territoriale potranno essere certamente di grande aiuto per fissare un calendario delle vaccinazioni.

Quattro Società e Associazioni medico-scientifiche che si occupano di vaccinazioni Società Italiana di Igiene, Medicina Preventiva e Sanità Pubblica (SItI), Società Italiana di Pediatria (SIP), Federazione Italiana Medici Pediatri (FIMP) e Federazione Italiana Medici di Medicina Generale (FIMMG) hanno elaborato e condiviso la terza edizione del calendario vaccinale per la vita che, con cadenza biennale, propongono per la discussione a colleghi, ricercatori e decisori.

Ecco una tabella di riferimento.

 

 

calendario vaccinale

Fonte: SIP

Vaccinazioni ai bambini, si o no

Un numero crescente di genitori sceglie di non vaccinare i propri figli. A indagare su fenomeno ci ha pensato la Ulss 20 di Verona che ha condotto un’indagine volta a tracciare l’identikit del genitore-tipo che fa una scelta contraria ai vaccini.

Mamme over 35, italiane, spesso laureate e con un lavoro nel mondo della sanità, navigano regolarmente in rete alla ricerca di informazioni e spesso si confrontano con altre mamme o con rappresentanti delle associazioni che operano per informare sui rischi delle vaccinazioni. Sono mamme molte preoccupate dai possibili effetti avversi dei vaccini che, però, hanno scarsa percezione dei rischi connessi alle malattie che i vaccini evitano.

Il dubbio tra i genitori che serpeggia è che gli effetti collaterali causati dai vaccini vengano tenuti nascosti e che questi si verifichino più frequentemente di quanto non accada in realtà. Per far fronte a questa incertezza proprio la Ulss di Verona ha attivato, ormai 15 anni fa, un sistema di rilevamento delle reazioni avverse in Veneto: ogni volta che un genitore ha un dubbio compila una scheda che viene poi attentamente valutata dal personale della struttura alla luce della letteratura scientifica, se il sospetto è fondato viene poi registrato, e inoltre in caso di reazioni gravi i medici indagano sulle cause e i sintomi e seguono il caso in maniera più approfondita.

In questo modo è stato possibile calcolare che nel 20120 su 1,7 milioni di dosi di vaccini si sono verificate 289 reazioni avverse, la maggior parte delle quali caratterizzate da una lieve febbre o una leggera reazione locale e in 22 casi si è trattato di convulsioni. Tutti i casi, ad eccezione di un paziente ancora in terapia, si sono risolti senza complicazioni.

L’indagine è durata due anni durante i quali i ricercatori hanno proposto un questionari ai genitori attraverso i centri territoriali per le vaccinazioni e gli studi dei pediatri. Su un totale di 4300 intervistati 750 si sono dichiarati contrari ai vaccini. Massimo Valsecchi, coordinatore dello studio, spiega che dai risultati emerge innanzitutto che la decisione di vaccinare o meno i propri figli non è sempre una scelta definitiva: infatti il 30% dei genitori che non ha vaccinato i propri bambini si dice disposto a cambiare idea, mentre il 15% di chi ha vaccinato resta ancora dubbioso e non sa se lo rifarà in futuro

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Francesca Capriati
Giornalista
Mamma blogger
Dalla gravidanza al parto, dall'allattamento all'adolescenza: il mio spazio virtuale per condividere esperienze, difficoltà ed informazioni.