Quando inizia a parlare il bambino?

19/08/2010

Il bambino emette i primi suoni sin dai primi mesi, e poi comincia a prounicare sillabe ripetute fino a pronunciare la fatidica prima aprola, che in genere è mamma, papà, pappa, cacca. Ma quando inizia a parlare il bambino?

La-la-la, Ma-ma-ma, Pa-pa-pa: sono queste le prime parole con le quali un essere umano di pochi mesi prova a comunicare.

Si chiama lallazione: apparentemente può sembrare un balbettio senza senso, invece è il primo autentico tentativo che il bambino fa di associare vocale e consonante e di comunicare.

L’adulto in questa fase gioca un ruolo importante: quando, intorno ai nove mesi, il bambino inizierà a ripetere ma-ma e il viso della mamma si aprirà in un sorriso, lui imparerà ad associare a queste sillabe il volto della mamma ed ecco che avrà imparato la sua prima parola.

Non solo, se i genitori danno seguito alle prime sillabe completando le parole e pronunciando vocaboli corretti il bambino sarà più stimolato a continuare a comunicare e a parlare.

Parlare è un’abilità molto complessa e per niente facile da apprendere. Il bambino in pochi mesi compie dei progressi straordinari sia nel suo sviluppo fisico che in quello cognitivo.

I bambini di pochi mesi emettono soltanto suoni e gorgoglii, mentre intorno ai quattro mesi iniziano a parlare per lallazione e intorno al primo anno di vita cominciano a comunicare con dei vocaboli comprensibili.

Recenti ricerche hanno dimostrato che il 4% dei bambini non dice nemmeno una parola a tre anni (si tratta di casi che vanno segnalati al pediatra e affidati al logopedista), mentre le femminucce sono più precoci: a nove mesi dice la prima parola il 32% delle bambine contro il 27% dei maschietti.

Come aiutare il bambino

E’ molto importante che la mamma e il papà parlino con il piccolo, sin dai primi mesi. Se il bambino pronuncia delle sillabe è importante dargli seguito, mostrarsi interessati ed entusiasti e rispondergli; se invece il bambino non parla è importante che venga stimolato.

E’ molto utile raccontare al bambino, sin dai primi mesi, cosa si sta facendo in quel momento oppure parlare con lui. I genitori si accorgeranno presto che, anche se non parlano ancora, i bambini capiscono bene ciò che gli viene detto.

Il motherese, il linguaggio con il quale la mamma comunica con il bambino caratterizzato da parole semplici e da un’intonazione della voce modulata attraverso i sentimenti, può rappresentare da un lato una cifra linguistica personale e affettuosa dall’altro può alla lunga rendere più difficile l’apprendimento della corretta pronuncia delle parole.

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Francesca Capriati
Giornalista
Mamma blogger
Dalla gravidanza al parto, dall'allattamento all'adolescenza: il mio spazio virtuale per condividere esperienze, difficoltà ed informazioni.