come impara a camminare un bambino

Come impara a camminare un bambino?

12/05/2017

Tutti i bambini prima o poi iniziano a camminare. Ciascuno, però, ha i propri tempi che vanno rispettati: qualcuno può iniziare a camminare precocemente, prima dei 12 mesi di vita, qualcun altro può prendersela più comoda e restare un perfetto gattonatore fino ai 15/16 mesi. Vediamo come impara a camminare un bambino.

Poco o nulla si può fare per costringere un bambino ad iniziare a camminare: è come spiccare il volo, è un’azione che per molto tempo non viene nemmeno percepita come possibile, che a un certo punto diviene un’opportunità concreta ma sommersa di paure e terrore di cadere e che, alla fine, un giorno improvvisamente diventa realtà. Ci vuole molto coraggio, senso della sfida con se stessi, voglia di libertà per provare a camminare per la prima volta e ogni piccolo arriva a questo momento così cruciale della propria vita solo quando si sentirà pronto.

Quando inizierà a camminare non si fermerà più e aver iniziato più presto o più tardi non influirà in alcun modo sul suo sviluppo futuro.

Appurato che ogni bambino segue un suo personale percorso di crescita si possono dare riferimenti di massima per identificare le tappe dello sviluppo motorio:

Fino a qualche anno fa l'uso del girello era un'abitudine consolidata: verso i 6-7 mesi, quando il bambino poteva reggere il busto, veniva sistemato nel girello prima con la mutandina e poi senza. Il suo uso sembra oggi molto diminuito, ma certamente non è scomparso.

Gli studiosi hanno iniziato a mettere in dubbio l’utilità del girello e anzi, hanno preso in seria considerazione la possibilità che costringere il bambino ad una posizione per lui innaturale rappresenti più un ostacolo a uno sviluppo motorio armonico ed equilibrato che una opportunità.

Diversi studi condotti negli ultimi anni hanno confermato che l’uso del girello è un ostacolo al gattonamento e quindi all’autonomia del bambino.

Se è bene non interferire con il naturale sviluppo motorio del bambino è importante predisporre per lui un ambiente sicuro e adatto alle sue personali esigenze.

Il piccolo deve potersi muovere in un ambiente che è stato pensato e organizzato apposta per lui. E’ importante coprire gli spigoli con appositi para-spigoli in gomma, eliminare ogni attrezzo che possa essere usato come scalino per arrampicarsi, eliminare dalla sua portata fili pendenti, elettrodomestici e pericolosi detersivi.

Organizzare uno spazio a lui dedicato, libero da impedimenti e ostacoli, con un tappeto morbido sul quale poter stare seduto a giocare o stendersi, e giochi alla sua portata.

Innanzitutto le prime scarpe devono essere alte fino alla caviglia in modo che il bambino senta il piede ben calzato e si senta più sicuro. Inoltre devono essere comode, flessibili e realizzate con materiali traspirati e di qualità.

Attenzione a comprare la scarpa del numero giusto: meglio non lasciarsi tentare dalla possibilità di risparmiare acquistando una scarpa di una misura più grande. Il piede deve calzare perfettamente nella scarpina e tra l’alluce e la scarpa ci deve esserci un sensibile spazio.

D’estate è bene evitare gli infradito o le ciabattine: i bambini che stanno facendo i primi passi (e comunque quelli fino ai due anni di vita) hanno bisogno di scarpette che siano chiuse sia davanti che sul tallone (esistono in commercio dei sandali che hanno comunque queste caratteristiche 'estive'). In questi primi anni è anche preferibile non farsi tentare dalla moda o dalle scarpe a buon mercato, meglio puntare su marche di qualità che offrono modelli più costosi, ma realizzati con materiali di qualità e con una particolare attenzione ai piedini che sanno camminando per la prima volta.

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Francesca Capriati
Giornalista
Mamma blogger
Dalla gravidanza al parto, dall'allattamento all'adolescenza: il mio spazio virtuale per condividere esperienze, difficoltà ed informazioni.