sindrome del bambino scosso

Sindrome del bambino scosso

13/11/2017

Stress, carenza di sonno, pianti interminabili causati dalle coliche neonatali: la vita dopo l’arrivo di un neonato può essere faticosa e difficile, ma è indispensabile non abbandonarsi a scatti d’ira o di rabbia che potrebbero avere ripercussioni molto serie sulla vita del neonato. La sindrome del bambino scosso è una grave forma di lesione alla testa provocata dal violento scuotimento del neonato.

Il bambino va preso in braccio e accolto con grande cura e soprattutto la sua testa va protetta da ogni minimo movimento improvviso: il cervello dei neonati, infatti, è morbido, i legamenti e i muscoli del collo sono fragili e la testa è più pesante del resto del corpo; il cervello dei bambini è, dunque, particolarmente esposto al rischio di edemi e contusioni cerebrali che si presentano anche con colpi lievi (ad esempio dopo aver colpito un cuscino o un materasso, circostanza che può provocare un disturbo del tutto simile al colpo di frusta). Bastano 5 secondi di scuotimento per provocare, potenzialmente, seri danni al bambino: quando si scuote violentemente un bambino le vene che corrono lungo la parete esterna del collo possono rompersi e provocare danni permanenti al cervello o addirittura la morte; in altri casi possono verificarsi emorragie alla retina e lesioni al collo e alla colonna vertebrale.

Attenzione: non si tratta di lesioni causate da giochi più attivi (fare la lotta o far fare le capriole al piccolo), né da cadute dal seggiolone o dal letto, che difficilmente provocano danni di questa entità, ma di lesioni causate da un vero e proprio abuso infantile.

Lo stress, le coliche neonatali, l’irritabilità del bambino, la mancanza di sonno, problemi personali e di coppia: i fattori che provocano ansia e irritabilità sono tanti e in certi casi si uniscono insieme in un mix esplosivo che può portare il genitore a scuotere il bambino per sfogare la tensione e la rabbia. Per questo è importante ricordare che non bisogna litigare o discutere tenendo il bambino in braccio; non scuotere mai il bambino per alcun motivo; se il bambino piange da tempo, e ci si sente stressati, non lo si deve prendere in braccio ma è meglio lasciarlo nella culla e allontanarsi; chiamare qualcuno che dia un aiuto quando ci si sente poco bene o stressati; non ignorare mai i segnali che possono far sospettare dell'abuso su un bambino.

La Shaken Baby Syndrome (SBS – Sindrome del Bambino Scosso) negli USA – uno dei paesi più avanzati nella raccolta dei dati su questa forma di maltrattamento – ha un’incidenza di 30 bambini ogni 100.000 nati l’anno. In Italia il fenomeno è meno conosciuto ma le difficoltà e lo stress per i neogenitori sono gli stessi in ogni parte del mondo e il rischi di causare danni cerebrali o addirittura la morte del neonato dopo averlo scosso sono identici negli Stati Uniti come in Italia.

Per aumentare il livello di informazione e consapevolezza sulla sindrome del bambino scosso Terre des Hommes ha presnetato la prima campagna nazionale per la prevenzione della Shaken Baby Syndrome “Non Scuoterlo!

In Italia il fenomeno è ancora poco conosciuto dal grande pubblico e non esiste un database nazionale che raccoglie i casi individuati, ma tutte le strutture ospedaliere più avanzate per la diagnosi precoce del maltrattamento sui bambini ci confermano la necessità di avviare un’ampia azione informativa per la prevenzione di questa sindrome. Per questo  lanciamo la prima campagna di sensibilizzazione sulla Shaken Baby Syndrome “Non scuoterlo!” con uno spot tv e il sito Nonscuoterlo.it dove è possibile reperire informazioni su quali sono i segnali rivelatori di un bambino che ha subito lo scuotimento, come intervenire e a quali strutture ospedaliere rivolgersi, nonché informazioni e consigli utili in caso di necessità

dichiara Federica Giannotta, Responsabile Advocacy e Programmi Italia di Terre des Hommes.

Fulcro della campagna è un video con Alessandro Preziosi

 

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Francesca Capriati
Giornalista
Mamma blogger
Dalla gravidanza al parto, dall'allattamento all'adolescenza: il mio spazio virtuale per condividere esperienze, difficoltà ed informazioni.