traumi e contusioni nei bambini cosa fare e quando preoccuparsi

Traumi e contusioni nei bambini: cosa fare e quando preoccuparsi?

03/07/2024

Con l’arrivo della bella stagione è più facile che i bambini giochino all’aperto, nei parchi, nei cortili e che magari vadano incontro a piccoli infortuni. Come gestire traumi e contusioni nei bambini e quando andare al pronto soccorso?

Quali sono i traumi e infortuni più comuni nei bambini?

'Il bambino è caduto', è una delle principali motivazioni per cui un genitore corre al pronto soccorso con il proprio bambino.

Lo rivela un’indagine condotta dall’ospedale Bambin Gesù di Roma: un acceso su dieci è causato da un incidente domestico e sono in aumento gli incidenti al parco giochi.

Guardando più nel dettaglio, tra i codici rossi il 33,3% dei bambini arriva al pronto soccorso con un trauma cranico e il 16,7% con una frattura al cranio; il 33,3% per dei politraumi e il 16,7% per un’intossicazione.

Tra i codici gialli, il 37,2% ha una frattura a gamba o braccio. Nel 50% dei casi l’incidente è causato da una caduta: da fermi o in movimento, dalle braccia della mamma o del papà, dal seggiolone, dal fasciatoio, dalle scale, o dall’altalena.

Classificando gli incidenti in base all’età scopriamo che:

  • fino a tre mesi di vita l’incidente domestico più frequente avviene per disattenzione dei familiari;
  • dai 6 ai 12 mesi aumenta il rischio di cadute e ingestione di corpi estranei;
  • tra 1 e 3 anni maggiori rischi di intossicazioni, traumi ed ustioni;
  • tra i 3 e i 6 anni invece è il momento dei giochi al parco con conseguente aumento del rischio di incidenti a cadute dall’altalena, dallo scivolo, dalla giostra, dal triciclo;
  • a seguire negli anni la maggior parte degli incidenti avviene durante l’attività sportiva.

Antonino Reale, responsabile pediatria d'emergenza dell'ospedale pediatrico Bambino Gesù, consiglia, in caso di trauma o ingestione di sostanze tossiche, di

intervenire nei primi 15 minuti, e chiamare subito il 118 perché spesso gli stessi genitori possono fare più danni intervenendo in modo improprio

Cosa fare se il bambino si è fatto male?

Alcuni suggerimenti su come poterli gestire in 'primo soccorso'.

  • Ferita da taglio

Se il bambino si è tagliato con un pezzetto di vetro o una piccola lama è bene rendersi conto dell’entità della ferita e se è il caso o meno di ricorrere al medico per praticare dei punti. In caso di ferita piccola e non profonda su può disinfettare la parte con un batuffolo di cotone e un po’ di acqua ossigenata e poi mettere un cerotto.

  • Caduta e contusioni

Spesso i bambini cadono mentre corrono, giocano o imparano a camminare. Le ginocchia 'sbucciate' sono state un must di ognuno di noi e sappiamo bene quanto possano essere fastidiose, ma tutto sommato superabili. Se il piccolo è caduto sulle gambe, basterà disinfettare la sbucciatura, eventualmente applicare un cerotto (anche se il contatto con l’aria favorisce la cicatrizzazione) e poi verificare che tutto sia a posto e che al massimo si formi un lieve gonfiore. Se si forma un ematoma dopo la caduta si può bloccare il gonfiore con un impacco di ghiaccio e poi applicare una pomata apposita.

Cosa fare in caso di distorsioni o stiramenti nel bambino?

Distorsioni e stiramenti minori possono generalmente essere trattati a casa con ghiaccio ed elevazione per ridurre il dolore e il gonfiore. Anche il riposo è importante. La chiave per evitare che una lesione esistente peggiori durante la guarigione è evitare lo sport o qualsiasi attività fisica che eserciti pressione sulla zona lesa.

Quando preoccuparsi?

Le cadute che non provocano un trauma cranico diretto generalmente non richiedono di cure mediche, ma se la lesione di un bambino gli impedisce di muovere il braccio o di caricare il peso sulla gamba, è bene andare al pronto soccorso. Ecco alcune indicazioni per capire quando l'infortunio di un bambino potrebbe essere più grave:

  • Se il bambino ha un forte dolore
  • Se i sintomi non scompaiono dopo il riposo e il trattamento domiciliare
  • Se l'area lesionata appare storta o presenta grumi e protuberanze
  • Se il bambino presenta intorpidimento in qualsiasi parte dell'area lesa
  • Se c'è molto gonfiore o arrossamento vicino alla lesione.

Cosa fare se il bambino cade e batte la testa?

Se il bambino cade da un’altezza inferiore ad un metro (pensiamo, ad esempio alle cadute dal fasciatoio o dal seggiolone) non dovrebbero esserci complicazioni se non un bernoccolo e un bello spavento. Per un lieve trauma è sufficiente fare un impacco con ghiaccio sulla parte traumatizzata.

E’ bene, invece, chiamare il medico se si verificano vomito, stato confusionale, sonnolenza, gonfiore e mal di testa.

E’ importante infondere al bambino serenità e tranquillità al fine di capire come si senta e per non preoccuparlo ancora di più.

Cosa fare se il bambino ha perso und ente dopo un trauma?

Se a seguito di un colpo il bimbo perde un dentino è importante fargli sciacquare per bene la bocca per bloccare l’emorragia ed eventualmente applicare del ghiaccio per frenare il dolore alla gengiva.

  • Se il dente è permanente esistono nuove tecniche di reimpianto dentale che consentono, qualche volta, al dentista di utilizzare il frammento o il dente stesso. Ad ogni modo è importante recarsi dal dentista il prima possibile (preferibilmente entro 2 ore) e conservare il dente o il frammento in soluzione fisiologica o in un po’ di latte.
  • Se invece è un dentino da latte si può andare dal dentista con un po’ più di calma.
  • In ogni caso è bene accompagnare il bambino da un dentista o in un centro di pronto soccorso per far verificare al medico competente l'entità del trauma subito.

Se il piccolo non ha fame è importante fargli mangiare alimenti liquidi e curare il dolore con del paracetamolo che è il farmaco più adatto e sicuro. Può essere assunto in sicurezza anche a stomaco vuoto e non ha effetti collaterali a carico dello stomaco. Chiedi al tuo pediatra qual è la dose corretta per garantire un effetto analgesico.

Sangue dal naso: cosa fare?

L'epistassi è la perdita di sangue dal naso a causa della fragilità dei capillari che si rompono facilmente. L’epistassi è piuttosto frequente nei piccoli e va trattata con tranquillità senza farsi prendere dal panico.

Al bambino che ha il naso che sanguina:

  1. è bene flettere la testa del bimbo in avanti (e non all’indietro come si vede fare abitualmente e scorrettamente),
  2. comprimere per qualche minuto la narice che sta sanguinando,
  3. infine fare un impacco con il ghiaccio sulla fronte o sul naso in modo da bloccare l’emorragia.

Bibliografia e fonti

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Francesca Capriati
Giornalista
Mamma blogger
Dalla gravidanza al parto, dall'allattamento all'adolescenza: il mio spazio virtuale per condividere esperienze, difficoltà ed informazioni.