svezzamento vegetariano

Svezzamento vegetariano, pro e contro

25/10/2016

Il professor Umberto Veronesi, oncologo di fama mondiale e vegetariano convinto, dichiara che se l’uomo discende dal primate, che è un mammifero vegetariano, allora ciò vuol dire che il suo metabolismo è fortemente predisposto a mangiare frutta, verdura e legumi e che un’alimentazione senza carne non può in alcun modo nuocere all’essere umano.

Veronesi ricorda anche che studi scientifici supportano la teoria che un’alimentazione povera di carne sia un toccasana per la salute perché si abbatte il rischio di numerose malattie.

La pensa così un numero sempre crescente di italiani. Secondo l’ultimo rapporto Eurispes in Italia sono cinque milioni di persone hanno scelto di eliminare carne e pesce dalla propria dieta e lo 0,4% di essi ha fatto una scelta ancora più radicale, eliminando anche uova e latte.

Ma si può allevare un bambino senza carne? E come si può procedere con uno svezzamento vegetariano?

Secondo gli esperti è possibile, purché non si compiano errori grossi e non si facciano mancare al bambino i principi nutritivi essenziali per la crescita.

Fino ai sei mesi si può procedere proponendo farine sempre diverse come farro, avena, orzo (attenzione a lasciare in ammollo in acqua i chicchi per 12 ore e poi lessati per eliminare le fibre che non sarebbero digerite dall’intestino del neonato. Nel contempo è importante aggiungere alla pappa un cucchiaino di legumi, che forniscono la giusta quantità di proteine vegetali, si inizia con le lenticchie rosse decorticate e poi si procede con piselli, fagioli neri, ceci, lenticchie marroni, azuki e via via gli altri legumi con il passare dei mesi. Attenzione alla preparazione dei legumi che vanno lasciati in ammollo per 12 ore e poi cotti a lungo e passati. In questo modo, spiegano i nutrizionisti, il legume si idrata e si elimina gran parte dei fitati (si tratta di sostanze che ostacolano l’assorbimento dei sali minerali contenuti nei legumi.

A sette mesi si può dare aggiungere il passato delle verdure del brodo (zucchine, patate, carote) e se non si sceglie la strada vegana si possono aggiungere latticini (ricotta fresca, formaggini).

E’ bene farsi consigliare da un nutrizionista e non far mancare mai al bambino i preziosi nutrienti di cui ha bisogno.

Una dieta squilibrata e povera può provocare problemi seri come il rachitismo, anemia, problemi nella crescita e disturbi neurologici. Inoltre se si abbraccia al più rigido regime vegano i bambini avranno bisogno di un integratore di vitamina B12, indispensabile per un sano sviluppo del sistema nervoso.

capriati bw square
Francesca Capriati
Giornalista
Mamma blogger
Dalla gravidanza al parto, dall'allattamento all'adolescenza: il mio spazio virtuale per condividere esperienze, difficoltà ed informazioni.