allergie

Allergie

21/03/2017

Le allergie sono uno degli spauracchi dei genitori eppure spesso sono sotto-diagnosticate o, al contrario, sovrastimate.

Ma perché questa confusione? Disinformazione, pubblicità e scarsa conoscenza della differenza tra allergia ed intolleranze alimentari sarebbero tra le cause dell’eccessivo allarmismo. Addirittura una indagine della Società Italiana di Allergologia e Immunologia Clinica (Siaic) ha scoperto che il 20% delle persone crede di essere allergico, ma specifici test confermano che lo è solo il 2%.

Problema inverso invece per l’asma che, dati alla mano, viene sottovalutata nella maggior parte dei casi.

Il punto focale della questione è la scarsa conoscenza che i genitori hanno delle allergie: troppi sentito dire e poche conoscenze reali; alla fine l’idea è che le allergie siano una patologia incurabile e estremamente rischiosa per la salute dei propri figli.

Questo non significa che il problema sia da sottovalutare, ma che bisogna osservare bene sintomi e caratteristiche, evitare le diagnosi fai-da-te, rivolgersi al proprio medico e cercare la cura più idonea.

Come diagnosticare un’allergia?

Se c’è il sospetto che il bambino sia allergico è bene chiedere il parere del pediatra che valuterà caso per caso, in base sia alla storia familiare del bambino (chi ha genitori allergici ha il doppio delle probabilità di essere allergico), alla sintomatologia e all’età del bambino (generalmente si tende a non eseguire prove allergiche su bambini di età inferiore ai tre anni), ed eventualmente prescriverà una visita dall’allergologo.

Ci sono due modi per diagnosticare un’allergia:

  • il prick test (si tratta delle prove cutanee)
  • un esame del sangue che analizzerà i livelli di antigeni specifici per le varie sostanze che si sospetta causino l’allergia.

Allergie tra i bambini in aumento

Il fenomeno delle allergie ha subito un vero e proprio boom negli ultimi decenni e, in particolare si è registrato negli ultimi anni un incremento dell’incidenza del fenomeno allergico tra i bambini: ne soffrono tre bambini su dieci, un numero che, rispetto a 50 anni fa, è triplicato.

Perché questo trend così allarmante?

Gli esperti sono concordi nell’ascrivere alla cosiddetta ipotesi igiene una delle principali responsabilità dell’aumento delle allergie.

In un mondo troppo pulito, a volte addirittura sterilizzato, il sistema immunitario non è più in grado di distinguere gli agenti patogeni dai batteri buoni e da ciò che non gli è nemico. Ma anche l’aumento dell’inquinamento, il riscaldamento del pianeta, i pollini perenni nell’aria e gli animali domestici svolgono un ruolo importante nell’aumento delle allergie.

Gli allergeni si nascondono ovunque e spesso in luoghi ritenuti sicuri. Nelle scuole, ad esempio, si annidano polvere e polline che rendono le ore di studio un vero e proprio martirio per i più piccoli colpiti da sindrome allergica.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha pubblicato un lavoro che dimostra che chi abita, o frequenta abitualmente, edifici umidi o con muffe, ha il 75% di possibilità in più di soffrire di disturbi respiratori come l’asma: si stima che in Europa il 20-30% degli edifici abbia questo problema.

Come aiutare i bambini che soffrono di allergie ai pollini?

Naso chiuso, tosse stizzosa, congiuntivite e asma, nonché prurito: la stagione dei pollini può essere davvero difficile per i piccoli allergici.

Come aiutarli? È bene evitare luoghi dove si concentrano pollini di frumento, segale, orzo, gramigna, betulle, frassini, salici e pioppi, cambiare spesso la biancheria del letto, evitare di farli stare all’aperto nei giorni ventosi, limitare il contatto con peluche, tappeti e luoghi polverosi.

Particolare attenzione all’alimentazione: alcuni cibi contengono istamina (la sostanza che viene rilasciata dall’organismo per combattere gli allergeni) o ne favoriscono la produzione. E meglio limitare il consumo di pomodori, parmigiano, uova.

Nel video l'esperto ci spiega come riconoscere e curare le allergie

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Francesca Capriati
Giornalista
Mamma blogger
Dalla gravidanza al parto, dall'allattamento all'adolescenza: il mio spazio virtuale per condividere esperienze, difficoltà ed informazioni.