Rinite allergica nei bambini

17/06/2014

rinite allergica bigLa rinite allergica è una patologia infiammatoria ricorrente o cronica a carico della mucosa nasale secondaria dovuta a una reazione acquisita ad un determinato allergene. In sostanza, se il bambino respira una determinata sostanza, in realtà innocua, alla quale è sensibilizzato si scatena la reazione allergica: la mucosa nasale si gonfia e il naso comincia a colare, dando quella tipica sensazione di naso chiuso che porta a starnutire frequentemente e a respirare con la bocca aperta.

A seconda dei sintomi, la rinite allergica può essere lieve, moderata o grave e a seconda della periodicità si definisce rinite perenne o rinite intermittente.

I pollini sono la causa più comune della rinite allergica stagionale, che si presenta in primavera con la fioritura di alberi e piante.

Gli acari della polvere sono responsabili della rinite perenne, con picchi in primavera e autunno quando gli acari si riproducono.

Il pelo di animali è causa comune di altre forme di allergia.

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I test principali per definire le allergie sono due.

La prevenzione in questi casi è parecchio complicata, soprattutto fuori casa ma cercare di ridurre al minimo il contatto con l’allergene è il modo migliore per prevenire la reazione allergica.
Particolare attenzione deve essere prestata all’ambiente in cui il bambino vive e soprattutto alla sua camera da letto che deve essere spogliata di tutti gli oggetti che facilmente accumulano la polvere, come peluche, tappeti, libri.

La Società Italiana di Allergologia e Immunologia Pediatrica (Siaip) ha stilato un vademecum per aiutare i genitori ad evitare errori nella cura di questa patologia.

Primo passo fondamentale è la diagnosi che deve essere effettuata da uno specialista che raccoglierà:

  • la storia clinica del bambino,
  • analizzerà i sintomi riferiti,
  • le eventuali familiarità per allergie nei genitori e nei fratelli,
  • valuterà l’aspetto delle mucose nasali;
  • effettuerà le necessarie prove allergiche (dosaggio delle immunoglobuline e prik test cutaneo).

Successivamente, l’allergologo definirà la terapia che deve essere appropriata e tempestiva e che consiste principalmente nell’utilizzo di antistaminici e corticosteroidi nasali. I sintomi vanno sempre monitorati e tenuti sotto controllo.

Esiste anche l’immunoterapia specifica, una terapia in grado di modificare la storia naturale della malattia allergica consentendo sia di prevenire l'insorgenza di nuove sensibilizzazioni allergiche sia di rallentare o di arrestare la progressione della malattia prevenendo l'insorgenza di asma nei soggetti rinitici. L’ITS consiste nella ripetuta somministrazione di estratti allergenici con lo scopo di diminuire la risposta immunologica e clinica. Questa opzione va valutata esclusivamente dall’allergologo.

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Francesca Capriati
Giornalista
Mamma blogger
Dalla gravidanza al parto, dall'allattamento all'adolescenza: il mio spazio virtuale per condividere esperienze, difficoltà ed informazioni.