Bambini in ospedale

20/10/2011

bambini in ospedale bigIn Italia più di 1.254.000 bambini vengono ricoverati ogni anno in ospedale. Il ricovero di un bambino in ospedale rappresenta, per lui e per i suoi genitori, un momento estremamente delicato, spesso doloroso e difficile da affrontare.

Il piccolo ha paura del distacco dal proprio ambiente 'sicuro', dagli amici e dai suoi genitori, teme l’incognita delle cure e del dolore, può arrabbiarsi con la mamma e il papà perché non hanno il potere di riportarlo a casa e spesso i genitori sono  impreparati a gestire queste emozioni.

Per facilitare la degenza, l’atmosfera degli ospedali pediatrici (arredi, letti, pareti, attrezzature, personale medico e paramedico, attività proposte, coinvolgimento e accoglienza dei genitori) dovrebbe essere quanto più possibile a misura di bambino e invece proprio un recente studio condotto dall’Associazione Culturale Pediatri (Acp) e dalla Società Italiana di Scienze Infermieristiche Pediatriche (Sisip), mostra che nel 90% dei casi gli interventi per rendere l’ospedale a misura di bambino riguardano solo la parte strutturale (ambienti e camici colorati, arredi per l’infanzia etc..) mentre solo un ospedale su tre offre ai bambini l’opportunità di partecipare ad attività ludico-creative (letture, laboratori e altro) e solo nel 47% dei reparti è presente la scuola, che invece è un diritto del bambino sancito dalla legge. Non solo, infatti spesso negli ospedali italiani manca un pronto soccorso pediatrico e i bambini vengono collocati in ambienti non destinati esclusivamente a loro.

Nota dolente anche il coinvolgimento dei genitori che partecipano alle attività del reparto solo nel 26% dei casi.

I diritti dei bambini in ospedale

La European association for children in hospital (EACH) ha redatto qualche anno fa una Carta dei Diritti del Bambino in ospedale:

  1. Un bambino o una bambina saranno ricoverati in ospedale solo se le cure di cui hanno bisogno non possono essere assicurate a casa o in regime di day hospital, con la stessa efficacia.

  2. Un bambino o una bambina ricoverati in ospedale avranno diritto alla vicinanza dei propri genitori o di altre persone amiche in ogni momento della giornata.

  3. I genitori verranno accolti all'interno del reparto e saranno aiutati e incoraggiati a rimanervi. Essi saranno messi in condizione di non dover affrontare spese aggiuntive o subire perdite economiche. Per partecipare alla cura del proprio figlio, i genitori saranno informati riguardo ai tempi e ai ritmi della vita del reparto e la loro attiva collaborazione sarà incoraggiata.

  4. Bambini e genitori hanno diritto a ricevere informazioni in modo adeguato alle proprie conoscenze e capacità di comprensione. Il personale cercherà di minimizzare lo stress fisico ed emotivo conseguente al ricovero ed alla lunga ospedalizzazione.

  5. Bambini e genitori hanno il diritto a partecipare consapevolmente alle decisioni sanitarie che li riguardano. Ad ogni bambino o bambina saranno evitate cure mediche ed esami superflui.

  6. Un bambino o una bambina ricoverati saranno curati assieme ad altri bambini che hanno le stesse esigenze di crescita e sviluppo e non saranno inseriti in reparti per adulti. Non viene posto nessun limite all'età dei visitatori dei bambini ricoverati.

  7. Un bambino o una bambina ricoverati avranno la possibilità di giocare, divertirsi e lavorare in maniera adeguata alla loro età e condizione medica. Avranno la possibilità di vivere in un ambiente pensato e attrezzato per le loro esigenze in questo senso.

  8. Bambini o bambine saranno seguiti da uno staff adeguatamente preparato in grado di affrontare i bisogni fisici, emotivi, e di crescita dell'intero nucleo familiare.

  9. Continuità e costanza nelle cure sarà assicurata dall'equipe del reparto.

  10. Bambini e bambine ricoverati saranno trattati con tatto e comprensione; la loro privacy sarà rispettata in ogni momento.

Parlare al bambino della sua permanenza in ospedale è molto importante. E’ il primo punto di un 'vademecum per i piccoli pazienti' destinato ai loro genitori e redatto dall'associazione Amici del bambino malato onlus. Tra i tanti consigli:

  • spiegare al bambino i motivi per cui dovrà stare in ospedale in modo da infondergli fiducia nei medici che lo assisteranno;
  • lasciare in ospedale giocattoli e libri preferiti;
  • meglio non parlare della malattia davanti al bambino, soprattutto nei casi più gravi.

E ancora:

  • i genitori hanno il diritto di ricevere tutte le informazioni e i chiarimenti che richiedono;
  • i bambini hanno il diritto di non essere ricoverati in reparti destinati agli adulti;
  • ricordare che è un diritto del bambino avere sempre accanto a sé uno dei genitori o un loro delegato;
  • il bambino, anche se piccolo, ha il diritto in ogni momento di essere trattato con comprensione nel rispetto della sua intimità.

Le attività in ospedale

In Italia esistono numerose associazioni di volontariato che portano sollievo e divertimento nei reparti di pediatria degli ospedali. I volontari si occupano di organizzare attività incentrate sull’arte, sulla lettura animata, sulla risata. La più attiva di queste associazioni è la Fondazione ABIO (Fondazione per il bambino in ospedale) che si occupa anche di:

Il gioco stimola la fantasia del bambino ed è un fattore di continuità con la vita esterna: tutti questi sono fattori decisivi nel ristabilire il benessere del bambino.

La Fondazione ABIO ha anche lanciato il bollino 'Ospedale all’altezza dei bambini': gli ospedali verranno valutati da un’apposita Commissione su quattro aree principali:

  1. accoglienza e supporto,
  2. diritti dei bambini,
  3. adolescenti e familiari,
  4. continuità delle cure e integrazione, specificità delle cure,

e solo se risponderanno adeguatamente a questi requisiti potranno ricevere il bollino di Ospedale all’altezza dei bambini.

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Francesca Capriati
Giornalista
Mamma blogger
Dalla gravidanza al parto, dall'allattamento all'adolescenza: il mio spazio virtuale per condividere esperienze, difficoltà ed informazioni.