fototipi e creme solari

Fototipi e creme solari

16/06/2017

Conoscere il proprio tipo di pelle è molto utile per garantirsi un’abbronzatura perfetta, senza rischi di incorrere in eritemi solari, dermatiti, scottature e ustioni ma molto più necessario per evitare tumori alla pelle e melanomi. E allora ecco tutto quel che c'è da sapere sui fototipi e creme solari, per scegliere la crema protettiva giusta con un corretto fattore di protezione per i bambini e gli adulti, per le vacanze in montagna o per quelle al mare.

Conoscere il proprio tipo di pelle è il primo passo per evitare ustioni e brutte sorprese quando il sole batte forte e siamo al mare o in montagna per le tanto attese vacanze.

E’ intuitivo: la pelle chiara ha meno difese contro l’aggressione dei raggi UVA e UVB, la pelle più scura ha maggiori difese naturali ma necessita comunque di protezione e attenzione. Individuare il proprio fototipo garantisce non solo un’estate serena ma un futuro in buona salute.

I raggi UVA e UVB sono responsabili di eritema, ustioni e degenerazioni del derma, in particolare gli UVA sembrano maggiormente correlati all’insorgere dei tumori della pelle oltre che dell’invecchiamento cutaneo. I solari attualmente in commercio proteggono ad ampio spettro dalle radiazione UV e combattono la formazione di radicali liberi, una delle maggiori cause dell’invecchiamento.

Utilizzando la suddivisione del dermatologo statunitense Thomas Fitzpatrick si riconoscono 6 fototipi differenti.

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Fototipo 1

Capelli rossi o biondi, carnagione molto chiara, lattea, con lentiggini, occhi chiari, tendenza elevata alle scottature, nessuna possibilità di abbronzarsi. Sconsigliata l’esposizione al sole dalle 11 alle 15, filtri di protezione molto alt, cappello e occhiali con filtro anti UV.

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Fototipo 2

Capelli biondi, carnagione chiara, lentiggini, tendenza alle scottature, abbronzatura tenue, quasi nulla. Sconsigliata l’esposizione al sole dalle 11 alle 15, filtri di protezione alta o molto alta, cappello e occhiali con filtro anti UV.

Fototipo 3

Capelli da biondi a castani, carnagione chiara, occhi chiari o marroni, possibili scottature, abbronzatura moderata. Filtri di protezione media o alta, occhiali con filtro anti UV.

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Fototipo 4

Capelli bruni, carnagione abbastanza scura, occhi scuri o neri, improbabili scottature, abbronzatura veloce e duratura. Filtri di protezione media, occhiali con filtro anti UV.

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Fototipo 5

Capelli neri, carnagione scura, occhi neri, rare scottature, filtri di protezione media, occhiali con filtro anti UV.

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Fototipo 6

Capelli neri, carnagione bruna, occhi neri, più che rare le scottature, filtri di protezione bassa e media, occhiali con filtro anti UV. Dopo lunghi periodi di assenza dal sole è possibile ustionarsi senza una adeguata protezione.

Da preferire i solari che schermano sia dai raggi UVA che da quelli UVB. I solari in base alla loro azione si dividono in:

Molti prodotti associano filtri chimici e fisici che garantisce uno spettro di fotoprotezione più ampio nella banda UVA e UVB.

Dopo l’esposizione solare è utile l’applicazione di prodotti in grado di restituire alla pelle l’idratazione e il nutrimento che ha perso e prevenire l’eritema con sostanze decongestionanti e lenitive.

I vari fattori di protezione nei confronti dei raggi UV sono classificati fino a 50+, in base alla quantità dei raggi solari che riescono a penetrare nella pelle quando si applica la crema protettiva. In parole semplici, quindi, una crema solare con SPF 50 vuol dire che solo un cinquantesimo dei raggi solari UVB raggiungerà la pelle ed anche una buona percentuale di UVA viene filtrata adeguatamente.

Oltre questo numero, quindi non si va: impossibile trovare una crema protettiva che abbia, ad esempio, un fattore di protezione 100, mentre è molto più semplice affidarsi alla classificazione che non tiene conto dei numeri ma del grado di protezione:

E' quindi molto importante scegliere una crema che sia non solo adatta al proprio fototipo, ma anche al tipo di esposizione al sole. Le prime volte è meglio partire con un SPF  più alto per poi diminuire man mano che ci si abbronza.

Per quanto riguarda i bambini i miei consigli sono:

Contro le scottature la prima arma che abbiamo è il cosiddetto 'conosci te stesso'. Dobbiamo cioè imparare a conoscere la nostra pelle per capire quali rischi corriamo sotto il sole". Lo ha spiegato all'AGI Giuseppe Monfrecola, ordinario di Dermatologia e Direttore della Scuola di Specializzazione in Dermatologia e Venereologia dell'Università di Napoli 'Federico II'.

Il rischio scottature è legato essenzialmente a due fattori: la genetica del soggetto e l'ambiente. La maggiore o minore resistenza nei confronti del sole è infatti geneticamente determinata per ciascun individuo. E non basta guardarsi allo specchio ed osservare colore dei capelli o degli occhi per predire il grado di resistenza.

Spesso si confonde il fenotipo (colore di pelle e capelli) con il fototipo e cioè il tipo di reazione che ha la pelle al sole. Per il fototipo, bisogna rispondere sostanzialmente a due interrogativi: quando stai al sole ti scotti facilmente e quanto? E ti abbronzi costantemente e quanto? C'è solo un fenotipo che coincide con il fototipo fotosensibile ed è rappresentato da persone rosse di capelli e con efelidi.

Per cui da un lato bisogna scegliere la protezione solare in base alla propria genetica, dall'altro bisogna far riferimento all'ambiente, cioè alle condizioni in cui ci si andrà ad esporre al sole.

Perchè una cosa è una passeggiata in riva al mare alle dieci di mattina altra cosa è un'intera giornata in barca. In ogni caso un buon solare deve ridurre e, se possibile, contrastare o riparare i danni provocati dagli ultravioletti

ha sottolineato l'esperto.

Le scottature sono il frutto di esposizioni intense senza utilizzare prodotti solari capaci di fornire un'adeguata fotoprotezione. E l'errore più frequente che si commette è non usarli per avere una tintarella da 'mordi e fuggi'.

La pelle della maggior parte degli individui è naturalmente predisposta per proteggersi dal sole. Se, in aree temperate, vivessimo tutto l'anno svestiti svolgendo attività all'aperto, daremmo alla pelle la possibilità di prepararsi lentamente al sole in modo da arrivare 'pronta' ai mesi più caldi per poi dare alle cellule il tempo, in autunno e in inverno, di riparare i danni. Ma evidentemente non viviamo così. E allora, improvvisamente, ci svestiamo, andiamo al sole per alcune ore e iniziamo a 'stressare' la pelle. Magari il sole non è così intenso da farci pensare che possa provocare danni e così la protezione la lasciamo a casa. Una scottatura sembra il prezzo minore da pagare per abbronzarsi e così, di week end in week end, arriviamo alle vacanze dove per due settimane esponiamo il corpo al sole per intere giornate. E le cose non vanno meglio se arriviamo in spiaggia 'pallidi' e per due settimane ci mettiamo sotto il sole per l'intera giornata magari con un basso fattore protettivo per paura di non abbronzarci. Non diamo il tempo ai naturali fattori di fotoprotezione di mettere in atto tutte le strategie. Ecco perchè è fondamentale utilizzare una fotoprotezione artificiale, e cioè i filtri solari con i quali comunque ci si abbronza lo stesso

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Francesca Capriati
Giornalista
Mamma blogger
Dalla gravidanza al parto, dall'allattamento all'adolescenza: il mio spazio virtuale per condividere esperienze, difficoltà ed informazioni.