diritti delle partorienti

Quali sono i diritti delle partorienti?

23/11/2016

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha redatto, nel lontano 1986, un documento nel quale sono sintetizzati 15 diritti delle partorienti.

Il presupposto è che la nascita è un evento del tutto naturale e fisiologico e che la sua medicalizzazione va combattuta, promuovendo informazione, sensibilizzazione, supporto e sostegno alle madri.

  • Per assicurare il benessere psicologico della madre deve essere assicurata la presenza di una persona di sua fiducia
  • Va garantito rispetto dei valori e della cultura di ciascuna donna che partorisce
  • La pratica dell’induzione al travaglio dovrebbe non superare in ogni regione geografica il 10% dei casi e deve essere una scelta da fare solo a seguito di precise problematiche mediche
  • Dopo un precedente parto cesareo non c’è motivo per non incoraggiare un parto vaginale
  • Non c’è motivo alcuno per effettuare la rasatura del pube, né per effettuare il clistere
  • Solo in caso di urgenza e a travaglio inoltrato va valutata la possibilità di una rottura delle membrane
  • Durante il travaglio si dovrebbe evitare la somministrazione di farmaci
  • Il monitoraggio fetale va eseguito solo quando il travaglio è ormai avanzato o in condizioni particolari
  • Non c’è motivo per obbligare la mamma a stare in posizione supina né durante il travaglio né durante il parto: la mamma deve poter scegliere se camminare durante il travaglio e che posizione assumere, anche al momento della nascita del bambino
  • Se possibile bisogna evitare l’episiotomia
  • La mamma va sostenuta e incoraggiata a tenere con sé il bambino e ad allattarlo a richiesta
  • Il neonato ha il diritto di restare insieme alla mamma più a lungo possibile
  • Va incoraggiato l’allattamento al seno
  • Il latte materno è l’alimento ideale per il neonato ed è completo. Le madri vanno incoraggiate a tenere il bimbo accanto e allattarlo ogni volta che lo richieda
  • In gravidanza si raccomanda un'educazione sistematica sull'allattamento al seno

In Italia è stato approvato un disegno di legge a tutela dei “diritti della partoriente e per la promozione del parto fisiologico e la salvaguardia della salute del neonato”. Tra gli obiettivi: favorire il parto fisiologico e ridurre il ricorso al parto cesareo, inserire l’anestesia epidurale tra i LEA (Livelli Essenziali di Assistenza), è promuovere l’allattamento al seno.

E in questa strategia di intervento si inseriscono le linee guida sul parto cesareo realizzate dall’Istituto Superiore di Sanità. L’obiettivo è quello di ridurre il numero di parti cesarei e allinearsi quanto più possibile alle indicazioni fornite dall’OMS e dal Ministero della Salute.

Nel documento si legge, ad esempio, che la donna deve essere aiutata ad affrontare la paura del dolore con appositi strumenti di supporto psicologico, che la richiesta materna di un taglio cesareo senza che vi siano motivazioni cliniche non va assecondata e che il medico può rifiutarsi di fare un cesareo programmato (alla donna resta l’opportunità di accedere a un secondo parere); si legge, inoltre, che le donne devono ricevere la maggiore informazione possibile sul parto cesareo e devono poter scegliere di partorire spontaneamente e hanno facoltà di ricevere un secondo parere nel caso in cui il ginecologo decida per un taglio cesareo, anche se di urgenza.

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Francesca Capriati
Giornalista
Mamma blogger
Dalla gravidanza al parto, dall'allattamento all'adolescenza: il mio spazio virtuale per condividere esperienze, difficoltà ed informazioni.