e giusto mandare i bambini all asilo nido

E' giusto mandare i bambini all'asilo nido?

07/06/2017

E' giusto mandare i bambini all'asilo nido? La carenza cronica di nidi pubblici in Italia ha fatto sì che fiorisse un gran numero di strutture private, alcune davvero all’avanguardia, per soddisfare la crescente richiesta da parte dei genitori.

Il nido può rappresentare una valida alternativa, a pagamento, ai nonni. Inoltre alcuni studi confermano che i bambini scolarizzati nei primi anni di vita sviluppano il linguaggio più rapidamente degli altri.

Il nido riserva, però, anche qualche svantaggio: il principale è quello delle malattie. Il bambino nel primo anno di socializzazione tende ad ammalarsi di più perché il suo sistema immunitario non ha alcuna memoria storica delle malattie  e il contatto prolungato e continuativo con altri bambini e agenti patogeni fa sì che ci si ammali piuttosto spesso nel primo anno di scuola.

Tosse, raffreddore, malattie gastrointestinali, febbre e mal di gola sono una routine per la maggior parte dei bambini (e delle mamme) nel primo anno scolastico. L’unica consolazione è che l’anno successivo dovrebbe andare meglio.

Il nido deve:

Personalmente ho sempre preferito strutture che avessero locali diversi per dividere i bimbi in gruppi in base all'età, e una cucina interna con menu stagionali preparati con prodotti bio.

I miei figli sono andati al nido quando hanno compiuto un anno, perché lavoro da casa e nei primi 12 mesi sono riuscita ad organizzarmi per lavorare durante i loro pisolini mattutini, pomeridiani e la sera. Ma se per esigenze di lavoro si deve mandare il bimbo al nido anche prima secondo me non ci sono controindicazioni, se non quelle legate al fatto che la convivenza con altri bambini espone a un maggiore rischio di ammalarsi.

Se guardiamo alle ricerche condotte in questo ambito non possiamo che confermare che andare al nido garantisca molti benefici dal punto di vista dell'apprendimento, della socialità e dello sviluppo.

Uno studio prospettico condotto dall'Istituto norvegese di sanità pubblica conferma quanto già emerso in ricerche precedenti: i bambini che frequentano l’asilo nido sviluppano il linguaggio più rapidamente e mostrano una maggiore abilità matematica quando andranno a scuola.

Gli studiosi norvegesi, guidati da Ratib Lekhal, hanno esaminato i dati relativi a circa ventimila bambini tra 1 e 3 anni e hanno comparato lo sviluppo del linguaggio nelle varie fasi di età e in base al tipo di assistenza ricevuta (nido, baby sitter o genitore).

I risultati hanno confermato che i bambini che hanno frequentato il nido mostrano una maggiore e più precoce competenza linguistica, soprattutto se hanno frequentato il nido tra l’anno e l’anno e mezzo.

E non sembra che andare al nido provochi qualche problema nello sviluppo e nel comportamento.

Lo studio, pubblicato sulla rivista Psychological Science, ha concluso che non ci sarebbero differenze nel comportamento dei bambini lasciati al nido rispetto a quelli che sono stati con i genitori. Anzi, spiegano i ricercatori, i bambini che hanno frequentato il nido avrebbero un comportamento meno aggressivo degli altri.

Eric Dearing, principale autore di questa ricerca, ha spiegato che queste conclusioni sono importanti perché possono aiutare i genitori a superare le paure legate alle possibili conseguenze di affidare i bambini a cure non genitoriali.

Abbiamo osservato, con sorpresa, che più lungo era stato il tempo trascorso al nido e minore era la tendenza ad avere un comportamento aggressivo

ha commentato Dearing.

Ci sono passata e non posso negarlo: ci sono periodi in cui sembra che stiano una settimana si ed una no a casa malati.

Colpa di un sistema immunitario immaturo che non ha ancora una memoria storica dei virus e dei batteri presenti nel’ambiente. Il contatto con gli altri bambini, gli ambienti chiusi e spesso poco aerati contribuiscono a far sì che i piccoli si ammalino spesso di influenza, raffreddore e tosse, soprattutto nel primo anno di nido.

Ma la buona notizia è dietro l’angolo: un gruppo di ricercatori canadesi ha sì confermato che il primo anno di nido può essere molto difficile per i bambini con meno di due anni e mezzo, ma poi la strada si fa in discesa e alle elementari questi stessi bambini saranno più forti e resistenti alle malattie rispetto ai coetanei.

Lo studio ha seguito per dieci anni bambini nati nel 1996 in 1200 famiglie del Quebec e ha mostrato, da un lato, che effettivamente i bambini piccoli che avevano frequentato un nido dove c’erano almeno altri otto bambini si erano ammalati più spesso rispetto ai coetanei che erano rimasti a casa con mamma, nonni o baby sitter. Ma buttando l’occhio un po’ più in là, arrivati alle elementari questi bambini si ammalavano molto meno rispetto ai compagni ed erano quindi più resistenti

E’ la dimostrazione che il sistema immunitario ha bisogno di allenarsi prima di riuscire a difendersi efficacemente dai più comuni agenti patogeni: è una sfida che, nei bambini che restano a casa da piccoli, viene solo rimandata

ha concluso l’autrice dello studio, Sylvana Côté.

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Francesca Capriati
Giornalista
Mamma blogger
Dalla gravidanza al parto, dall'allattamento all'adolescenza: il mio spazio virtuale per condividere esperienze, difficoltà ed informazioni.