tumore al seno

Tumore al seno

02/03/2017

Il tumore al seno è il cancro più diffuso nelle donne - colpisce 1 donna su 8 - ed è la prima causa di mortalità per tumore nel sesso femminile, con un tasso di mortalità del 16 per cento di tutti i decessi per causa oncologica.

Grazie ai progressi della scienza, se il tumore al seno viene scoperto precocemente, si ha il 90% di possibilità di guarire: ecco perché controllarsi in maniera cadenzata, secondo le indicazioni che i medici danno, è davvero fondamentale. Può salvare la vita.

Oggi infatti, con i nuovi macchinari a disposizione si riescono a individuare anche le lesioni allo stadio ancora iniziale, quelle quindi di piccole dimensioni e di gradi di malignità ancora bassi.

Il tumore al seno è dovuto alla moltiplicazione incontrollata di alcune cellule della ghiandola mammaria che si trasformano in cellule maligne e sebbene la causa precisa sia ancora sconosciuta sono stati evidenziati una serie di fattori di rischio:

La diagnosi precoce è, come dicevamo, l’arma più efficace per contrastare il tumore alla seno: grazie alle nuove tecniche diagnostiche, come ad esempio la risonanza magnetica mammaria, è possibile individuare lesioni anche millimetriche. Se il tumore rilevato ha una dimensione minore di un centimetro, le possibilità di guarirne sono pari al 90%.

I medici consigliano di iniziare a seguire un protocollo di diagnosi precoce sin dai trent’anni, sottoponendosi all’ecografia mammaria e alla visita senologica una volta all’alto. Superati i quarant’anni, invece, l’esame più opportuno è la mammografia, un esame radiografico che evidenzia la presenza di tumori mammari non ancora palpabili. E’ inoltre utile l'autopalpazione mensile al termine del ciclo mestruale.

All'eventuale identificazione di noduli o di formazioni sospette segue, normalmente, una biopsia cioè un prelievo di cellule tramite un ago inserito nel nodulo. Su queste cellule vengono effettuati gli esami necessari a definire la natura della malattia e le caratteristiche istologiche: in pratica è con questo esame che si può in via definitiva confermare o escludere la diagnosi di tumore.

Una volta diagnosticato il tumore, nella stragrande maggioranza dei casi si procede innanzitutto con un intervento chirurgico di rimozione delle cellule malate.

A seconda dello stadio della malattia, l’intervento sarà più o meno demolitivo. A seguito dell’intervento, la paziente verrà sottoposta alla radioterapia. I cicli di terapia durano qualche minuto per cinque giorni alla settimana, per cinque/sei settimane consecutive e servono a proteggere le cellule non asportate da chirurgo dalle recidive.

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Francesca Capriati
Giornalista
Mamma blogger
Dalla gravidanza al parto, dall'allattamento all'adolescenza: il mio spazio virtuale per condividere esperienze, difficoltà ed informazioni.