tumore al seno

Tumore al seno

02/03/2017

Il tumore al seno è il cancro più diffuso nelle donne - colpisce 1 donna su 8 - ed è la prima causa di mortalità per tumore nel sesso femminile, con un tasso di mortalità del 16 per cento di tutti i decessi per causa oncologica.

Grazie ai progressi della scienza, se il tumore al seno viene scoperto precocemente, si ha il 90% di possibilità di guarire: ecco perché controllarsi in maniera cadenzata, secondo le indicazioni che i medici danno, è davvero fondamentale. Può salvare la vita.

Oggi infatti, con i nuovi macchinari a disposizione si riescono a individuare anche le lesioni allo stadio ancora iniziale, quelle quindi di piccole dimensioni e di gradi di malignità ancora bassi.

I fattori di rischio del tumore al seno

Il tumore al seno è dovuto alla moltiplicazione incontrollata di alcune cellule della ghiandola mammaria che si trasformano in cellule maligne e sebbene la causa precisa sia ancora sconosciuta sono stati evidenziati una serie di fattori di rischio:

  • L'età: nel 75% dei casi il tumore colpisce dopo i 50 anni di età. Il rischio cresce con l’aumentare dell’età.
  • La familiarità: soprattutto quando si tratta di pazienti giovani, si rileva che circa il 5-7% delle donne con tumore al seno ha più di un familiare stretto malato.
  • La predisposizione genetica: le mutazioni dei geni BRCA1 e BRCA2 sono la causa del 50% dei tumori al seno e all’utero.
  • L'obesità e il fumo: andrebbero entrambi tenuti sotto controllo perché hanno effetti negativi sul fisico.

Come prevenire il tumore al seno e come diagnosticarlo

La diagnosi precoce è, come dicevamo, l’arma più efficace per contrastare il tumore alla seno: grazie alle nuove tecniche diagnostiche, come ad esempio la risonanza magnetica mammaria, è possibile individuare lesioni anche millimetriche. Se il tumore rilevato ha una dimensione minore di un centimetro, le possibilità di guarirne sono pari al 90%.

I medici consigliano di iniziare a seguire un protocollo di diagnosi precoce sin dai trent’anni, sottoponendosi all’ecografia mammaria e alla visita senologica una volta all’alto. Superati i quarant’anni, invece, l’esame più opportuno è la mammografia, un esame radiografico che evidenzia la presenza di tumori mammari non ancora palpabili. E’ inoltre utile l'autopalpazione mensile al termine del ciclo mestruale.

All'eventuale identificazione di noduli o di formazioni sospette segue, normalmente, una biopsia cioè un prelievo di cellule tramite un ago inserito nel nodulo. Su queste cellule vengono effettuati gli esami necessari a definire la natura della malattia e le caratteristiche istologiche: in pratica è con questo esame che si può in via definitiva confermare o escludere la diagnosi di tumore.

Come curare il tumore al seno

Una volta diagnosticato il tumore, nella stragrande maggioranza dei casi si procede innanzitutto con un intervento chirurgico di rimozione delle cellule malate.

A seconda dello stadio della malattia, l’intervento sarà più o meno demolitivo. A seguito dell’intervento, la paziente verrà sottoposta alla radioterapia. I cicli di terapia durano qualche minuto per cinque giorni alla settimana, per cinque/sei settimane consecutive e servono a proteggere le cellule non asportate da chirurgo dalle recidive.

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Francesca Capriati
Giornalista
Mamma blogger
Dalla gravidanza al parto, dall'allattamento all'adolescenza: il mio spazio virtuale per condividere esperienze, difficoltà ed informazioni.