Pannolini lavabili

12/04/2011

pannolini lavabili bigIl pannolino per bambini è un capo di abbigliamento che svolge la funzione di contenere le esigenze fisiologiche del neonato fino a circa i 2-3 anni. Negli ultimi trenta anni esso è diventato un prodotto usa&getta e come tale presenta l’indiscutibile vantaggio di poterlo gettare via senza doverlo lavare: a pensarci oggi, sembra insostituibile (a meno di tentare l’educazione precoce al vasino).

Il pannolino “della nonna”, il cosiddetto “ciripà” da bollire e stirare, è rimasto quindi con grande sollievo nel cassetto della memoria o relegato nei casi di dermatite da pannolino, sebbene sia indubbiamente più sano il contatto con il tessuto che con quell’insieme di materiali che avvolge il sederino dei bimbi di oggi: un pacchetto di cellulosa con dentro gel chimici superassorbenti (che si espandono al momento della pipì) fortemente disidratanti, avvolto nella plastica antifuoriuscita.

Recentemente però è tornato di moda il pannolino “lavabile”: perché?

  • Perché il mondo ci chiede di essere sempre più attenti a proteggere le risorse ambientali e, quando è possibile, a non buttare via gli oggetti, riusandoli. Infatti i pannolini monouso necessari ad un bambino sono prodotti abbattendo 10 alberi e soprattutto ingombrano il 3-10% dei cassonetti di una città, mandando in discarica o in inceneritore una tonnellata di rifiuto in differenziabile. Proprio così, una tonnellata per ogni bambino.
  • Alcune amministrazioni illuminate, visti i costi e i disagi che i lavabili possono evitare (una montagna nelle strade e 200 euro circa di costi municipali di smaltimento a bambino) aiutano economicamente le famiglie che li usano. Ed infine, per convincere soprattutto i papà, c’è il risparmio per le famiglie: incluso i costi di lavaggio, la spesa è più che dimezzata rispetto agli usa&getta (e ancor meglio riusandoli con gli altri figli).
  • Ma il pannolino di stoffa inizia a convincere di nuovo anche perché esistono in commercio modelli davvero semplici da usare e super fashion che incoraggiano le mamme a lanciarsi in quest’avventura.
  • Infine perché esiste una rete di sostegno di genitori, come il Gruppo Non Solo Ciripà, che “ce l’hanno fatta” ad usarli, sopravvivendo benissimo, e che si scambiano esperienze e trucchetti del mestiere, assicurandoci che, vista l’assistenza della lavatrice (povere nonne, tutto a mano, loro!), non è poi una gran fatica metterli in attesa in un bidoncino invece di buttarli, ma solo questione di organizzazione e di una mezzoretta a settimana necessaria per gestire quelle 2 o 3 lavatrici dedicate (ma si possono anche lavare insieme al resto della biancheria).

A differenza del prodotto monouso, in cui la scelta è limitata, con i lavabili i genitori possono sbizzarrirsi nella scelta tra molti marchi (italiani o stranieri), tessuti (naturali o sintetici), fantasie (dal vintage al jungle), ma soprattutto fra tre sistemi di pannolini lavabili:

  • i “tutto in uno” (AIO) si indossano come i monouso (parte assorbente e impermeabile sono cucite insieme),
  • nei “tutto in due” invece la mutandina impermeabile va indossata sopra la mutandina assorbente (prefold, fitted, muslin, sagomati, ciripà)
  • nei tipi “pocket” la mutandina impermeabile ha una tasca dove viene inserito l’assorbente.

I vari tipi, tessuti e marchi differiscono tra loro come costo, vestibilità, comodità di uso e tempi di asciugatura, offrendo una vasta gamma di soluzioni che possono soddisfare le diverse esigenze di ciascun bambino e genitore. Per semplificare ancora di più, i vari tipi possono anche essere di  “taglia unica”, che si ingrandisce seguendo la crescita del bimbo e quindi abbatte ulteriormente la spesa. Per i più schizzinosi, esistono veli cattura-cacca da mettere tra popò e pannolino per eliminare il grosso prima della lavatrice.

Fonte: Non solo Ciripà

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Francesca Capriati
Giornalista
Mamma blogger
Dalla gravidanza al parto, dall'allattamento all'adolescenza: il mio spazio virtuale per condividere esperienze, difficoltà ed informazioni.