SIDS

19/08/2010

sidsE' una sindrome misteriosa che rappresenta la prima causa di morte tra i bambini nel primo anno di vita: si chiama SIDS, Sindrome dell’improvvisa Morte Neonatale, comunemente definita ‘morte in culla’.

Secondo i dati più recenti, in Italia nascono ogni anno circa cinquecentomila bambini e trecento di essi muoiono a causa di questa sindrome che colpisce di notte, nel sonno e che ancora oggi rappresenta un autentico enigma per i pediatri e i neonatologi.

Si definisce SIDS una morte improvvisa e che non ha nessuna spiegazione plausibile; non riconducibile, cioè, a nessuna malformazione o problema congenito o patologia ben definita.

Una sindrome piuttosto rara che colpisce soprattutto i neonati di poche settimane e quelli che non hanno superato i quattro mesi (per il 60% maschietti): il bambino improvvisamente non respira più e ciò può accadere soprattutto di notte durante il sonno, ma anche quando si trova nel passeggino o in braccio ai genitori.

Numerosi fattori di rischio che sono stati identificati dalle tante ricerche che negli anni hanno tentato di far luce su questa inquietante sindrome: fumo passivo e fumo in gravidanza, nascita prematura, infezioni alle vie respiratorie e precedenti familiari, ma anche la posizione nella quale il bambino è solito dormire.

E' ormai appurato che il neonato va sistemato in posizione supina e questo monito alle famiglie ha permesso, negli ultimi anni, di ridurre addirittura del 50% il numero di casi di morte in culla. Studi recenti hanno, infatti, dimostrato che sia la posizione a pancia in giù che quella laterale aumentano il rischio di SIDS e che nei Paesi dove sono state promosse vere e proprie campagne di informazione destinate ai genitori si sono registrati risultati straordinari.

Un esempio per tutti: in Norvegia, da quando sono state avviate queste campagne informative, il numero di bambini che dormono a pancia in giù è diminuito dal 64% al 34% e con esso è scesa anche l’incidenza della morte in culla, passando da un 3,5% allo 0,3%.

Ma anche il ciuccio può rappresentare un vero e proprio salva-vita: Peter Weiss, vicepresidente della International Children’s Medical Research Association, ha ribadito che il ciuccio impedisce l'ostruzione funzionale della faringe, causata generalmente dalla caduta all'indietro della lingua, inoltre fa sì che il bambino riprenda a ciucciare più volte durante la notte e mantenga un avanzamento della mandibola anche dopo averlo sputato.

Weiss ha ricordato i risultati di uno studio condotto negli Stati Uniti qualche anno fa che aveva dimostrato come l’uso del ciuccio avesse abbattuto il numero di casi di morte in culla di ben il 60%.

E anche l’Italia sembra portarsi in prima linea nella prevenzione della Sindrome da morte improvvisa con un documento che sintetizza le “raccomandazioni per la riduzione del rischio di SIDS”.

  • Non far dormire il bambino nel lettone perché rischia di surriscaldarsi troppo e corre più pericoli se i genitori hanno fumato o bevuto alcolici.
  • Far dormire il bambino a pancia in su senza cuscino, evitando di utilizzare lenzuola plastificate o gommose e sistemandolo su un materasso rigido.
  • Offrire al bimbo fino al primo anno di vita il ciucciotto per dormire e far attenzione a che il modello del ciuccio sia adatto all’età del bambino, che abbia una mascherina rigida e una tettarella morbida non preformata e che porti il marchio di sicurezza europea EN1400.  Se il bambino si nutre con latte materno offrire il ciuccio solo dopo il primo mese di vita per non confonderlo.
  • Mantenere la temperatura del bambino al massimo a 20 gradi.
  • Non fumare mai né durante la gravidanza né in presenza del bambino.

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Francesca Capriati
Giornalista
Mamma blogger
Dalla gravidanza al parto, dall'allattamento all'adolescenza: il mio spazio virtuale per condividere esperienze, difficoltà ed informazioni.