autosvezzamento

Autosvezzamento

04/11/2016

Quando ci avviciniamo al sorprendente momento dello svezzamento ci informiamo su forum, siti, libri e pediatra su quale sia la modlaità più adatta per iniziare e magari scopriamo anche che qualcuno propone l'autosvezzamento. Ma di cosa si tratta? Vediamo di capirne di più, magari potremmo decidere di abbandonare schemi e tabelle e introdurre il nostro bambino nel magico mondo dei sapori nuovi seguendo regole meno cristallizzate.

Autosvezzamento, quando

Arriva il momento in cui per il bambino non è più sufficiente un’alimentazione a base di solo latte (materno o artificiale) ed è necessario introdurre gradualmente alimenti solidi e semi-solidi.

Il momento dello svezzamento è un traguardo importante per mamma e bambino: è il momento in cui si allenta il legame simbiotico consolidato con l’allattamento, è il momento in cui il bambino deve imparare a mangiare cose nuove in modo nuovo.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) consiglia di aspettare fino al sesto mese di vita per avviare lo svezzamento. Spesso i pediatri invece consigliano di introdurre la frutta al quarto mese (non in sostituzione della poppata, ma in aggiunta ad essa) e poi dal quinto mese la prima pappa.

L’autosvezzamento prevede un'introduzione al cibo solido un po' diversa.

Autosvezzamento cos'è

La teoria dell’autosvezzamento parte dal presupposto che fino a che il latte materno copre tutte le esigenze nutrizionali del bambino non c’è bisogno di introdurre altri alimenti e anche quando sarà arrivato il momento non bisogna attenersi a rigidi schemi di menu e calendari di introduzione degli alimenti.

Gli elementi distintivi dell’autosvezzamento sono dunque:

  • attendere fino al compimento del 6° mese per avviare lo svezzamento,
  • osservare il bambino e fidarsi della sua capacità di autoregolarsi e di autogestire la propria alimentazione,
  • iniziare a provare a far assaggiare al bambino i cibi solidi e semisolidi al primo accenno di curiosità e interesse da parte sua e lasciare il bambino libero di provare, toccare, assaggiare e annusare gli alimenti senza imporgliene uno in particolare seguendo uno schema,
  • provvedere a sminuzzare o tritare gli alimenti: i bambini possono mangiare gli stessi cibi dei genitori a patto che essi siano adatti alla masticazione senza denti
  • limitare l’uso di sale e zucchero e preparare piatti semplici, con prodotti freschi, sani e di stagione (ne guadagnerà in salute anche il resto della famiglia)
  • aspettare i 10/12 mesi per proporre alimenti che possono provocare allergie nei bambini predisposti (latte vaccino, pesce, uovo intero).
Leggi anche:
Come si porta avanti uno svezzamento vegetariano?

Autosvezzamento come funziona

L’autosvezzamento prevede, dunque, che dopo il sesto mese di vita il bambino si sieda a tavola con i genitori e possa provare, in tutta libertà e autonomia, i cibi che preferisce nella quantità che preferisce. Il presupposto di base è che il bambino sia perfettamente capace di autoregolarsi sia per quanto riguarda il gusto, che gli fa preferire un alimento ad un altro, sia per quanto riguarda la quantità.

Il bambino, infatti, è saggio e competente circa i propri bisogni nutritivi e il proprio appetito.

Autosvezzamento, libri

Consigli per la lettura:

  • Io mi svezzo da solo di Lucio Piermarini
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Francesca Capriati
Giornalista
Mamma blogger
Dalla gravidanza al parto, dall'allattamento all'adolescenza: il mio spazio virtuale per condividere esperienze, difficoltà ed informazioni.