prematuri in ospedale

Prematuri in ospedale

16/11/2017

In Italia circa 45.000 bambini nascono prematuramente, cioè prima della 37ima settimana di gestazione. Grazie alla ricerca e ai progressi della scienza, oggi chi nasce prematuro ha buone possibilità di sopravvivenza che dipendono ovviamente anche dalla settimana di gestazione in cui vengono al mondo, anche se la loro 'corsa alla vita' prevede, a volte, anche cure invasive come l’inserimento di cateteri venosi centrali, per nutrirli e somministrare i farmaci necessari e le cannule tracheali che li aiutano a respirare.

Una delle complicazioni maggiori per i neonati prematuri è data dall’alto rischio che hanno di contrarre infezioni dovute alla presenza di batteri nel sangue. Molti piccoli infatti, a causa della nascita pretermine, devono sostenere cure per sopperire alle funzioni vitali importanti che non hanno ancora avuto modo di sviluppare. A ciò si aggiunge che i bimbi prematuri hanno un sistema immunitario più immaturo rispetto gli altri neonati e quindi maggiormente incapace a resitere ai batteri.

Quindi, più prematuro è il bambino, meno sviluppato sarà il suo sistema immunitario e maggiore sarà il rischio per lui di contrarre infezioni.

Per prevenire queste infezioni, i pediatri forniscono una serie di preziosi consigli per i genitori di questi bimbi. L’igiene e la salubrità, ad esempio, sono parole fondamentali sia per quel che riguarda l’ambiente nel quale il piccolo vive sia per le persone che lo accudiscono:

Per quel che riguarda i controlli medici e le vaccinazioni è importante rispettarle e monitorare peso, lunghezza e circonferenza cranica fino a 24 mesi di vita.

Anche durante la permanenza in ospedale dei neonati prematuri, il personale medico e paramedico deve seguire tutta una serie di indicazioni volte alla prevenzione di complicazioni. Per esempio, non possono avvicinarsi ai bambini se affetti anche solo da un lieve raffreddore, devono lavarsi accuratamente le mani prima di toccare i piccoli, che comunque vanno toccati il meno possibile.

Anche la struttura la sua importanza: le culle termostatiche devono essere poste ad una certa distanza tra loro e devono essere posizionate in locali ventilati.

La Società Italiana Neonatologia ricorda che i nati pretermine hanno bisogno della migliore assistenza e questa necessità si traduce in un impegno dei medici, dei genitori ed anche del sistema sanitario.

In Italia, a oltre 6 anni dalla riorganizzazione della rete neonatale, tanti bambini nascono ancora in centri nascita non adeguati, dove avvengono meno di 500 parti all’anno. Occorre riorganizzare la rete dei Punti Nascita nel nostro Paese con l’obiettivo di migliorare la sicurezza per le donne ed i neonati al momento della nascita.

Da anni nei reparti di terapia intensiva neonatale ci si impegna a migliorare la qualità della vita dei piccoli ospiti attraverso una serie di cure finalizzate a ridurre al minimo le sensazioni dolorose a cui il bambino può essere sottoposto. A differenza di quanto si pensava in passato sulla immaturità funzionale delle vie dolorifiche in questi bambini, i neonati prematuri sono perfettamente in grado di percepire dolore.

Fondamentale è anche garantire ai genitori l’ingresso nei reparti di Terapia Intensiva Neonatale 24/24 h.La presenza dei genitori nelle TIN è indispensabile per il neonato, in particolare per quello pretermine, poiché contribuisce a creare da subito un rapporto unico tra madre e figlio, oltre a favorire l’alimentazione con latte materno.

La SIN da sempre raccomanda e promuove la presenza costante della famiglia accanto al neonato critico, necessaria sia per alleviare e contenere lo stress a cui è sottoposto il neonato stesso, sia per gli effetti positivi sui genitori e quindi sulla loro relazione affettiva con il figlio.

Anche le incubatrici, le prime culle dei neonati pretermine, oggi sono ben più confortevoli del passato e contribuiscono a creare attorno al piccolo un ambiente senza rumori e con luci soffuse.

Uno studio di un gruppo di scienziati del Monroe Carell Jr. Children's Hospital presso la Vanderbilt University (Usa) pubblicato sulla rivista Pediatrics ha scoperto che la voce della mamma è di grande conforto per i pccoli e può anche accelerare la loro uscita dalla TIN.

I ricercatori hanno eseguito un trial clinico su 94 bambini prematuri nell'Unità di Terapia Intensiva Neonatale facendo loro sentire la voce della madre che gli cantava una ninna-nanna mediante un lettore musicale attivato da un pacificatore.

Quando i bimbi succhiavano correttamente il loro ciuccio, un dispositivo speciale munito di sensori e altoparlanti faceva partire la ninna-nanna cantata dalla madre; quando si fermavano, la cantilena cessava.

I bimbi che potevano ascoltare la voce della madre vedevano rimossi i loro tubi di alimentazione circa una settimana prima degli altri e, inoltre, mangiavano più spesso, avevano meno stress e ricoveri più brevi.

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Francesca Capriati
Giornalista
Mamma blogger
Dalla gravidanza al parto, dall'allattamento all'adolescenza: il mio spazio virtuale per condividere esperienze, difficoltà ed informazioni.