rosolia nei bambini

Rosolia nei bambini, sintomi e cura

17/08/2010

La rosolia nei bambini è più comune in età scolare, cioè tra i 5 ed i 12 anni. Dura all'incirca 1-2 settimane e una volta presa non torna più.

La rosolia, provocata dal Rubivirus, può presentarsi come una malattia infantile fastidiosa, ma non problematica. Solitamente è accompagnata da febbre e dalle caratteristiche macchioline rosate da cui la malattia prende il nome.

L'incubazione dura circa due settimane, durante le quali non ci sono sintomi, poi, cominciano a presentarsi febbre, malessere generale, ingrossamento delle linfoghiandole dietro la nuca.
Nei primi due giorni la febbre è intorno ai 38°C; nei tre giorni successivi cominciano a comparire le prime macchie sul viso, poi sul tronco, sulle braccia e sulle gambe. Nel giro di 5 giorni le macchie scompaiono e la febbre si abbassa, ma il bambino può ancora contagiare gli altri.

Se quindi vi accorgete che il bambino presenta febbre e malessere generale, chiamate il pediatra; lui saprà fare una diagnosi precisa e spiegarvi cosa fare.

La rosolia non si cura con gli antibiotici; il bambino dovrà stare a letto ed aspettare che passi da sola; l'unica cosa che si può fare è somministrare degli antipiretici per fare in modo di abbassare la temperatura.

E' importante comunque che, dopo la comparsa delle macchie, il bambino eviti di grattarsi (potrebbe essere utile l'applicazione di talco mentolato che riduce il prurito) e di fare il bagno almeno finché le crosticine non siano scomparse del tutto. Se ci sono fratelli e sorelle in casa, non preoccupatevi di isolarli; sarebbe meglio che tutti prendessero la rosolia insieme, così il problema verrebbe risolto una volta per tutte.

Il vaccino è anche raccomandato per i bambini già dopo i primi 15 mesi di vita e viene somministrato in combinata con quello per il morbillo e quello per la parotite. Nel caso i genitori decidano di sottoporre i loro bambini al vaccino trivalente contro orecchioni, morbillo e rosolia, devono poi ricordare di fare un richiamo dopo 6-7 anni; in questo modo la protezione sarà completa.

Rosolia in gravidanza

Attenzione, invece, se avete parenti o amiche in gravidanza. Contrarre la rosolia in gravidanza è molto pericoloso per il feto. Infatti, la rosolia può provocare malformazioni, sordità, problemi cardiaci ed epatici e addirittura morte, soprattutto se viene contratta dalla mamma durante il primo trimestre. Se il feto viene contagiato dal virus nei primi sei mesi di gestazione può sviluppare la cosiddetta 'rosolia congenita' che può provocare cecità, sordità, malformazioni cardiache e ritardo mentale del neonato.

E' importante, quindi, che le donne che programmano una gravidanza si accertino dell'immunità verso questa malattia e, nel caso di negatività agli anticorpi, si sottopongano ad un vaccino.

Una recente indagine condotta dall’Istituto Superiore di Sanità ha scoperto che nell’ultimo anno si sono verificati più di 100 casi di sospetta rosolia in gravidanza e in 40 donne la diagnosi è stata  confermata.

Stefania Salmaso, direttore del Centro nazionale di epidemiologia, sorveglianza e promozione della salute dell’Iss, ha dichiarato che in Italia il 42% delle donne a cui è stata confermata un’infezione di rosolia in gravidanza non era alla prima gravidanza e ciò conferma l’importanza di sensibilizzare tutte le donne che programmano una gravidanza ad effettuare il test per verificare di aver già avuto la rosolia e di sottoporsi, in caso di esito negativo, al vaccino.

Il problema non è la pericolosità delle vaccinazione, ma la mancata consapevolezza di quanto sia importante proteggere il loro bambino

ricorda la Salmaso.

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Francesca Capriati
Giornalista
Mamma blogger
Dalla gravidanza al parto, dall'allattamento all'adolescenza: il mio spazio virtuale per condividere esperienze, difficoltà ed informazioni.