Crisi di pianto

29/05/2013

pianto neonato bigLa maggior parte della mamme, durante la gravidanza, si prepara non solo a come vivere il momento del parto, ma anche a come gestire la vita quotidiana con il nuovo arrivato.

Uno dei temi sui quali sono maggiormente attente è come gestire il pianto nel bambini: il primo segnale di vita e per molti mesi l’unico modo a loro disposizione per comunicare bisogni e disagi. E’ importante quindi che la mamma sia attenta a questo richiamo e che capisca quali sono le esigenze del momento in modo da cercare di soddisfarle.

Si potrebbe dire che ad ogni età, corrisponde un pianto:

       
  • nei primissimi mesi esso esprime bisogni semplici come la fame, il bisogno di essere lavato e cambiato, la stanchezza, il desiderio di coccole. Anche il dolore, dovuto alle coliche o ai primi dentini, viene espresso attraverso il pianto.
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  • Si passa poi al pianto che esprime paura, ad esempio legata alla separazione dalla mamma e il timore degli estranei fino ad arrivare al pianto dei capricci.
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  • Tra i due e i tre anni, i bambini iniziano a sperimentare i limiti e a comprendere qual è la differenza tra loro e il mondo circostante: tra il sé e il non sé. Iniziano ad essere particolarmente indipendenti e intraprendenti, attraversando una fase fondamentale che li porterà al  distacco dai genitori e a diventare sempre più autonomi.

Il pianto del bambino è senza dubbio una delle situazioni che maggiormente mette in crisi i genitori. Da un lato cercano di capire in tutti i modi perché il bambino piange e dall’altra parte si domandano se attraverso la consolazione e il soddisfacimento delle richieste rischiano di tirar su bambini eccessivamente 'viziati'. Crescere bambini viziati è uno dei maggiori dubbi che i genitori si pongono.

Viziare non è consolare il proprio bambino e rispondere con affetto e coccole ai suoi bisogni: viziare è non avere la forza o la volontà di affrontare i suoi comportamenti.

Quindi è ancor più importante capire il pianto del bambino perché è attraverso questo che si capirà come consolarlo.

E’ utile inoltre ricordare, che anche i bambini più piccoli hanno il loro carattere, perciò esistono bambini che piangono di più e bambini che piangono di meno, bambini più sensibili e bambini con situazioni particolari che fanno si che il pianto sia più o meno frequente.

Per approfondire guarda il video

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Francesca Capriati
Giornalista
Mamma blogger
Dalla gravidanza al parto, dall'allattamento all'adolescenza: il mio spazio virtuale per condividere esperienze, difficoltà ed informazioni.