cosa vuol dire essere padre

Cosa vuol dire essere padre

01/03/2017

Papà si diventa. Quante volte abbiamo sentito dire che il papà non riesce davvero a rendersi conto di ciò che sta accadendo (all’interno della coppia e in se stesso) finché non prende suo figlio tra le braccia per la prima volta? In effetti è proprio così.

Mentre la mamma ha tutto il tempo della gravidanza per sviluppare, lentamente, una nuova identità di madre e per assorbire e metabolizzare i cambiamenti derivati dalla nuova condizione, per il papà è diverso. Per lui i sentimenti possono essere contrastanti e le difficoltà sono dietro l’angolo. Ma niente paura! I nuovi papà sono dinamici, forti, collaborativi e molto, molto teneroni.

Uno studio pubblicato sul Journal of Consumer Research ha mostrato che in Gran Bretagna è in aumento il numero di padri che sceglie di restare a casa con il bebè. E non scelgono di trasformarsi in 'mammi', ma, anzi, danno un’impronta del tutto personale e nuova allo stile educativo, alle abitudini familiari, ai ritmi della giornata: i papà stanno, quindi, cambiando il modello familiare, rendendolo più libero, gioioso e tecnologico.

Inoltre è in crescita in tutta Europa la tendenza da parte dei papà a non sacrificare alla carriera l’intera vita familiare: spesso i media riportano casi di professionisti o politici che scelgono di lavorare meno – guadagnare meno- per stare più tempo con i propri figli.

Essere padre è sexy

Di certo in Italia non è ancora una pratica molto diffusa, ma in altri Paesi (in Germania addirittura 1 su 4) i padri amano stare a casa con i loro figli e il numero è probabilmente destinato ad aumentare. Una scelta, quella di partecipare attivamente alla crescita dei propri figli, che contribuisce ad aumentare il sex appeal degli uomini. Forse perché sono rari da trovare o perché hanno caratteri concilianti e accoglienti, i papà che si impegnano con i figli hanno per le donne un sex appeal maggiore rispetto ai manager rampanti.

Pare addirittura che sia stato effettuato uno studio per verificare questa preferenza tutta femminile: nel 2006, alcuni ricercatori hanno chiesto a un gruppo di uomini di indicare quale foto preferissero tra quella di un adulto o quella in cui veniva ritratto un bambino. Poi hanno fotografato i volti degli uomini e li hanno mostrati a un gruppo di donne. I risultati? Le donne hanno trovano più attraenti gli uomini che avevano scelto le foto dei bambini, soprattutto come potenziali partner a lungo termine. Di sicuro c’è che alle donne piace vedere un lato dolce e premuroso nell’uomo che scelgono come compagno di vita e che quando quell’uomo si impegna ad essere un bravo padre, le donne lo guardano benevolmente. E questo sentimento non sembra essere limitato alle coppie eterosessuali.

Ad avvalorare la tesi ci aiuta l’antropologa Helen Fisher che sostiene che i papà che scelgono di stare a casa con i figli avrebbero bassi livelli di testosterone e più estrogeni circolanti con il risultato che tenderebbero ad essere più interessati a prendersi cura dei bambini, ad essere più calmi, più pazienti e più concilianti. E, come si sa, molte donne sono attratte da uomini dolci e sensibili.

Inoltre, un uomo disponibile a collaborare nella gestione della casa e dei figli aiuta la donna ad abbassare il proprio livello di stress e spesso ad avere con lei una vita sessuale maggiormente appagante.

Come sempre, esiste anche l’altra faccia della medaglia e il rischio è che l’uomo perda la sua mascolinità ed inizi addirittura a sembrare noioso o che inizi lui stesso a sentirsi meno attraente e costretto in un ruolo che tradizionalmente non gli appartiene.

Certo c’è che il ruolo del papà sta cambiando e i concetti stessi di mascolinità e paternità si stanno ridefinendo. Essere padri presenti, giocare con i propri figli, essere per loro un punto di riferimento al pari della madre è il modo migliore per costruire una famiglia serena e piena d’amore.

E questo, tutti d'accordo, è sexy.

Essere padre oggi

Come sono cambiati i papà italiani negli ultimi decenni?

La figura paterna ha subito enormi cambiamenti soprattutto dal punto di vista emotivo. Se trent’anni fa il padre era soprattutto una figura forte, a volte severa, deputata a preparare i figli alle difficoltà della vita, oggi i padri hanno riscoperto un aspetto più amorevole e protettivo.

Sono lavoratori instancabili che tornano tardissimo, ma nonostante questo rinunciano ad abbandonarsi sul divano e raccontano la favola della buonanotte o giocano con loro con i videogiochi, lavorano molto per poter regalare ai bambini ciò che desiderano, per farli andare al mare e si sentono in colpa se non riescono a garantire ai bambini le stesse cose che hanno gli altri.

In molti casi sono abilissimi con pappe e  pannolini, si alzano di notte e resistono i papà super sportivi, quelli che la domenica vanno in bicicletta con i bambini, non rinunciano a portarli alla scuola di calcio, si organizzano per andare a sciare insieme ai bambini.

L’identikit tracciato da Paola Vinciguera, Presidente della EURODAP associazione Europea Disturbo da Attaccho Di Panico, in occasione della Festa del papà è quello di un uomo amorevole, protettivo, presente il più possibile, in qualche caso una sorta di 'mammo'.

Un cambiamento notevole rispetto a decenni fa, ma non senza qualche rischio. Primo fra tutti quello di tenere i figli sotto una campana di vetro, responsabilizzandoli poco e facendoli diventare adulti impreparati alle durezze del mondo esterno.

Insomma, nel tentativo di fare tanto e meglio il rischio di sentirsi stressati, inadeguati e frustrati è molto alto e i bambini possono crescere con l’illusione che tutto gli sia dovuto, che abbiano diritto a vedere soddisfatta ogni richiesta e così si abbassa 'la spinta emotiva del desiderio e dell'impegno'.

Come essere un bravo papà

A mettere in guardia sui rischi dei nuovi padri moderni è anche il pediatra Italo Farnetani che ricorda come i padri italiani siano sempre più giocherelloni: il 60% dei papà gioca con i figli di età compresa tra 3 e 10 anni nel fine settimana e il 41,7% lo fa anche durante la settimana. Un cambiamento sicuramente positivo per i bambini che hanno bisogno di giocare e confrontarsi spesso con la figura paterna. Ma anche in questo caso attenzione: il papà deve essere la figura maschile di riferimento, un adulto autorevole e forte, capace di condizionare l’ambiente.

Tornare al passato, comunque, non sarebbe positivo anche se i padri di oggi conservano alcune caratteristiche dei padri di una volta. L’obiettivo di entrambi resta quello di fare del proprio meglio per il bene dei figli e il rapporto tra padre e figlio viaggia da sempre sugli stessi binari:

quando hai cinque anni tuo padre lo vedi come fosse un super eroe, quando ne hai 15 come se fosse il peggior nemico, quando ne hai 40 riconosci i suoi limiti e ti fa arrabbiare perché lui ne ha 70 ed è difficile avere un rapporto sereno e alla pari. Ma poi, quando tuo padre non c'è più, se è stato un buon padre cercherai di seguire il suo esempio con i tuoi figli

conclude la Vinciguerra.

E io aggiungo: va bene essere collaborativi e presenti in casa e in famiglia ma attenzione a non perdere di vista quale sia la propria funzione all’interno della nuova famiglia. Ottimi i nuovi modi per essere padri oggi, ma non vogliamo dei mammi con cui entrare in competizione!

Essere padre di una bambina

L’esempio che i genitori danno ai loro figli sin dall’infanzia è importante, si sa. E può anche influenzare in modo netto lo sviluppo della personalità dei bambini. Lo confermerebbe uno studio condotto da alcuni psicologi canadesi che hanno pubblicato le proprie conclusioni sull’ultimo numero della rivista Psychological Science.

Lo studio ha fotografato il ruolo chiave dei comportamenti di genere, rispetto alle pulizie della casa, nella formazione e nelle aspirazioni dei loro figli studiando un campione di 326 bambini tra i 7 e i 13 anni. E uno degli aspetti che maggiormente influenzerebbero lo sviluppo delle figlie femmine e sul loro futuro anche professionale sarebbe lì approccio dei loro padri rispetto alle faccende domestiche.

Semplificando se le figlie femmine crescono con un padre abituato a lavare i piatti e a dare una mano in casa avranno maggiori probabilità di essere donne ambiziose e punteranno più in alto nella vita. Al contrario anche se il padre si professa a favore della parità di genere ma nella pratica quotidiana si tiene alla larga da pentole e fornelli, le figlie cresceranno con una maggiore propensione verso professioni tipicamente femminili, come la maestra o l’infermiera.

E’ l’ennesima dimostrazione di quanto le azioni valgano più delle parole.

Papà ai fornelli

Non c'è cosa più attraente di un uomo che si mette ai fornelli e ci prepara un gustoso pranzetto. E se i bambini seguono l'esempio e amano stare accanto a lui per aiutarlo in cucina l'atmosfera assume contorni ancora più romantici.

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Gioie e dolori. L’arrivo di un bambino non è solo rose e fiori. Spesso sconvolge completamente le abitudini e il ritmo di vita e ciò può avere implicazioni emotive e psicologiche sullo stato d’animo dei neogenitori.

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I consigli di lettura per i papà

  • 'Manuale di sopravvivenza del padre contemporaneo' di Gianni Biondillo
  • 'Storia della Paternità' di Maurizio Quilici
  • 'Nella pancia del papà. Padre e figlio: una relazione emotiva'' di Alberto Pellai
  • 'Dove andiamo, papà? Vivere, piangere, ridere con due figli diversi dagli altri' di Jean-Louis Fournier
  • 'Nuovi padri? Mutamenti della paternità in Italia e in Europa' di Francesca Zajczyk ed Elisabetta Ruspini
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Francesca Capriati
Giornalista
Mamma blogger
Dalla gravidanza al parto, dall'allattamento all'adolescenza: il mio spazio virtuale per condividere esperienze, difficoltà ed informazioni.