gambe gonfie in in gravidanza quando preoccuparsi

Gambe gonfie in in gravidanza: quando preoccuparsi?

01/07/2024

Durante i nove mesi di gestazione la circolazione sanguigna e la ritenzione idrica provocano spesso una sensazione di gonfiore alle future mamme. I cambiamenti ormonali, l’aumento della componente liquida del sangue rispetto a quella proteica e la vasodilatazione tipica della gravidanza, spesso comportano sensazione di pesantezza e gonfiore alle gambe e alle caviglie. Questo disturbo, del tutto fisiologico, si accentua soprattutto nell’ultimo trimestre e soprattutto in presenza di temperature ambientali particolarmente calde, che rallentano ulteriormente la circolazione venosa e linfatica. Vediamo insieme come fare se si soffre di gambe gonfie in gravidanza e quali sono i rimedi utili.

Quali creme usare per le gambe e caviglie gonfie in gravidanza?

Le creme sono particolarmente utili per trovare sollievo. Perfette quelle a base di sostanze naturali come la betulla, l'ippocastano o l'uva perché favoriscono il ritorno della circolazione sangugna dal basso verso l'alto.

L'importante è massaggiare la crema partendo dalla caviglia  e risalendo verso la parte lata della coscia.

Vi consiglio, quindi, delle creme naturali ad azione vasoprotettiva e rinfrescante che vanno applicate partendo dal piede e procedendo verso l’alto. Io per esempio le conservavo nel frigorifero così erano freschissime e mi davano immediato sollievo.

Cosa fare per sgonfiare le gambe in gravidanza?

Alcuni rimedi semplici da attuare per evitare piedi e caviglie gonfi:

  • Camminare,
  • tenere le gambe sollevate quando si è a letto,
  • farsi massaggiare le gambe con creme fresche;
  • attenzione alla dieta che deve contraddistinguere i nove mesi di gravidanza e che è importante anche per prevenire gonfiore e ritenzione idrica: è dunque molto importante limitare l’aumento di perso e idratarsi molto durante la giornata.

Che esercizi fare per le gambe gonfie in gravidanza?

Inizia con la camminata, un'attività a basso impatto che può migliorare la circolazione senza mettere troppa pressione sulle articolazioni. Cerca di camminare per almeno 30 minuti al giorno, mantenendo un ritmo moderato.

  1. Sollevamenti delle gambe: sdraiati sulla schiena e solleva una gamba alla volta, mantenendola dritta. Questo esercizio può aiutare a ridurre il gonfiore migliorando la circolazione del sangue nelle gambe.
  2. Rotazioni delle caviglie: seduta o sdraiata, solleva una gamba e ruota la caviglia in senso orario per 10-15 volte, poi ripeti in senso antiorario. Fai lo stesso con l'altra gamba. Questo esercizio è particolarmente utile per migliorare la circolazione nelle caviglie e nei piedi.

Nuotare o fare ginnastica in acqua può essere particolarmente benefico durante la gravidanza. L'acqua aiuta a ridurre il gonfiore migliorando la circolazione e riducendo la pressione sulle gambe.

Piedi gonfi a fine gravidanza: il parto è vicino?

Si stima che il gonfiore agli arti inferiori diventi più evidente un paio di settimane prima del parto.

Gambe gonfie in gravidanza, e se fosse gestosi?

Se si nota però che il gonfiore è eccessivo e che si estende anche a viso e mani è fondamentale farsi visitare velocemente dal proprio ginecologo per valutare le pressione arteriosa e l’eventuale presenza di proteine nelle urine.

Il gonfiore potrebbe infatti in questo caso, essere il sintomo di una seria patologia che colpisce le donne nel terzo trimestre di gravidanza, la pre-eclampsia, anche conosciuta come gestosi - che va attentamente seguita dal medico.

Leggi la guida: Disturbi in gravidanza, ecco i rimedi

Come far passare la smania alle gambe in gravidanza?

Si chiama “sindrome delle gambe senza riposo” (Rls - Restless legs syndrome) e nelle donne in dolce attesa può diventare davvero irritante!

L’impulso di muovere le gambe, soprattutto durante le ore notturne o quando si sta a riposo, è la principale caratteristica di questa sindrome che colpisce circa il 5% degli italiani, in gran parte di sesso femminile.

Durante la gravidanza la sindrome colpisce con maggiore frequenza, soprattutto nel terzo trimestre, e sembra scomparire dopo il parto.

Uno studio condotto da Mauro Manconi, ricercatore presso il centro di Medicina del Sonno dell'ospedale San Raffaele Turro di Milano, pubblicato su Neurology, invece, rivoluziona la teoria della sindrome come disturbo passeggero e mostra come, su lungo periodo, le donne che hanno avuto questo problema siano spesso costrette a farci di nuovo i conti nel corso della vita.

La ricerca ha preso in considerazione 74 donne che durante la gravidanza avevano sofferto di Rls e 133 che non avevano avuto questo problema: le donne sono state seguite per ben sette anni e al termine di questo periodo è emerso quelle che avevano sofferto di Rls avevano un rischio superiore di 4 volte di soffrire nuovamente di questo disturbo in forma cronica, e che il 60% delle donne che avevano avuto la Rls durante la gravidanza soffriva dello stesso problema nelle gravidanza successive (mentre ciò accadeva solo nel 3% del campione di controllo).

Bibliografia e fonti

Transient RLS during pregnancy is a risk factor for the chronic idiopathic form - doi.org/10.1212/WNL.0b013e318200d779

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Francesca Capriati
Giornalista
Mamma blogger
Dalla gravidanza al parto, dall'allattamento all'adolescenza: il mio spazio virtuale per condividere esperienze, difficoltà ed informazioni.